La Chiesa cattolica si trova oggi ad
affrontare la spinosa questione della legge del celibato clericale. Potrebbe
sembrare soltanto un problema marginale o amministrativo, in realtà esso tocca
l'essenza della vita della Chiesa moderna in ogni suo aspetto.
La pubblicazione in italiano - dopo
quella tedesca, inglese ed olandese - dello studio magistrale di Heinz-J.
Vogels sul tema dev'essere accolta con immenso favore. Il lavoro è opportuno,
dotto: gli aspetti biblici, esegetici, storici, canonici sono profondamente
indagati. Vogels non è un teologo radicale: egli è sorretto da una visione
cattolica intensamente impegnata, in linea con la genuina tradizione. L'Autore
si adopera per mettere in rilievo il valore evangelico del celibato, come
carisma, non come legge, al fine di riscoprire l'intera pienezza, il corpo
"cattolico", offerta dai due carismi raccordati alla vocazione del
sacerdozio ministeriale. Perché, come è affermato in Mt 19,11, punto di
partenza dell'intero libro: "Non tutti sono capaci di questa cosa [il
fatto di non sposarsi], ma solo coloro a cui è stato concesso. Vi sono infatti
eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; alcuni sono stati resi tali
dagli uomini; e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il Regno dei Cieli.
Chi può prendere [cioè realizzare] questa cosa, la prenda".
Vogels non è un teologo radicale e si muove all’interno di un cattolicesimo impegnato, in linea con la tradizione più genuina. Egli, esaminando l’argomento sotto tutti gli aspetti – biblici, esegetici, storici, canonici – critica alla radice la saldatura sacerdozio-celibato imposta nella Chiesa latina e dimostra che la legge attuale sul celibato è erronea perché non rispetta il valore evangelico del celibato come carisma, distruggendo in tal modo l’effettivo valore del carisma.
Un contributo importante per un aggiornamento del modello ministeriale, che
unisca i sacerdoti celibi agli sposati (come avviene nelle Chiese cattoliche
orientali).