PARTECIPANTI (senza specificare data e orario di arrivo o di partenza)
- Chino e Nadia Piraccini
- Umberto e Gabriella Ginestra
- Mario e Marilena Degli Esposti
- Stefania Salomone
- Giuseppe Zanon
- Orlando Testi
- Fausto e Luiza Marinetti
- Aurora Maggiotto e Andrea (responsabile della Comunità di Base di
Alpignano)
- Guido e Laura D’Altri
- Bruno Buratti
Ordine del Giorno
1) Ricerca appassionata dell'identità del gruppo di Sorrivoli, parlandoci con
grande libertà, alla ricerca di un minimo comun denominatore (introduce Guido
D'Altri)
2) Può essere importante a tale scopo l'attuazione di un condominio solidale?
(introduce Fausto Marinetti)
3) Come rispondere all'esigenza evangelica di una comunità fraterna (di base o
meno) sul territorio dove si vive, e di comunione fra noi in rete a distanza?
(M.)
4) Come aiutarci fra noi mediante il sito "chiesaincammino",
eventuali blog, posta elettronica, telefoni, cellulari, ospitalità reciproca?
(introduce G. Zanon)
Sabato 24 novembre 2007
Distribuzione del
materiale – Apertura dei lavori
Introduzione di Chino,
lettura dell’Ordine del Giorno, cenni sul libro di B. Volpi “Un’alternativa
possibile”, cenni a possibili comunità ecumeniche o comunità di base.
Fausto viene chiamato in
causa per spiegare chi è Bruno Volpi e la sua esperienza, sintetizzando anche
la situazione degli ordini religiosi e delle proprietà immobiliari in disuso.
Primo
punto dell’Ordine del Giorno (Guido): nel materiale cartaceo
già consegnato c’è una scheda illustrativa sulla possibile identità del gruppo
in cui si cerca di acquisire la consapevolezza della diversità di ciascuno (per
esperienze, vissuto, scelte personali) e cercando di comprendere quale sia la
reale capacità di integrare le diversità. A tale scopo viene fornita anche una
scheda da compilare in relazione alle varie rappresentazioni che ciascun
partecipante ha rispetto all’ambiente in cui opera, rispetto alla situazione
dei preti sposati e rispetto alla possibilità di incontro su tematiche di
fondo.
Secondo
punto all’Ordine del Giorno (Fausto-Chino).
Chino, comincia la
discussione sulle esperienze delle Comunità di Base, del futuro incontro che si
terrà a Livorno (per ospitalità rivolgersi a Mauro Del Nevo) e presenta la
situazione della chiesa in Romagna, in cui coesistono esperienze diverse di
preti sposati insieme coi laici.
Arriva la telefonata di
Umberto Lenzi dall’America che informa del fatto che un Vescovo australiano
progressista l’indomani avrebbe incontrato il Vescovo Robinson (leggere
articoli sul sito Chiesaincammino.org) e il teologo Voegels per trattare il
tema del celibato, in particolare l’utilizzo dei preti sposati nelle realtà
parrocchiali.
Terzo
punto all’Ordine del Giorno (M.) Data l’assenza di
M. si procede, anche se l’argomento poi verrà comunque toccato
ripetutamente nel corso dell’incontro.
Giuseppe prende la parola
illustrando il punto n. 4 all’Ordine del Giorno (Giuseppe Zanon).
Distribuisce un foglio
con dei punti di discussione in relazione al sito. In particolare si cerca di
valutare la necessità di un redazione funzionante, di un blog e di ulteriori
link di collegamento da introdurre per lo scambio di articoli tra siti amici.
Giuseppe vorrebbe
utilizzare lo spazio “Chiesa e donna” sul sito con il materiale dell’iniziativa
di Stefania “Amore Negato” (iniziativa a sostegno delle donne che hanno
relazioni con preti/religiosi), introducendolo con l’articolo scritto da
Stefania, pubblicato su Il Dialogo, intitolato “Possiamo ancora crederci?”.
Inoltre propone di
impostare uno spazio chiamato “Accoglienza” rivolto ai preti in uscita o in
difficoltà, indicando le varie procedure per l’ottenimento della dispensa o sui
18 mesi di retribuzione che spettano a ciascun prete che lascia. Alla domanda
su dove reperire queste informazioni, si chiarisce che il sito di Miragoli le
fornisce. Inoltre il Concordato riferito all’art. 27 L. 222/85 prevede tale
periodo sabbatico retribuito.
Giuseppe legge lo
scritto inviato da Carlo Castellini ai partecipanti nel quale Carlo suggerisce:
- che Umberto Lenzi sia il webmaster del sito e Fausto ne sia il direttore
giornalistico
- che il sito sia aperto ai laici
- che si pubblichino le cartelle personali di ogni componente della redazione
così che chi scrive sappia chi è l’interlocutore
- di pubblicare anche le foto dei preti sposati con relativa consorte
- di valorizzare l’editrice Gabrielli per le nostre pubblicazioni
Giuseppe
legge gli appunti inviati da Umberto Lenzi riguardo la gestione/impostazione
del sito chiesaincammino.org. In
particolare Umberto, su contributo precedente di tutti, scrive:
- introduzione di un bottone guida su “Assistenza” (aiuti pratici per preti
in transizione)
- apertura a collaborazione laica (collaboratori, riviste, editori)
- introduzione del profilo dettagliato del gruppo
- concordare la gestione economica del sito che prevede spese annuali pari a
circa 150€
- definire la collaborazione anche di esperti teologi o giornalisti quali
Luigi Sandri e Giovanni Avena.
I partecipanti discutono
sulla possibilità di accorpamento, in relazione alle finalità, tra vari gruppi
di preti sposati con altre organizzazioni tipo Noi Siamo Chiesa.
Si ritiene che non si
possa stabilire finalità comuni con altre organizzazioni se non si stabiliscono
prima le finalità del gruppo stesso.
Fausto espone quelle che
ritiene essere le finalità. La costruzione del Regno così da non vivere più per
la chiesa, da realizzare attraverso comunità dove siamo tutti uguali, senza che
nessuno sia sopra l’altro, es. Condominio Solidale.
Domenica 25 novembre 2007
Si riprendono i lavori
mediante l’approfondimento del primo punto: Carta di Identità del Gruppo, bozza
di proposta, che riportiamo:
1. favorire la comunione di uomini e donne che cercano di vivere i valori del
Vangelo: il discorso della montagna, il giudizio universale in particolare;
2. vivere e diffondere la cultura di comunione e condivisione di vita con
tutti gli esseri umani, specie il POPOLO di DIO dei deboli, dei poveri, degli
emarginati
3. credere che il Vangelo fa degli uomini tutti dei fratelli senza caste né
privilegi
4. lavorare per il rispetto di tutti i diritti-doveri umani anche nelle
religioni, compresa la libertà di coscienza, lo stato di vita, ecc
5. impegnarsi affinché i laici nella chiesa non siano considerati e trattati
da persone di seconda classe
6. lavorare perché tutti coloro che soffrono discriminazione ed ingiustizie
(divorziati, conviventi, omosessuali, preti sposati, ecc.) siano trattati
secondo dignità e amore evangelico
7. nostri interlocutori e compagni di viaggio sono gli uomini e donne di buona
volontà, in particolare: i movimenti ecumenici che tramite il dialogo operano
per l’unità dei cristiani; i movimenti per il disarmo, i costruttori di pace;
gli assetati di giustizia; i movimenti di volontariato e servizio dei più
deboli; i movimenti ecclesiali di base; i movimenti di liberazione e di giustizia
nord-sud del mondo
8. appoggiamo e favoriamo la ricerca di tutte quelle strade, percorsi che
rivivono l’evangelo secondo lo stile della primitiva comunità cristiana; “i
fratelli erano un cuor solo e un’anima sola; tra loro non c’era l’indigente;
condividevano i loro beni; tutti erano fratelli, figli dell’unico Padre senza
superiori né sudditi, senza gerarchie di onori e privilegi, dove il prete era
l’anziano scelto dalla comunità;
9. vogliamo essere attenti alla lettura dei segni dei tempi, specie nell’ascolto
della “PAROLA” degli ultimi e degli oppressi, che c’insegnano un nuovo modo di
essere e di vivere la fede e la chiesa.
Essa rappresenterà
l’unico punto di riferimento, senza statuti.
Giuseppe solleva
l’obiezione che si sta procedendo in una direzione troppo orizzontale, troppo
improntata all’aspetto sociale. Noi siamo cattolici e ci dobbiamo riconoscere
in questo, mostrando più rispetto verso la gerarchia, senza fare critica fine a
se stessa. Di fronte alla gerarchia ecclesiastica siamo in atteggiamento di
attento e disponibile ascolto, con possibilità però di fare una critica
costruttiva, non pregiudiziale, quando secondo noi ci si allontana dallo
spirito del Vangelo e del Concilio.
Fausto prende ad esempio
la faccenda della pedofilia. Se ne parla non per screditare la gerarchia, ma
perché lo Spirito finalmente ha spinto alcuni vescovi a parlare. La pedofilia è
la buccia di banana sulla quale la chiesa è attaccabile.
Nadia sostiene che non
vorrebbe leggere sul sito solo notizie brutte, tipo pedofilia o altro, perché
si perde di vista l’aspetto della speranza che deve essere proprio di ogni
cristiano cattolico.
Chino ribadisce che la
speranza c’è, nel libro di Bruno Volpi “Un’alternativa Possibile” (condominio
solidale), oppure in esempi come Don Benzi.
Interviene Giuseppe che
constata la diversità di posizioni, ribadendo l’importanza di una Redazione
qualificata per il sito che riesca a dosare le notizie equilibrandone i
contenuti.
Chino teme che dovendo
fare questo lavoro per ogni notizia si perderebbe tempo, e comunque bisogna
garantire a tutti la libertà di scrivere.
Umberto ritiene che
bisogna cambiare il concetto di Chiesa, non più gerarchia, ma popolo di Dio.
Siamo abituati ad avere l’imprimatur sia per l’approvazione che per
l’esclusione; dovremmo essere liberi di parlare o scrivere; se uno esagera c’è
l’altro che interviene per controbilanciare.
Andrea suggerisce di
ristrutturare i punti relativi alla “Carta di Identità”, come segue:
1) favorire la comunione di uomini e donne che cercano di vivere i valori del
Vangelo
2) favorire la ricerca delle strade per tornare alle prime comunità cristiane
in cui non c’era il “bisognoso”, mediante l’attenzione e l’ascolto della Parola
3) eliminare il concetto di casta o privilegio, lasciando aperta la porta a
tutti coloro che soffrono per discriminazioni e ingiustizie, tutti con gli
stessi diritti-doveri, impegnati anche a livello sociale (movimenti per il
disarmo, volontariato, giustizia) e costruendo una chiesa in cui i laici non
siano persone di seconda classe
Fausto
interviene dicendo che la Parola non è facilmente trasmissibile ad analfabeti;
sottolinea inoltre di non volere una redazione che funga da censura.
Giuseppe
spiega che si potrebbe impostare una redazione che preveda una informazione in
tempo reale di tutti i 6 componenti. Inoltre altri ancora potrebbero
collaborare al di fuori della redazione.
Mario
conclude che l’importante è eliminare la censura e che ciascuno, assumendosi la
responsabilità di firmare lo scritto, possa dire ciò che vuole.
INTERRUZIONE
PER IL PRANZO
Ripresa
dei lavori.
Si
raccolgono offerte per partecipare alle spese di gestione del sito, la cui
parte restante potrebbe essere coperta con la piccola cassa (denaro che poi
dovrà essere reintegrato da coloro che collaborano al sito, ma non sono
presenti in data odierna).
Andrea
espone la sua esperienza in qualità di erede di F. Maggiotto nella comunità di
base di Alpignano. In questa comunità non esiste il concetto di fondatore, non
c’è etichetta, essa vive ai margini della comunità ecclesiale e accoglie
protestanti e ogni persona che si presenti. Si fa ricerca teologica unitamente
ad esperienze comunitarie in cui
fondamentale la responsabilità di ciascuno.
Aurora
sottolinea che dopo un primo momento di disagio causato dalla morte di Franco,
i ragazzi si sono rimboccati le maniche e si sono dati da fare.
Andrea
prosegue dicendo che certo la comunità fa riferimento alla vita di Franco, ma
non vuole fermarsi a questo, vuole andare avanti impegnandosi nel sociale e lui
personalmente ha ricevuto l’incarico di specializzarsi in teologia. L’obiettivo
è formare una comunità di cattolici universali.
Guido
prende la parola ringraziando Andrea per aver chiarito i punti della Carta di
Identità, suggerendo però che sia più un punto di arrivo che di partenza. Non
serve identificarsi come preti sposati, l’identità infatti si chiarisce e si
specifica nel contatto con le realtà al di fuori.
Umberto
sostiene la tesi dicendo che neanche Gesù si è identificato, ha operato.
L’obiettivo è quello di superare la tentazione di insegnare agli altri.
Guido
suggerisce quindi che da Sorrivoli può partire un forte messaggio di un gruppo
che fa da tramite per realizzare una rete di rapporti fra tutti i gruppi; così
non sarebbe inutile.
Fausto
ammonisce di fare attenzione, si rischia di appropriarsi di Gesù e del suo
messaggio. La nostra identità è in cammino.
Ad oggi
tutta la nostra tradizione viene messa in discussione, ci dobbiamo rendere
conto che siamo andati a braccetto con l’assurdo.
Aurora
aggiunge che mentre si predica il Vangelo, bisogna comunque rimboccarsi le
maniche.
Fausto
fa il punto del sito. Stabilita la redazione a 6 senza censure. Stefania
raccoglie il materiale da CITI - corpus e si impegna nelle traduzioni.
Ci si
interroga sulla possibilità di avere un rappresentante giuridico, che esiste
già in America, ma sembra provvisorio e inadatto per l’Italia. Si stabilisce di
voler contribuire alle spese di mantenimento del sito mediante il versamento di
10€ facoltativo.
Giuseppe
vorrebbe inserire sul sito un blog, ma i partecipanti fanno presente l’esigenza
del moderatore, che potrebbe essere M., ma in fin dei conti ci si interroga
sulla reale necessità.
Giuseppe
prende la parola e ribadisce il concetto di inserire l’Accoglienza come tema
portante in particolare verso i preti in difficoltà con la cura di aspetti
economici, fiscali e legali in cui si impegnerebbe personalmente.
Luiza
interviene dicendo che va bene la Carta di Identità, ma bisogna partire col
creare qualcosa in questo senso. Ad esempio ospitare in comunità preti in
difficoltà, anche formando un condominio solidale.
A
questo punto, cercando di tirare le fila del discorso si valuta l’opportunità
di fare un comunicato stampa con i risultati dell’incontro, ma si decide di
stilare solo il verbale e metterlo in sito.
Giuseppe
fa presente che la situazione a Roma è difficile, a parte l’unica comunità di
base di S. Paolo, le realtà contro-corrente hanno vita breve e complicata.
Alcuni preti sposati inoltre amerebbero tornare in parrocchia, ma viene loro
proposto di fare i diaconi, forse il popolo non è ancora pronto al cambiamento.
Chino riassume:
abbiamo stabilità l’identità, abbiamo stabilito la struttura del sito e il
sostegno economico per la gestione, il prossimo appuntamento è previsto in
primavera. Si potrebbe cominciare con un contributo del gruppo storico (Fausto,
Chino, Guido, Giuseppe, Umberto, Orlando) mediante il commento del documento
prodotto dai frati domenicani, disponibile ora in italiano, per poi pubblicarlo
sul sito.
Si
suggerisce di semplificare le modalità di accesso al sito, senza troppi
passaggi per poter intervenire sugli argomenti.
Fausto
manifesta la necessità di sintetizzare le pubblicazioni, se ne incarica Guido.