VERBALE INCONTRO DI SORRIVOLI 24-25 novembre 2007

 

PARTECIPANTI (senza specificare data e orario di arrivo o di partenza)

-      Chino e Nadia Piraccini

-      Umberto e Gabriella Ginestra

-      Mario e Marilena Degli Esposti

-      Stefania Salomone

-      Giuseppe Zanon

-      Orlando Testi

-      Fausto e Luiza Marinetti

-      Aurora Maggiotto e Andrea (responsabile della Comunità di Base di Alpignano)

-      Guido e Laura D’Altri

-      Bruno Buratti

 

Ordine del Giorno

 

1)  Ricerca appassionata dell'identità del gruppo di Sorrivoli, parlandoci con grande libertà, alla ricerca di un minimo comun denominatore (introduce Guido D'Altri)

2)  Può essere importante a tale scopo l'attuazione di un condominio solidale? (introduce Fausto Marinetti)

3)  Come rispondere all'esigenza evangelica di una comunità fraterna (di base o meno) sul territorio dove si vive, e di comunione fra noi in rete a distanza? (M.)

4)  Come aiutarci fra noi mediante il sito "chiesaincammino", eventuali blog, posta elettronica, telefoni, cellulari, ospitalità reciproca? (introduce G. Zanon)

 

 

Sabato 24 novembre 2007

Distribuzione del materiale – Apertura dei lavori

Introduzione di Chino, lettura dell’Ordine del Giorno, cenni sul libro di B. Volpi “Un’alternativa possibile”, cenni a possibili comunità ecumeniche o comunità di base.

Fausto viene chiamato in causa per spiegare chi è Bruno Volpi e la sua esperienza, sintetizzando anche la situazione degli ordini religiosi e delle proprietà immobiliari in disuso.

 

 

 

Primo punto dell’Ordine del Giorno (Guido): nel materiale cartaceo già consegnato c’è una scheda illustrativa sulla possibile identità del gruppo in cui si cerca di acquisire la consapevolezza della diversità di ciascuno (per esperienze, vissuto, scelte personali) e cercando di comprendere quale sia la reale capacità di integrare le diversità. A tale scopo viene fornita anche una scheda da compilare in relazione alle varie rappresentazioni che ciascun partecipante ha rispetto all’ambiente in cui opera, rispetto alla situazione dei preti sposati e rispetto alla possibilità di incontro su tematiche di fondo.

Secondo punto all’Ordine del Giorno (Fausto-Chino).

Chino, comincia la discussione sulle esperienze delle Comunità di Base, del futuro incontro che si terrà a Livorno (per ospitalità rivolgersi a Mauro Del Nevo) e presenta la situazione della chiesa in Romagna, in cui coesistono esperienze diverse di preti sposati insieme coi laici.

Arriva la telefonata di Umberto Lenzi dall’America che informa del fatto che un Vescovo australiano progressista l’indomani avrebbe incontrato il Vescovo Robinson (leggere articoli sul sito Chiesaincammino.org) e il teologo Voegels per trattare il tema del celibato, in particolare l’utilizzo dei preti sposati nelle realtà parrocchiali.

Terzo punto all’Ordine del Giorno (M.) Data l’assenza di M. si procede, anche se l’argomento poi verrà comunque toccato ripetutamente nel corso dell’incontro.

Giuseppe prende la parola illustrando il punto n. 4 all’Ordine del Giorno (Giuseppe Zanon).

Distribuisce un foglio con dei punti di discussione in relazione al sito. In particolare si cerca di valutare la necessità di un redazione funzionante, di un blog e di ulteriori link di collegamento da introdurre per lo scambio di articoli tra siti amici.

Giuseppe vorrebbe utilizzare lo spazio “Chiesa e donna” sul sito con il materiale dell’iniziativa di Stefania “Amore Negato” (iniziativa a sostegno delle donne che hanno relazioni con preti/religiosi), introducendolo con l’articolo scritto da Stefania, pubblicato su Il Dialogo, intitolato “Possiamo ancora crederci?”.

Inoltre propone di impostare uno spazio chiamato “Accoglienza” rivolto ai preti in uscita o in difficoltà, indicando le varie procedure per l’ottenimento della dispensa o sui 18 mesi di retribuzione che spettano a ciascun prete che lascia. Alla domanda su dove reperire queste informazioni, si chiarisce che il sito di Miragoli le fornisce. Inoltre il Concordato riferito all’art. 27 L. 222/85 prevede tale periodo sabbatico retribuito.

Giuseppe legge lo scritto inviato da Carlo Castellini ai partecipanti nel quale Carlo suggerisce:

-      che Umberto Lenzi sia il webmaster del sito e Fausto ne sia il direttore giornalistico

-      che il sito sia aperto ai laici

-      che si pubblichino le cartelle personali di ogni componente della redazione così che chi scrive sappia chi è l’interlocutore

-      di pubblicare anche le foto dei preti sposati con relativa consorte

-      di valorizzare l’editrice Gabrielli per le nostre pubblicazioni

Giuseppe legge gli appunti inviati da Umberto Lenzi riguardo la gestione/impostazione del sito chiesaincammino.org.  In particolare Umberto, su contributo precedente di tutti, scrive:

-      introduzione di un bottone guida su “Assistenza” (aiuti pratici per preti in transizione)

-      apertura a collaborazione laica (collaboratori, riviste, editori)

-      introduzione del profilo dettagliato del gruppo

-      concordare la gestione economica del sito che prevede spese annuali pari a circa 150€

-      definire la collaborazione anche di esperti teologi o giornalisti quali Luigi Sandri e Giovanni Avena.

 

I partecipanti discutono sulla possibilità di accorpamento, in relazione alle finalità, tra vari gruppi di preti sposati con altre organizzazioni tipo Noi Siamo Chiesa.

Si ritiene che non si possa stabilire finalità comuni con altre organizzazioni se non si stabiliscono prima le finalità del gruppo stesso.

Fausto espone quelle che ritiene essere le finalità. La costruzione del Regno così da non vivere più per la chiesa, da realizzare attraverso comunità dove siamo tutti uguali, senza che nessuno sia sopra l’altro, es. Condominio Solidale.

 

Domenica 25 novembre 2007

Si riprendono i lavori mediante l’approfondimento del primo punto: Carta di Identità del Gruppo, bozza di proposta, che riportiamo:

1.  favorire la comunione di uomini e donne che cercano di vivere i valori del Vangelo: il discorso della montagna, il giudizio universale in particolare;

2.  vivere e diffondere la cultura di comunione e condivisione di vita con tutti gli esseri umani, specie il POPOLO di DIO dei deboli, dei poveri, degli emarginati

3.  credere che il Vangelo fa degli uomini tutti dei fratelli senza caste né privilegi

4.  lavorare per il rispetto di tutti i diritti-doveri umani anche nelle religioni, compresa la libertà di coscienza, lo stato di vita, ecc

5.  impegnarsi affinché i laici nella chiesa non siano considerati e trattati da persone di seconda classe

6.  lavorare perché tutti coloro che soffrono discriminazione ed ingiustizie (divorziati, conviventi, omosessuali, preti sposati, ecc.) siano trattati secondo dignità e amore evangelico

7.  nostri interlocutori e compagni di viaggio sono gli uomini e donne di buona volontà, in particolare: i movimenti ecumenici che tramite il dialogo operano per l’unità dei cristiani; i movimenti per il disarmo, i costruttori di pace; gli assetati di giustizia; i movimenti di volontariato e servizio dei più deboli; i movimenti ecclesiali di base; i movimenti di liberazione e di giustizia nord-sud del mondo

8.  appoggiamo e favoriamo la ricerca di tutte quelle strade, percorsi che rivivono l’evangelo secondo lo stile della primitiva comunità cristiana; “i fratelli erano un cuor solo e un’anima sola; tra loro non c’era l’indigente; condividevano i loro beni; tutti erano fratelli, figli dell’unico Padre senza superiori né sudditi, senza gerarchie di onori e privilegi, dove il prete era l’anziano scelto dalla comunità;

9.  vogliamo essere attenti alla lettura dei segni dei tempi, specie nell’ascolto della “PAROLA” degli ultimi e degli oppressi, che c’insegnano un nuovo modo di essere e di vivere la fede e la chiesa.

Essa rappresenterà l’unico punto di riferimento, senza statuti.

Giuseppe solleva l’obiezione che si sta procedendo in una direzione troppo orizzontale, troppo improntata all’aspetto sociale. Noi siamo cattolici e ci dobbiamo riconoscere in questo, mostrando più rispetto verso la gerarchia, senza fare critica fine a se stessa. Di fronte alla gerarchia ecclesiastica siamo in atteggiamento di attento e disponibile ascolto, con possibilità però di fare una critica costruttiva, non pregiudiziale, quando secondo noi ci si allontana dallo spirito del Vangelo e del Concilio.

Fausto prende ad esempio la faccenda della pedofilia. Se ne parla non per screditare la gerarchia, ma perché lo Spirito finalmente ha spinto alcuni vescovi a parlare. La pedofilia è la buccia di banana sulla quale la chiesa è attaccabile.

Nadia sostiene che non vorrebbe leggere sul sito solo notizie brutte, tipo pedofilia o altro, perché si perde di vista l’aspetto della speranza che deve essere proprio di ogni cristiano cattolico.

Chino ribadisce che la speranza c’è, nel libro di Bruno Volpi “Un’alternativa Possibile” (condominio solidale), oppure in esempi come Don Benzi.

Interviene Giuseppe che constata la diversità di posizioni, ribadendo l’importanza di una Redazione qualificata per il sito che riesca a dosare le notizie equilibrandone i contenuti.

Chino teme che dovendo fare questo lavoro per ogni notizia si perderebbe tempo, e comunque bisogna garantire a tutti la libertà di scrivere.

Umberto ritiene che bisogna cambiare il concetto di Chiesa, non più gerarchia, ma popolo di Dio. Siamo abituati ad avere l’imprimatur sia per l’approvazione che per l’esclusione; dovremmo essere liberi di parlare o scrivere; se uno esagera c’è l’altro che interviene per controbilanciare.

Andrea suggerisce di ristrutturare i punti relativi alla “Carta di Identità”, come segue:

1)  favorire la comunione di uomini e donne che cercano di vivere i valori del Vangelo

2)  favorire la ricerca delle strade per tornare alle prime comunità cristiane in cui non c’era il “bisognoso”, mediante l’attenzione e l’ascolto della Parola

3)  eliminare il concetto di casta o privilegio, lasciando aperta la porta a tutti coloro che soffrono per discriminazioni e ingiustizie, tutti con gli stessi diritti-doveri, impegnati anche a livello sociale (movimenti per il disarmo, volontariato, giustizia) e costruendo una chiesa in cui i laici non siano persone di seconda classe

Fausto interviene dicendo che la Parola non è facilmente trasmissibile ad analfabeti; sottolinea inoltre di non volere una redazione che funga da censura.

Giuseppe spiega che si potrebbe impostare una redazione che preveda una informazione in tempo reale di tutti i 6 componenti. Inoltre altri ancora potrebbero collaborare al di fuori della redazione.

Mario conclude che l’importante è eliminare la censura e che ciascuno, assumendosi la responsabilità di firmare lo scritto, possa dire ciò che vuole.

 

INTERRUZIONE PER IL PRANZO

 

Ripresa dei lavori.

Si raccolgono offerte per partecipare alle spese di gestione del sito, la cui parte restante potrebbe essere coperta con la piccola cassa (denaro che poi dovrà essere reintegrato da coloro che collaborano al sito, ma non sono presenti in data odierna).

Andrea espone la sua esperienza in qualità di erede di F. Maggiotto nella comunità di base di Alpignano. In questa comunità non esiste il concetto di fondatore, non c’è etichetta, essa vive ai margini della comunità ecclesiale e accoglie protestanti e ogni persona che si presenti. Si fa ricerca teologica unitamente ad esperienze comunitarie in cui  fondamentale la responsabilità di ciascuno.

Aurora sottolinea che dopo un primo momento di disagio causato dalla morte di Franco, i ragazzi si sono rimboccati le maniche e si sono dati da fare.

Andrea prosegue dicendo che certo la comunità fa riferimento alla vita di Franco, ma non vuole fermarsi a questo, vuole andare avanti impegnandosi nel sociale e lui personalmente ha ricevuto l’incarico di specializzarsi in teologia. L’obiettivo è formare una comunità di cattolici universali.

Guido prende la parola ringraziando Andrea per aver chiarito i punti della Carta di Identità, suggerendo però che sia più un punto di arrivo che di partenza. Non serve identificarsi come preti sposati, l’identità infatti si chiarisce e si specifica nel contatto con le realtà al di fuori.

Umberto sostiene la tesi dicendo che neanche Gesù si è identificato, ha operato. L’obiettivo è quello di superare la tentazione di insegnare agli altri.

Guido suggerisce quindi che da Sorrivoli può partire un forte messaggio di un gruppo che fa da tramite per realizzare una rete di rapporti fra tutti i gruppi; così non sarebbe inutile.

Fausto ammonisce di fare attenzione, si rischia di appropriarsi di Gesù e del suo messaggio. La nostra identità è in cammino.

Ad oggi tutta la nostra tradizione viene messa in discussione, ci dobbiamo rendere conto che siamo andati a braccetto con l’assurdo.

Aurora aggiunge che mentre si predica il Vangelo, bisogna comunque rimboccarsi le maniche.

Fausto fa il punto del sito. Stabilita la redazione a 6 senza censure. Stefania raccoglie il materiale da CITI - corpus e si impegna nelle traduzioni.

Ci si interroga sulla possibilità di avere un rappresentante giuridico, che esiste già in America, ma sembra provvisorio e inadatto per l’Italia. Si stabilisce di voler contribuire alle spese di mantenimento del sito mediante il versamento di 10€ facoltativo.

Giuseppe vorrebbe inserire sul sito un blog, ma i partecipanti fanno presente l’esigenza del moderatore, che potrebbe essere M., ma in fin dei conti ci si interroga sulla reale necessità.

Giuseppe prende la parola e ribadisce il concetto di inserire l’Accoglienza come tema portante in particolare verso i preti in difficoltà con la cura di aspetti economici, fiscali e legali in cui si impegnerebbe personalmente.

Luiza interviene dicendo che va bene la Carta di Identità, ma bisogna partire col creare qualcosa in questo senso. Ad esempio ospitare in comunità preti in difficoltà, anche formando un condominio solidale.

A questo punto, cercando di tirare le fila del discorso si valuta l’opportunità di fare un comunicato stampa con i risultati dell’incontro, ma si decide di stilare solo il verbale e metterlo in sito.

Giuseppe fa presente che la situazione a Roma è difficile, a parte l’unica comunità di base di S. Paolo, le realtà contro-corrente hanno vita breve e complicata. Alcuni preti sposati inoltre amerebbero tornare in parrocchia, ma viene loro proposto di fare i diaconi, forse il popolo non è ancora pronto al cambiamento.

Chino riassume: abbiamo stabilità l’identità, abbiamo stabilito la struttura del sito e il sostegno economico per la gestione, il prossimo appuntamento è previsto in primavera. Si potrebbe cominciare con un contributo del gruppo storico (Fausto, Chino, Guido, Giuseppe, Umberto, Orlando) mediante il commento del documento prodotto dai frati domenicani, disponibile ora in italiano, per poi pubblicarlo sul sito.

Si suggerisce di semplificare le modalità di accesso al sito, senza troppi passaggi per poter intervenire sugli argomenti.

Fausto manifesta la necessità di sintetizzare le pubblicazioni, se ne incarica Guido.