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DIO TI
PERDONI
Pubblico dal blog di don Franco Barbero
questo gustoso dialogo tra don Franco e un giovane prete, don Stefano. Vi si
misura non solo la distanza ma il pre-giudizio nei confronti di chi pensa/fa
diversamente. E poi, penso a don Stefano, com'è possibile pensare che uno/a sia
gettato nel caos per opera di un prete a meno di non accettare che la parola di
Dio venga comunque e sempre "mediata" (e non offerta e discussa) da
una persona terza?! Eppure siamo ancora a questi livelli: l'essere di Paolo o
di Apollo. Riguardo all'essere di Cristo, pare sia troppo complicato per troppi
laici/laiche. Purtroppo... . Il clericalismo consiste anche nello scaricare le
proprie responsabilità sulle spalle di un "don Franco", e non
assumersi le proprie.
Ornella
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mercoledì 16 aprile 2008
DIO TI PERDONI... Ricevo, pubblico e
rispondo
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Caro Franco,
che peccato che la tua vita sia così
sprecata. Ma non hai paura del giudizio di Dio? Mi auguro che l'ignoranza ti
accechi affinché tu possa salvarti. Quanto male stai facendo alla Chiesa ma
soprattutto al Regno di Dio... Tu non sai le persone che stai danneggiando e
confondendo. sai cosa dice Gesù alle persone che scandalizzano i più piccoli?
Ah, perdonami sei un teologo-biblista quindi avrai inventato anche una tua
bibbia con note curate personalmente da te. La sensazione che provochi in me è
paura, tanta paura... La paura di quanto potrei arrivare a fare anch'io se
smettessi di confessarmi, pregare, celebrare la S. Messa, l'amore alla
Madonna... la direzione spirituale. Franco, Dio ti perdoni. Stefano Votta,
sacerdote di Cristo e servo della Chiesa Cattolica.
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Caro don Stefano,
ti ringrazio molto per l'attenzione che
mi hai dedicato. Non preoccuparti, però, della mia salvezza. E' interamente
nella mani di Dio, quindi in buone mani. Capisco però la tua paura: non sarà il
frutto di quella educazione seminariale che molto preti non riescono a
scuotersi di dosso? Hai letto gli studi di Drewemann sulle paure e sulle
angosce dei preti? Probabilmente tu pensi ancora al modello del prete
tridentino tutto papa, chiesa, rosario, direzione spirituale, "servo della
Chiesa Cattolica". Lungi da me l'idea di sentenziare sulla tua vita. Io
non condivido il tuo modo di essere prete, ma non lo giudico. Forse fuori da
questo modello, tu non sapresti vivere il ministero. Quanto a me, se dovessi
pensarmi "servo della Chiesa Cattolica", mi sentirei in conflitto con
la fede nel Dio biblico. E' proprio la compagnia dei deboli della storia e
l'assidua e rigorosa frequentazione biblica ad avermi liberato dalla schiavitù
ecclesiastica per vivere gioiosamente la chiesa come popolo di Dio in cammino
di conversione continua. Sei poi sicuro che la mia vita sia così sprecata?
Forse noi preti dobbiamo liberarci un po' dalla mania di sputare sentenze sulla
vita altrui e lasciare a Dio ciò che a Lui solo appartiene. Però, dopo tutto,
ti ringrazio ancora per il fatto che invochi su di me il perdono di Dio. In altri
tempi si scriveva: "Comburantur corpora ut serventur animae" e
così... "al rogo!". Solo noi perduti o forse anche tu hai bisogno di perdono?
Caro don Stefano, fammi sapere dove vivi e dove eserciti il tuo ministero.
Sarei disponibile, in uno dei miei tanti viaggi, a far tappa nella tua
canonica, a celebrare l'eucarestia il mattino seguente con te. Mi faresti un
regalo se volessi venire tu a Pinerolo e potresti essere mio ospite per
conoscerci meglio. Non credo, vista la tua fermezza nell'ortodossia, che
subiresti un contagio ereticale. Grazie del tuo ricordo nella preghiera che
ricambio volentieri. Ti abbraccio con affetto con l'augurio di ogni bene. don
Franco
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martedì 22 aprile 2008
DIO TI PERDONI...
il dialogo continua Il dialogo con don
Votta riportato in un precedente POST è così proseguito.
------- (16 aprile) –
Franco sei un fenomeno! Certo avrai
capito che la firma posta alla fine della mia mail che t'ho scritto così aulica
era ironica...se non l'hai capito pazienza! Certo che mi fai paura ma non
quella di cui tu mi scrivi ma la paura di allontanarmi dal Signore in maniera
ortodossa e gettare nella confusione le persone. Intanto desidero chiederti scusa
del tono arrogante con cui ti ho scritto ma ero arrabbiato perché sto aiutando
una persona ad uscire dal caos in cui tu l'hai gettata (un uomo tutto d'un
pezzo e non un squilibrato intendiamoci). E poi, dai Franco, come puoi tirarmi
fuori cavolate come queste. Tu vuoi modificare la storia di 2 mila anni?
cambiare la teologia su cui la Chiesa si sostiene nel suo cammino e che la
riconosce santa e peccatrice? Beh complimenti mi sembri un giovanotto un pò
troppo pieno di sé e delle sue idee... l'entusiasmo non ti mancherà certamente,
complimenti ma sei troppo luterano. Vedi il casino che ha combinato Lutero? E
poi? Forse le cose si appianeranno dopo la tua morte (e bada bene ti auguro di
campare cent'anni). Io sono un povero pretino che tenta di farsi santo e di
santificare gli altri col messaggio di Cristo... ma sai, caro Franco, sono
felice e realizzato. Non mi sento castrato dentro chissà quali regole (come
forse pensi tu) e sono goduto di appartenere a questa Chiesa che tu hai
rigettato (spiegami poi perché). E' bello vedere la gente che esce dalla Chiesa
felice perché ha sentito il calore di Gesù attraverso una poverissima persona
come me; oppure vedere i giovani che s'innomorano poco a poco alla Chiesa anche
gerarchica. So bene che sei assai più istruito di me e più preparato quindi non
potrei mai dialogare con te (te l'ho scritto sono un povero pretino di
campagna) però sarei contento se cominciassi seriamente a metterti in discussione
come del resto faccio anch'io tutti i giorni. Sono viceparroco ad Orbassano con
don Marco (che ti conosce e ti definisce una persona molto educata) se vuoi
passa pure (ma avvisami perché ho molti impegni... mai quanto te certo) ma per
celebrare insieme l'eucarestia, no fratello caro sai che non si può. Mentre ti
rinnovo le mie scuse per come ti ho trattato certamente pregherò per te.
Ciao!
don Stefano Votta, povero prete di
campagna.
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Caro don Stefano,
intanto apprezzo il fatto che mi hai
risposto chiarendo ulteriormente le tue idee e la tua impostazione pastorale.
La tua lettera è un gioiello di candore e di disinvoltura. Quando entri sul
terreno teologico diventi, a mio avviso, alquanto approssimativo, dogmatico e
persino spassoso. Sei talmente cattolico "doc" che non corri nessun
rischio di uscire dall'ortodossia. Anche la figura del "povero prete di
campagna" è un abito che conferisce una comparsa di religiosa umiltà. Insomma...
hai tutti gli abiti confezionati su misura dalla benemerita ed ortodossa
sartoria cattolica. E sotto gli abiti pulsa un cuore limpido, sincero, obbediente,
gioviale. Ne sono convinto: Hai davvero un sacco di caratteristiche positive. Mi
piacerebbe tanto sapere chi è quella persona che io avrei buttata nel caos, ma
è probabile che ti chieda troppo. Se cerca ordine, retta dottrina e sicurezza ha
trovato in te l'uomo giusto, ha bussato alla porta giusta. Tra le
"cavolate" di cui mi accusi (sei sempre molto dialogico, diretto e garbato
rispetto al pensiero altrui!), ci sarebbe il fatto che io voglio "modificare
la storia di duemila anni" e "cambiare la teologia su cui la chiesa si
sostiene...". Esilarante e creativo il caro don Stefano...! Credo che tu
conosca molto bene (perché sei giovane e fresco di studi) che da Tertulliano,
Origene, Ario... fino a Gounelle... di teologie ne abbiamo davvero parecchie,
per nostra fortuna e per grazia di Dio. Ma la chiesa non è sostenuta da una o da
mille teologie, ma dalla parola di Dio. Sono troppo luterano? Credo di essere
assai più "riformato" anche per il dialogo con i valdo-metodisti. E
Lutero avrebbe "combinato un casino"? Che strana idea hai della
Riforma Protestante e che singolare concezione hai dell'ecumenismo... Definire
Lutero un casinista non è un elogio della tua intelligenza, denota una lettura
storica piuttosto ideologica e non fa onore ai tuoi studi sul protestantesimo.
E' questo l'ecumenismo che pratichi nella tua parrocchia? E chi ti ha
"rivelato" che io ho "rigettato" questa chiesa? Non mi sono
mai sentito parte e ministro della chiesa di Gesù come oggi. Solo che non mi
sono mai innamorato della chiesa gerarchica. Per la carità, don Stefano...
Ognuno è libero di scegliere come, quando e di chi innamorarsi. Io ho preferito
innamorarmi del profeta Gesù di Nazaret e lo amo ogni giorno di più. Per me il
nazareno è la via che mi guida verso Dio, nella ricerca del Suo regno. Anche
nel mio blog cerco di esprimere questo amore. Certo, né tu né io siamo mai
sufficientemente coinvolti nel cammino di conversione, ma è proprio "roba
da preti" il continuo girare la frittata quando siamo sollecitati ad un
dialogo umile, ma serio, rigoroso, documentato, fatto di confronti e studi e
non di pensieri che sono premasticati vaticani. Nella tua lettera ci sono poi
degli enigmi che mi sembrano del tutto impenetrabili. Vuoi un esempio? Non ho
capito che cosa intendi quando mi scrivi: "Forse le cose si appianeranno
dopo la tua morte". Sarà l'argomento della nostra terza lettera o di un
nostro dialogo di una sera d'estate? In ogni caso leggere una tua lettera è
sempre un piacere, un vero piacere. Nel salutarti ti auguro una vita ed un ministero
ricchi di gioia e di fecondità. Il sapere che, come mi scrivi, sei un prete
felice e realizzato, mi riempie di gioia perché, invece, conosco parecchi
bravissimi preti che purtroppo sono poco sereni. Salutami anche il tuo
confratello don Marco, di cui in questo momento non rintraccio il volto. Che
Dio ci accompagni sempre con il Suo amore e con il Suo perdono. Mi aspetto una
terza lettera. Poi, caro don Stefano, pubblicheremo la nostra corrispondenza
tra... l'eretico e l'ortodosso... Però, don Stefano, prima di chiudere questo
amichevole dialogo epistolare, vorrei tanto darti un consiglio: non
"tentare di farti santo o di santificare gli altri". Dio non ne ha
bisogno. Accontentiamoci di essere degli uomini onesti che hanno fiducia in
Dio. Mi fanno paura i "santi", specialmente quelli "santo
subito". Ce ne sono già troppi e la fabbrica ne sforna continuamente. Ti
abbraccio. Prega per me.
don Franco
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fonte: http://donfrancobarbero.blogspot.com/