senza
nessuna intenzione di mettermi in cattedra per una lezione di teologia, volevo
amichevolmente esprimerti la mia totale condivisione per avere sperimentato il
disagio che hai sofferto tu: questo prima di tutto.
Poi
una cosa che mi ha colpito fortemente della tua breve storia scritta sta nella
conclusione, quando dici che ormai "non credi più nella chiesa" o in
questa chiesa che non risponde a criteri evangelici. Scopro l'acqua calda
quando ti faccio un'osservazione lapalissiana: NOI NON DOBBIAMO CREDERE NELLA
CHIESA CATTOLICA O IN UN'ALTRA CHIESA, SAREBBE IDOLATRIA PURA. Il credo
niceno-costantinopolitano non ci chiede di credere nella chiesa, ma di credere
in DIO-PADRE-FIGLIO-E SPIRITO SANTO: è già tanto!!!!! Poi ci dice di credere
che "la chiesa è una (quando lo è), santa (quando lo è),
cattolica,apostolica e, se vuoi, romana. Ma se io dico di credere nella chiesa,
e pongo la chiesa sullo stesso piano di Dio-Trinità, ritorno al "dictatus
papae" di Gregorio VII, che chiedeva il bacio della sacra pantofola, quale
espressione vera e propria del culto della personalità (papolatria).
La
fede, il credere, virtù teologale, può essere solo in Dio e non in una
istituzione, magari voluta da Dio, ma che fa quello che può e non di rado sbagliando,
come tutti noi esseri umani.
Il
mio povero e semplice ragionamento era solo per dirti che fai bene a non
credere nella chiesa, e che è già tanto se continui a credere in Dio e in Gesù
Cristo, nella speranza di ricuperare un po' di fiducia (non fede) in qualche
comunità di persone che cercano di vivere il vangelo. Perdonami lo sproloquio.
Un
abbraccio,
Chino
e Nadia di Cesena