SINTESI SULL ' "INCONTRO DELLA
STERZATA" del Movimento Preti Sposati
DI ALMIR SIMÕES, DI SALVADOR
(Brasile)
João Tavares
Almir Simões
"Quando due o tre sono riuniti nel mio nome io staró in
messo a loro", disse Gesú.
Abbiamo sentito la divina presenza nel XVII incontro dei
preti sposati e loro famiglie, realizzato nel Centro de Treinamento Cristo Rei
nella regione metropolitana di Recife dal 10 al 13 gennaio 2008. C'erano
rappresentati di 13 stati della federazione brasiliana, piú di 95 persone.Tre
giorni intensi di molto dialogo e senza dissensi. "Quam bonum et
jucundum habitare fratres in unum". Il tempo é passato cosí rapidamente
che non abbiamo potuto vedere Olinda.
Ogni incontro porta con sé la sua peculiaritá e
aggiunge qualcosa di nuovo ai partecipanti. Quello di Recife ci ha dato lezioni
speciali e indimenticabili. L'organizzazione e l'accoglienza dei colleghi,
padroni di casa Felix, Mateus, Bernardo, Marcelino, Cloves, Isaac, Oliva,
Leonardo, Crespo,Torres, Rocha e Morão, con spose e figli sono stati esempi di
dedicazione e modello di lavoro come una squadra con riflessi molto
positivi nel clima, nel contenuto e nel risultato dell'evento. Il locale, ben
scelto, piacevole ed accogliente. Fin dall'ínizio del primo incontro don João
Tavares di São Luiz per mezzo della posta eletronica, l'intraprendenza di
Joarez Virgolino di Curitiba, per mezzo del periodico Rumos e la collaborazione
di Mario Palumbo di São Paulo con il sito www.oraetlabora.com.br,
hanno prodotto eccellenti testi di preparazione e riflessione.
C'é stata l'opportunitá di manifestare le diverse tendenze e
convinzioni sulla missione dei preti sposati difronte alla sfida del mondo di
oggi: la crisi che grava sulla credibilitá del clero e la defezione progressiva
dei fedeli. Queste preoccupazioni da parte di coloro che "sono stati
abbandonati" oppure " ridotti " rivelano che "lo
spirito soffia dove vuole"... e che "Dio puó utilizzare la debolezza
per confondere la forza ".
Non é stato per caso che ci siamo riuniti a Recife.
Tutto lo spazio fisico, dalla cappella alla piscina, attraversando l'orto
florestale, era propizio alla meditazione, creando un'atmosfera di preghiera.
Arricchiti dalle riflessioni teologiche del Padre Comblin e di Mons. Sebastião Gameleira,
vescovo anglicano, sciamo scesi in profonditá ed abbiamo raggiunto un
linguaggio comune: siamo stati unti da due sacramenti - battesimo ed
ordine - e il ministero è sempre vivo in noi. Dobbiamo
assumerlo non a partire da un tempio, ma dalle nostre diverse relazioni
con il mondo, aperti ai segni dei tempi, agli appelli di Dio e
contesto della nostra vita.
Sotto questo aspetto l'incontro ha portato maggiore
tranquillitá di coscienza ed ha dato ali nuove a quelli che volevano dedicarsi
ad attivitá pastorali. É stato un incontro che ha evidenziato quale deve
essere il profilo del prete oggi ed ha offerto ad ogni partecipante
l'opportunitá a di prendere le proprie decisioni.
Se qualcuno, non ben informato, immaginava che l'incontro
della sterzata sarebbe stato un ritorno alle strutture arcaiche della pastorale
gerarchica della chiesa o l'accettazione delle sollecitazioni di diverse sette,
che. come canto di sirena appassionano i preti sposati, o, addirittura, una
rottura con lo status quo, semplicemente è caduto dal cavallo. Per noi si
tratta di un attieggiamento di indipendenza e di coinvolgimento con il
proprio ambiente – sinkatabasis –: essere popolo con il popolo.
Per completare Jorge Ponciano di Brasília, trattando degli
aspetti psicologici, ha evidenziato la necessitá di de-construire la nostra
struttura interiore e rompere i paradigmi nei quali siamo stati formati, perché
nessuno cuce panni nuovi su vestiti vecchi. A mio modo di vedere la cosa
piú importante é che questo non deve rimanere nella teoria.
Ci sono state sorprese. La supposta sterzata sta già
accadendo ed ha giá dato frutti. Basta ricordare le testimonianze di Isaac
Braun e Socorro, di Bernardo e Marta, certamente ispirati dalle Comunitá
Ecclesiali di Base (CEBs). Il sacerdozio vissuto nella propria famiglia é
stata la testimonianza vibrante ed autentica della giovane Cristiane, figlia di
Fernanda e Paulo Crespo, eletta segretaria del MPC nazionale.
C'è anche l'inizio del lavoro embrionale di un piccolo
gruppo di Brasilia, che intende lasciare il mondo delle idee ed essere fermento
nella massa.
Perció il prete sposato ha un ampio campo di attuazione,
libero, indipendente e multiforme senza perdere la condizione di presbitero,
podendo essere protagonista dell'aurora sognata da Giovanni XXIII e chiusa a
chiave nel post-concilio.
L'evento é andato molto oltre... É stato un momento forte di
integrazione, di re-incontro di fratelli che da piú di 30 o 40 anni stavano
assieme, frequentando le stesse aule nei seminari e partecipando alle stesse
avventure.
Erano presenti anche alcuni preti sposati della nuovissima
generazione con un bambino di 4 mesi in braccio al papà e alla mamma. Il divino
e l 'umano insieme. La presenza femminile é stata forte e decisiva per dialoghi
piú piacevoli, spontanei e trasparenti molto diverso da quei retiri clericali,
pesanti, prefabbricati, dove ognuno rimaneva chiuso nella solitudine del
suo monologo o della sua stanza.
Non è mancata né la cultura né il divertimento: il frevo
(danza tipica carnevalesca) durante la commemorazione del centenario,
presentato da un gruppo di giovani campioni all'estero, il maracatú (altro
ritmo tipico carnevalesco), che, col rullio dei tamburi ha
spaventato la pioggia, mentre i piatti tipici e la confraternizzazione
invadevano la notte. Merita speciale sottolineatura la visita allo studio
artistico Brennand, genio della creativitá artistica e la passeggiata in
catamarano per la Venezia Brasiliana (cosí è definita Recife), passando per
Capibaribe, il Palazzo delle Principesse ed il Marchio Zero.
Felix si è dimostrato un esimio cicerone e conoscitore della
storia, ricordando fatti e personaggi storici: Frei Caneca, Nassau,
Joaquim Nabuco, Gilberto Freire, D. Helder Câmara. Ah! Mons. Helder, quanta
nostalgia! Impossíbile dimenticarlo. L'omaggio offertogli con la
proiezione del film il "Vescovo della pace" e quella fermata a
Três Fronteiras davanti alla casupola dove abitó come vescovo emerito fino alla
morte, sono state troppo eloquenti ed emozionanti. Sono lezioni che sfideranno
il tempo.
Le voci dei profeti eccheggiano ancora, anche dopo la morte
di Mons. Helder, mons. Luciano Mendes, Card. Aloisio Lorscheider, tutti grandi
amici dei preti sposati, che hanno lasciato un vuoto enorme nella chiesa
brasiliana, vuoto che sará riempito dallo Spirito Santo. E dopo tutto questo
siamo ritornati ai nostri stati di origine senza l'elaborazione di un documento
finale. Forse non necessario. A che fine e per chi? Abbiamo vissuto il
Vangelo e tutti, nella mente e nel cuore, hanno portato con sé il
compito da fare a casa.
Arrivederci a Ribeirão Preto nel 2010.