CHI HA L'ORO, GOVERNA

 

Ehi gente:

Devo ammettere che rapportarmi ai vescovi non è una faccenda prioritaria per me poiché ho verificato nel tempo che questa strategia non paga. Questo non significa che non dobbiamo dir loro la verità, ricordatevi che ci chiamiamo "Voice of the Faithful"!  

Ritengo che dobbiamo rapportarci ai vescovi, e al potere della chiesa, in un modo che rispecchi la realtà di molti cattolici, in relazione a loro: i vescovi sono praticamente irrilevanti nelle loro scelte. Noi, i cattolici di ogni fascia, dobbiamo portare avanti l'obiettivo di aiutare il "popolo di Dio" ad evolversi.

Ho spesso pensato a cosa servirebbe per riformare veramente la chiesa cattolica. Jesse Jackson, il sostenitore dei diritti civili ed umani diceva: "La regola d'oro della politica è 'chi ha l'oro, governa' "

Primo, dobbiamo comprendere che la situazione della chiesa cattolica è un fatto politico, i vecchi preti celibi, che fanno tutte le regole e prendono tutte le decisioni, lo fanno poiché hanno il completo controllo dei beni della chiesa.

Come un generale Americano disse una volta, in modo molto crudo, "Se li prendi per le palle, il cuore e la mente verranno appresso".

Una volta che la gente prenderà il controllo del denaro, i chierici faranno esperienza di una epifania che coinvolgerà vari temi, dal celibato, alla riconciliazione con le vittime, dal ruolo delle donne, al controllo delle nascite, dalla selezione dei vescovi e dei preti, alla trasparenza, al rispetto della diversità di idee ed opinioni, ecc.

Una volta che la gente fra i banchi prenderà il controllo dei fondi pensionistici e assicurativi di tutti i preti anziani, vedremo sparire l'arroganza narcisista che è diventata la costante di fin troppi chierici.

Il fatto, riportato di recente sul Los Angeles Times, che i parrocchiani contribuiranno a finanziare i risarcimenti degli abusi sessuali su minori, è un qualcosa su cui i chierici stanno contando. E lo stanno facendo da decenni, se non da secoli.

L'esperienza e la sofferenza delle vittime può insegnarci molto. Sono addivenuto alla triste considerazione che la violenza e la sodomia sui bambini e la fragilità dei preti e dei vescovi, sono state prese in carico finanziariamente, sebbene non consapevolmente, soprattutto dalle donazioni dei parrocchiani.

"Padre Tizio o Caio", quando pianificava di violentare i bambini, doveva assicurarsi il silenzio di questi ultimi, pagandolo, magari affondando le mani nelle casse della rettoria e prendendo ciò che gli serviva, impunemente.

(Proprio di recente, a Santa Rosa, California, Fr. Ochoa, aiutato dal vescovo a scappare in Messico, dove non c'e l'estradizione per violenza sui minori, ha assicurato la sua carta di credito per le vittime e i loro familiari (più che altro famiglie povere e immigrati) in cambio dell'opportunità di proseguire gli abusi. Stesso ritornello, forse un po' più sofisticato ed attuale).

In altre parole, la violenza e la sodomia sui bambini da parte di preti è stata pagata e risarcita da tutti noi, ogni volta che mettevamo delle monetine nel cestino offertoriale. Può sembrare incredibile, ma è così.

Di conseguenza, quando la gente mi chiede cosa può fare per cambiare il modo di operare della chiesa, dico per prima cosa di non fare più donazioni in contanti. Usare gli assegni, così esiste una matrice. Scrivere la causale o scrivere una lettera che attesti che i fondi dovranno essere usati solo per la parrocchia. Credetemi, io faccio spesso donazioni a enti benefici, e ci sono molti modi per farle. Ma, ricordate, mai contanti!

Un giudice della Corte di Appello della California mi ha detto che se il prete non utilizza i soldi per gli scopi per i quali erano stati donati, è passibile di accusa di frode, appropriazione indebita e si potrebbe arrivare a negare l'esenzione dalle tasse per la chiesa.

Questo si che preoccuperebbe I vescovi! VOTF ha il coraggio di intraprendere questa azione? Ai posteri l'ardua sentenza.

Jim Jenkins