La lettera di Luciana Breggia è veramente di largo respiro e mi trova consenziente nel sentire il momento ecclesiale. Sono anche convinto che mons. Bettazzi, mio carissimo professore di filosofia al Regionale di Bologna, condivide lo spirito della lettera anche là dove si parla dello scisma silente che di fatto sta venendo avanti in diverse parti della cattolicità. Penso alle comunità di base centro-sud americane che da tempo vivono di fatto questa esperienza di scisma silente. Figura eminente di questa esperienza è Oscar Romero, fedele al vangelo fino al martirio solenne, mentre papa Wojtyla non ne aveva percepito la grandezza e lo spirito profetico. Tutto il suo popolo ne ha compreso la forza evangelica. Il Regno vero rimane sempre un resto, un pò di fermento, piccolo gregge, granellino di senape, sempre perdente, mai arrogante di potere, mai trionfale . Un grazie di cuore a Luciana che interpreta la voce di chi non ha voce, ma siamo un immenso esercito silente, sale della terra, luce del mondo senza alcuna presunzione.
Chino
=======
Gentil.ma Luciana,
mi ha interessato la tua lettera a Bettazzi e mi permetto una chiacchierata in
proposito.
Dopo aver letto il tuo testo denso di
argomentazioni, mi sono soffermato sulla conclusione che mi ha particolarmente
coinvolto: 'Per quel che mi concerne potrei lasciare silenziosamente questa
Chiesa potente e imperiale in cui non mi riconosco e in cui non riesco a
riconoscere il volto del Cristo...'.
Ma no, Luciana, che interessa che la Chiesa sia 'potente e
imperiale', quello che è importante è che dietro c'è il volto di Cristo, questo
ci deve interessare. Il resto è relativo, il resto non ha importanza, il
resto...pensa se andassimo indietro di mille anni che cosa era la Chiesa (di
Roma in particolare), e ai tempi di S.Agostino si presentava 'Sancta et
meretrix' e ai tempi di Rosmini era afflitta dalle cinque piaghe e ai nostri
tempi, di questi giorni, dalla pedofilia dei preti (per di più coperta dagli
alti vertici). Buttassimo via questa Chiesa perchè è sporca, faremmo uno sbaglio
di buon senso, quello di buttare via il bambino con l'acqua sporca!
Poi bisogna anche guardare al positivo che è tanto, che non fa
notizia ma è tanto: in quest'ultimo anno sono stati uccisi circa venticinque
missionari, le parrocchie sono piene di tanto volontariato, i preti buoni e
convinti ci sono e come e quanti ne conosco. Uno è il mio parroco che dà l'anima
per la parrocchia e i suoi parrocchiani ed io lavoro volentieri con lui anche se
non condivido certe idee, anche se a volte lo sento altoparlante di quella
Chiesa lontana di cui tu parli. Anche se lui sa che io sono prete sposato e che
lavoro per il sito chiesaincammino dove non si risparmiano critiche alla
gerarchia ecclesiastica. Che importa, dietro c'è Cristo, dietro c'è una comunità
in cammino e questa comunità parrocchiale mi aiuta ad andare a Lui. Il resto è
relativo, il resto passa in secondo ordine, fuori di questa Chiesa pur con tante
ombre farei fatica ad incontrare Lui 'Via ,Verità e Vita'.
Poi aggiungi:'Il distacco dei fedeli dalle gerarchie è silente, ma ormai profondo.Mi chiedo se non sia possibile o doveroso cercare di dar voce allo scisma silente dei cattolici '. Il problema c'è, bisogna tenerne conto, ma se i cattolici terranno come punto fisso il Cristo, con la sua parola e i suoi sacramenti, buttandosi in un cristianesimo vissuto con convinzione, il dialogo ricomparirà come d'incanto.
Parlo anche per personale esperienza: se quando ho lasciato il
ministero ed ero sommerso da mille problemi mi fossi fermato a cercare il
dialogo con le gerarchie cattoliche,.... sarei ancora là ad imprecare!
Luciana, tanti e tanti saluti, nella speranza di averti detto qualcosa di utile.
Ciao
Giuseppe Zanon