Ernesto dice:

 

<< Prima di tutto perchè i soldi della diocesi non sono dei preti, ma di tutta la comunità. Se un prete ha sbagliato ed è riconosciuto colpevole di questo orrendo crimine o di altri crimini, deve pagare di tasca propria e non attingere ad un fondo diocesano costituito per le necessità dell'evangelizzazione e dei poveri. In secondo luogo perchè i soldi non cancellano un trauma psicologico. >>

 

Commento:

 

1. I soldi servono a procurare le dovute cure che aiutano le vittime a rifarsi una vita meno dilaniata e ricuperare le opportunita' perdute dovuto allo stato psicologico delle vittime.

2. Vero che la responsabilita' princpipale resta con il pedofilo, ma anche con chi lo ha protetto e trasferito invece che denunciarlo alle autorita' affinche' fosse messo in condizioni restrittive.

3. La chiesa siamo tutti noi (teoricamente), ma di fronte all'autorita' civile ed in pratica, i Vescovi sono (ufficialmente e giuridicamente) i datori di lavoro, proprietari, ed amministratori dei beni ecclesiastici, quindi l'autorita' civile, a ragione, fa pagare alla "company" (diocesi) per i misfatti degli impiegati (i preti ed i Vescovi) .

 

A parte questa piccola chiarificazione... l'intervento di Ernesto e' quanto mai toccante anche se, purtroppo, un auspicabile, ma immaginario, desiderio...

 

Umberto