[ Rispondi | Avanti | Indietro | Su ]

Note a riguardo degli articoli e commenti sotto il titolo "L'identita' della chiesa" e quelli sul tanto "pubblicizzato" battesimo di Magdi Allam.

Come avete notato i testi di commento all’articolo di Peyretti sulla conversione di Magdi Allam ha creato un po' di sconcerto, ma si puo' dialogare senza ostracizzare o mettere al rogo alla maniera dell'Inquisizione.

Avevo tolto temporaneamente quel materiale per riesaminare la situazione. Ora ho rimesso il tutto in linea dopo aver chiarito alcune “cosette“.

 

Ai commenti di Ernesto aggiungo questa mia osservazione personale che forse e’ un po’ ingenua, ma rappresenta la base del mio cristianesimo.


Che gli Apostoli fossero ignoranti, traditori, persecutori (Paolo) e' riportato dalla Scrittura e non ho mai trovato nessuna obiezione o rifiuto al riguardo, neppure tra gli esegeti o teologi piu' sfegatati.

Ecco perche' le mie convinzioni personali sono basate anche sulla loro testimonianza. Erano degli infingardi, aspiranti a rivolte (spada alla mano), speravano in una rivoluzione politica, avevano ambizioni (normali?) di potere e di gloria.


Poi improvvisamente cambia tutto. La loro convinzione ed il loro coraggio su che cosa è basato? Sul fatto che hanno toccato, mangiato e bevuto con una persona che era stata giustiziata ed ora e' in mezzo a loro reale, in spirito e verita'? Non proprio, anche se di questo sono profondamente convinti fino al sacrificio supremo della loro stessa vita.

 

Da paurose e deboli persone diventano infuocati ed intrepidi testimoni e messaggeri di un modo di vivere che, considerato semplicemente dal punto di vista egoistico umano, specialmente in quei tempi, non aveva alcun senso. Qualcuno potra' dire: "anche i seguaci di Al Qaeda si lasciano trucidare (o si suicidono) per le cause a loro propinate in nome di Allah, proprio come i martiri cristiani". Certo, ma c'e' una grande differenza, le finalita', idee, e metodi sono opposti, gli uni agiscono per odio e puntano alla distruzione e morte di altri, gli altri non toccano un capello a nessuno ed accettano i supplizi e la morte, dando testimonianza di verita' nella giustizia e nell'amore.

 

Anche dopo aver rivangato e riflesso sui Suoi discorsi, prima della Pentecoste gli Apostoli erano paurosi e fuggivano nascondendosi. Poi tutto cambia. Ecco qui la vera  sorgente della loro fede: il “dono” dello Spirito. Seguono guarigioni, predicazione, entusiasmo e coraggio da vendere; fanno discepoli tra gente a cui il messaggio cristiano non era certo molto ragionevole e umanamente savio: rischiare la vita e mettere tutti i propri beni in comune basandosi sulla "parola" di un individuo "giustiziato" e proveniente da un popolo "disprezzato" e minuscolo.

 

Ma qual'e' il vero movente di questo fenomeno? Cos'e' questo "dono" elargito gratuitamente a tutte le persone di buona volonta'? E' l'amore vicendevole e del creato (Creatore) che gratifica in pieno con sovrabbondante gioia e pace coloro che lo mettono veramente in pratica fino in fondo. Un amore concreto, pratico, indiscriminante, universale e profondo, basato sull'indiscutibile verita' che siamo tutti partecipi dell'umanita' e di questo meraviglioso universo.


Questo in breve il mio contributo personale.

Umberto

 

-----------

 

Cari tutti,

 

Siccome mi piace il dialogo e plaudo al fatto che si ospitino posizioni diversificate in tema di dibattito religioso, mi permetto di intervenire.

Non ricordo più se nel 1975 o 1976, a Milano, intervenne Barth, un teologo da molti conosciuto. Ero giovanissimo e mi accodai al mio professore di Scrittura (don Bruno Maggioni). L'incontro non era ufficiale e vi parteciparono circa una trentina di persone. Si discusse della chiesa, del concilio, di come Papa Paolo VI stava conducendo la riforma conciliare e si mise il dito sulla piaga di quel tempo che era la riforma liturgica. Fra i molti interventi ve ne fu uno di un sacerdote che espose i dubbi proprio sulla storicità della risurrezione di Cristo, la verginità di Maria ante et post partum ed alcuni contenuti dogmatici cattolici, in particolare sull'infallibilità pontificia.

Erano posizioni molto all'avanguardia che lasciarono perplesso e disorientato un giovane studente di teologia quale io ero.

Mi colpì la risposta di Barth che si concentrò sulla risurrezione. Disse molte cose e concluse con l'affermazione di Paolo "...se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede". Aggiunse che se togliamo, togliamo, togliamo...ci rimane il "fistone della verza".

La battuta era ad effetto, ma mi fece riflettere.

Dialogando con Adolfo e Mariangela direi che essere troppo tranchant su contenuti che appartengono alla tradizione ecclesiale, forse può portare allo sconcerto di molti.

Entro nel merito:

- la risurrezione di Cristo. Come sappiamo le posizioni sulla sua storicità furono da quasi subito diverse. Esse si possono riassumere in due filoni: il dubbio sul fatto che Cristo sia realmente risorto con il corpo e la certezza. La seconda posizione è suffragata non solo dai vangeli canonici e dagli atti e lettere apostoliche (...noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui, dopo la sua risurrezione dai morti), ma anche da testimonianze "esterne" alla comunità cristiana primitiva che fondava la sua fede proprio sul Kerigma: crediamo in Cristo, Figlio di Dio, nato da Maria, morto e risorto. Il dubbio è generato dal fatto che Cristo potrebbe essere stato medicato dalle piaghe ecc. ecc.

Il dubbio s'è insinuato prima ancora della risurrezione. I Sommi sacerdoti (casta che poi s'è clonata nella chiesa cattolica) hanno chiesto la guardia al sepolcro perchè...il perchè lo sappiamo. Ma rimane il dubbio.

Io personalmente preferisco credere alla risurrezione. Il problema della morte mi attanagliò negli anni del liceo. Gesù rimane per me la figura più affascinante perchè seppe rivoluzionare le categorie del mondo predicando la legge dell'amore e della donazione totale e mostrò che il Dio di Cristo non è una divinità come le altre, ma un Creatore che promuove la sua creatura fino alla massima glorificazione corporea.

- la verginità di Maria. E' un problema che ho superato. A me non importa granchè se la Madonna fu vergine prima, dopo, durante....Se per vergine si intende che non le si ruppe l'imene al momento del parto, ci credo poco. Se per vergine si intende che rimase fedele ad uno sposo e generò figli con questo sposo...ci credo e mi piace questa donna che ebbe un figlio in modo misterioso e che le dette tanti problemi fino al dolore di vederlo crocifiggere.

In buona sostanza: convengo che si è costruito un mito sulla figura di Cristo e su questo mito si sono scannati per secoli intellettuali e non fino a generare religioni nella religione, fedi nella fede, credi nei credo e via dicendo. Ma demitizzare troppo porta a togliere speranza. E la speranza, che nella spiritualità cattolica è una virtù teologale, è un elemento della vita umana che aiuta i deboli come me a lottare in spe contra spem in questa vita impregnata di egoismo da giungla per un futuro dominato dall'amore.

 

Ciao a tutti

 

Ernesto

 

------------------

 

[Senza riportare gli autori che mi hanno inviato le E-mail e che lo hanno fatto in “privato”  riporto qualche stralcio.]

 

Una donna laica lettrice del sito, scrive:

 

”... Non so nulla delle note personali, perché non conosco né l'uno né l'altro, ma perché non lasciare l'articolo? L’ho letto e mi pare in linea con la filosofia gandhiana.“

 

Umberto risponde:

 

“ ... avevo gia’ tolto l’articolo quando questa polemica e’ insorta. Mio errore, pensavo che l’articolo fosse parte del Dossier al riguardo del caso Magdi e quindi un duplicato...”

 

Un redattore scrive:

 

“... mi domando quali siano i valori sui quali si orienta il nostro sito

dopo aver letto quanto segue: “...una religione cristiana che ha divinizzato una persona normale come il Nazzareno... che ha inventato la verginità di Maria...Chiesa che ha barato, ecc. “

 

Umberto risponde:

 

Abbiamo detto che tutti possono esprimere le loro idee e che poi chi vuole puo' controbattere? Siamo un sito di unione e di fraternita'. Lasciamo che ognuno esprima le proprie opinioni o credenze e non escludiamo nessuno, proprio come aveva fatto quel povero Cristo 2000 anni fa. Se poi qualche idea non ci piace o crediamo sia fuori dalle nostre credenze, prendiamo penna e calamaio e rispondiamo con carita' e con coraggio ... ingaggiamoci, senza offendere e con rispetto dell'altro. Credo che questo sia molto migliore che voler mettere regole e scomuniche come ha fatto l'Inquisizione.
Abbiamo messo le necessarie avvertenze e basta. O che crediamo in quello che diciamo o e' meglio che chiudiamo baracca e burattini...

Il redattore rebatte:

 

“ ... la questione è che non si può discutere su tutto e discutere sui principi basilari non ha senso. Se non ci crediamo a qualcosa, facciamo a meno di battagliarci attorno, siamo coerenti. Per ogni attività umana e religiosa, ci vogliono dei paletti senza dei quali non si sa dove si cammini nè dove si vada. Nel programma del sito, li abbiamo fissati i paletti, si tratta ora di rispettarli.”

 

Umberto risponde ancora:

 

Quali sono questi paletti? Che io sappia abbiamo detto che si lascino da parte le polemiche personali... Ecco questo si. Quanto alle idee pero' rimango convinto che ognuno puo' esprimere quello che crede, sono sue opinioni personali, e abbiamo messo le note necessarie a quello scopo.

 

Il primo redattore contnua:

 

“Come tale, se uno non crede nella BOCCIOFILA (Società delle bocce) cambi sport ma non  scriva che il gioco delle bocce non è valido. Se mettiamo in discussione Cristo, val la pena discutere di preti sposati? Comunque, concretamente, mi attengo al Webmaster che ho già sentito e vedrà il meglio da farsi, dopo aver letto anche le opinioni di altri ...”

 

Un altro redattore risponde:

 

“... il sito ha una precisa carta d'identità definita dal sito stesso. Se uno ha qualche opinione personale, si assume la responsabilità di quanto afferma senza coinvolgere la redazione.  Si può discutere sulla opportunità della pubblicazione. Non saranno queste opinioni a mettere in crisi la fede dei nostri lettori: sarebbe una fede assai fragile.”

 

Un altro redattore scive:

 

"Anch’io mi domando un sacco di cose … ad esempio, davvero vogliamo ancora parlare della verginità di Maria o della resurrezione della carne di Gesù, o del Sacrificio Eucaristico… Sono questi i valori? Per quanto mi riguarda sono inutili dogmatismi nei quali non credo più e che non mi appartengono, ma possiamo andare avanti lo stesso, non credi?

Inoltre, quale cosa più bella di domandare all’autore, per esempio, come mai ha affermato certe cose, perché ritiene che questi non siano i suoi valori, magari, dal confronto, potremmo tutti imparare qualcosa…
Questo è il mio parere."