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DOMINE, QUO VADIS?
11 aprile 2008
Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece
innanzi e disse loro: "Chi cercate?". Gli risposero: "Gesù, il Nazareno".
Disse loro Gesù: "Sono io!". Vi era là con loro anche Giuda, il
traditore. Appena disse "Sono io", indietreggiarono e caddero a
terra. Domandò loro di nuovo: "Chi cercate?". Risposero: "Gesù,
il Nazareno". Gesù replicò: "Vi ho detto che sono io. Se dunque
cercate me, lasciate che questi se ne vadano". Vangelo di Giovanni
Sul Corriere della Sera di ieri, così come su altri quotidiani, è
apparso un articolo che riportava una comunicazione del cardinal Bertone,
segretario di Stato Vaticano, in cui si annunciava che, nella prossima
visita del Papa negli Stati Uniti, il Pontefice chiamerà i cattolici
statunitensi a una «purificazione» collettiva, dopo lo scandalo dei
preti pedofili.
Viene specificato, inoltre, che nel programma della visita papale, non
ci sarà nessun incontro con le vittime dei preti pedofili, sebbene le
associazioni e i gruppi che si occupano delle famiglie colpite lo abbiano
richiesto a gran voce.
Ratzinger terrà invece un discorso ai sacerdoti, nella
cattedrale di San Patrizio, a New York, e parlerà del "fatto
doloroso" che «ha ferito la Chiesa cattolica negli Stati Uniti
come la Chiesa cattolica in tutto il mondo».
Perchè terrà questo discordo ai sacerdoti e invece rifiuta di
incontrare le vittime? Non è compito del vicario di Cristo essere
vicino ai deboli, agli oppressi, a chi ha fame e sete di giustizia? Non
dovrebbe essere rivolta principalmente a loro la sua compassione, la sua
visita? Non c'è forse scritto nel Vangelo "Beati gli afflitti, perché
saranno consolati" e "Beati quelli che hanno fame e sete della
giustizia, perché saranno saziati"?
Il Vaticano ha nuovamente scelto la strada dell'emarginazione delle
vittime, facendo finta di non vedere e non capire, piuttosto che la
strada del Vangelo. Saranno dette belle parole, come sempre, certo. Ma parole e
basta. I fatti non vi corrispondono. E non sono certo i cattolici statunitensi
a doversi purificare: molte famiglie cattoliche sono state distrutte da
sacerdoti che hanno abusato dei loro figli. E' il clero a doversi
"purificare", semmai. Il clero che ha abusato, il clero che ha insabbiato,
coperto, trasferito. Qual'è la colpa dei cattolici, se non quella di
aver subito quello che Ratzinger chiama "fatto doloroso" e che per
quelle famiglie è stata la tragedia, la distruzione della loro vita? Alcune
vittime dei sacerdoti pedofili, negli Stati Uniti, si sono suicidate.
Per la vergogna, per l'impossibilità di andare avanti, per l'incapacità di
sopportare un peso enorme, schiacciante. Andrà a far visita a quelle tombe,
Ratzinger, oppure li considererà indegni del perdono di Dio perchè hanno posto
fine alla propria vita, alla stregua di Welby? E sono loro ad essersi tolti la
vita, oppure è stato il sacerdote che li ha abusati, violentati, gli ha imposto
il silenzio, ad uccidere in loro ogni scintilla di vita?
Troppo comodo fare discorsi ai sacerdoti, nella cattedrale di San Patrizio.
Perchè sottrarsi a tutto il resto? Ma a questo sottrarsi, si sa, Ratzinger non
è nuovo. Qualche anno fa, per esempio, si sottrasse ad un processo, negli Stati
Uniti, che lo vedeva imputato per aver ostacolato la giustizia,
quando ricopriva la carica di Prefetto della Congregazione per la Dottrina
della Fede, consentendo il trasferimento dei sacerdoti pedofili da una
parrocchia all'altra (per non parlare del fatto che alcuni di questi sacerdoti
pedofili, ricercati dalla polizia nei Paesi di provenienza, sono stati accolti
e nascosti in Italia e in Vaticano). L'accusa fu formulata dall'avvocato
Daniel Shea, e il tribunale era quello di Houston, in Texas. Il Vaticano fece di tutto per tenere lontano Ratzinger dalle
aule giudiziarie, e alla fine, non appena fu eletto pontefice, richiese l'immunità riservata ai Capi di Stato.
(Riproduzione grafica: prime pagine dei due documenti riportati per intero nel sito di Vania www.viaggionelsilenzio.it ai link qui sopra riportati.)
Molto diverso, questo modo di fare, da quello di Gesù nel Getsemani. "Chi
cercate?" "Gesù, il Nazareno" "Sono io". A Roma,
sull'Appia Antica, lì dove incrocia la via Ardeatina, c'è una chiesetta. Si
dice che essa sorga là dove Pietro, in fuga da Roma per sfuggire alla
persecuzione di Nerone, incontrò Gesù, che invece andava verso Roma. Pietro si
fermò e gli chiese "Signore, dove vai?" E Gesù rispose: "A Roma,
a farmi crocifiggere al posto tuo."
Quante altre volte Cristo dovrà essere crocifisso ancora?
dal blog: Viaggio nel silenzio, di Vania Lucia Gaito - http://viaggionelsilenzio.ilcannocchiale.it/post/1864662.html
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