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Il Cristo non morì perché così voleva Dio, ma perché così
volle Caifa, il gran sacerdote garante della legge mosaica, che vedeva nel
Cristo un pericolo per il suo potere e per il nazionalismo ebraico.
Chi si aspettava qualcuno che purificasse il tempio e il sacerdozio
era incappato nel Cristo che predicava la fine del tempio e del sacerdozio,
la liberazione da tutti i recinti delle identificazioni
nazionalistiche, religiose, culturali affinché si realizzasse la pienezza
dell'umanità: vedere negli altri semplicemente un'altra faccia, un' altra
espressione di sé da comprendere, amare, correggere, e da cui lasciarsi
comprendere, amare, e correggere.
Quindi, dopo la civilizzazione delle Grazie, venne l'Illuminazione del Cristo.
Ma la "civiltà" prese il Cristo e lo trasformò in cristianesimo con libri,
sacrifici, tempio, sommo sacerdote impegnandosi affinché non sopraggiungesse
mai l'umanizzazione.
Lo fece con le crociate, con l'inquisizione, con il santo uffizio, con l'Indice
dei libri proibiti, con il massacro cruento o incruento delle popolazioni e
civiltà diverse.
Il cristianesimo è una forza camaleontica che contamina e mistifica, si camuffa
e camuffa.
II tradimento del vangelo l'aveva lasciata vuota per questo moltiplicò i riti,
le devozioni, le processioni, le indulgenze fondendosi al richiamo di mercati
e a fiere.
Le chiese cristiane in genere, e quella cattolica in particolare, più crebbero
in civiltà più impoverirono in umanizzazione.
La chiesa cattolica, da Costantino in poi, da incesto in incesto,
da prostituzione in prostituzione si è resa complice di tutti i
poteri prepotenti: totalitarismi di destra, capitalismo, consumismo,
berlusconismo, leghismo, localismi, razzismi: insomma la feccia nauseante in
cui tutte le civiltà umane finiscono quando non vi é umanizzazione.
E una chiesa che dà e pretende ossequio ai prepotenti, prudente, donabbondiana,
la chiesa del "ne quid nimis" e per questo priva di Grazia.
Una chiesa del genere adora i parassiti che prosperano sulle carcasse umane, è
serva del Signore delle mosche.
Concetta Centonze
San Donà di Piave (VE)
ESSERE
DONNA È PERICOLOSO
di Normanna
Albertini
29 maggio 2008
In Italia noi
donne sappiamo che essere donna è pericoloso. Anche lavorare è pericoloso:
muiono ogni giorno due operai, più o meno, le chiamano morti bianche, ma essere
donna è pericoloso a priori, senza che intervengano cause esterne: ogni giorno
se ne ammazza una solo perchè è donna, moglie, fidanzata, sorella, figlia.
Ammazzate, magari dopo incubi di violenza infinita. Eppure non è un’emergenza e
si ha il coraggio di tagliare i fondi stanziati per arginare questo orrore
quotidiano. Con il plauso di Sua Santità, che è così felice di questo nuovo
clima politico e di questa nuova Italia! Certo, qui da noi mica ammazzano un
prete o un cardinale al giorno, mica ne muoiono due ogni giorno sul lavoro… Che
importa se i centri antiviolenza scoppiano, se i servizi sociali non sanno più
come fare per collocare le vittime di minacce e violenze e i loro eventuali
bambini. Per certi uomini, di donne ce ne sono abbastanza in giro, 70mila sulle
strade, schiave a disposizione di tutti, e altre schiave (straniere) nelle case,
pagate quattro soldi per sopperire all’inefficienza del welfare italiano.
Viviamo un momento di estremo pericolo, siamo alla frutta, anzi: al torsolo. Ora
si dovrebbe evangelicamente gridare dai tetti.
Da Repubblica
di oggi:
I fondi contro la violenza sulle donne. Spazzati via venti milioni. Non che siano tantissimi ma certo erano moltissimo per gli oltre cento centri antiviolenza che in Italia si occupano di dare protezione e un tetto a donne sole, ragazze-madri maltrattante, per lo più straniere, con bambini piccoli. Storie di senza nome, poco performanti da un punto di vista mediatico, e però passa anche da questi Centri antiviolenza il livello di civiltà di un paese. "Il primo atto del governo contro la violenza sulle donne? Un bel taglio al Fondo istituito dalla Finanziaria 2008 con 20 milioni di euro per il sostegno alle vittime e la prevenzione" denuncia Vittoria Franco, ministro ombra del pd per le Pari Opportunità che chiama in causa il ministro Mara Carfagna: "Cosa intende fare il neo ministro? Se n'è accorta?". Il ministro potrà riflettere su cifre e dati. I numeri dicono che in Italia ci sono 14 milioni di donne vittime di violenza di cui ben tre milioni tra le mura domestiche, drammi vissuti nel silenzio e nell'indifferenza. Una risposta, un segnale di aiuto e di una possibile via di fuga, è arrivato in questo anni soprattutto dai Centri anti violenza. Che ora restano senza fondi. Che fare? Vittoria Franco ha già presentato un'interrogazione al governo.
LETTERA A CHI VUOLE SALVARE LA STRUTTURA DELLA CHIESA
Dopo i fatti
di Napoli
Il ricordo di
quando eravamo noi gli immigrati,
ingiuriati, a mala pena tollerati, non può essere così lontano,
basterebbero pochi film a rinfrescare la memoria,
ma la tv preferisce proporci film di guerra e di super uomini
all’americana
e così visto che sulle bancarelle del pane vendono le molotov e
quant’altro di simile
perchè non divertisi un po’….
la situazione è tragica, il futuro
nero, prendiamocela con qualcuno.
A furia di non pensare…
non ci siamo fatti del male abbastanza,…
non importa perchè sono quà quelli
lì,
li ha chiamati il governo in cambio
di affari commerciali?
Muoiono di fame ? Mi facevano schifo i razzisti?
Oggi non mi importa più. Faccio del male…
e non capisco che il male peggiore
lo faccio a me stesso
alla mia Italia alle future
generazioni.
Cosa rimane ai giovani IL GRANDE
FRATELLO?
La massiccia pubblicità?
Abbiamo lasciato che uno si arricchisse per tutti a furia di belle
parole film e pubblicità.
Adesso non ci resta niente. Siamo sempre in cerca di chi pensa per
tutti?
Facciamoci gli auguri! Tanti
vogliono farlo al posto nostro.
Berlusconi e il Papa dicono hanno
un filo diretto.
Ma quando stato e Chiesa, avranno
reso inutile la laicità,
fatto sparire la legge 194,
abolito lo stato sociale,
distrutto la mutua…..
e la Chiesa sarà bella quanto mai…
Quando non potrò vivere di sola
tivù…
allora le ballerine in diretta non mi piaceranno più
e il grande fratello mi sarà indifferente allora capirò…
che il “rom” sono io….. allora
cambierò.
Chiesa e potere per me saranno
uguali.
Del cristianesimo non so nulla, ma
capisco le gerarchie a cosa servono.
Anch’io sarò in una banda
gerarchica per colpire meglio e tenterò una breccia vaticana.
Darò la caccia ai preti,
Avrò schifo delle persone pie…,
Vorrò il cavaliere a testa in giù
con tutti i suoi amici.
Per mio merito nascerà la
speranza…<Gli americani verranno ancora?>.
A questa Chiesa non sarebbe meglio
dire di no,
invece di aspettare un nuovo Papa magnanimo mentre la situazione
precipita?
Dov’è la nostra responsabilità? Non sarà poi anche colpa nostra?
Il cristianesimo non è fatto di
strutture,
ma di Cristo, di amore, di amicizia, rispetto, comprensione.
Se nella comunità non posso dire
quello che penso,
se non posso esprimere la mia
opinione,
se devo dire di si quando penso no
se invece di solidarietà devo pormi
contro i gay, contro i separati… contro…
contro….
Allora io sono usato e saranno gli
altri a prevalere.
Dire si o no questo dice il
Vangelo.
Cosa centra parlare a bassa voce
per non farsi sentire?
Non potremo più parlare di
preservativi se non a mezze voci.
E’ questa la Chiesa che volete?
Qual’è il modo migliore di volerle
bene?
Maria Pia Di Caro
Torino
CHI È IL CREDENTE IN CRISTO?
Concetta Centonze
San Donà di Piave