Organismo creato insieme al Ministero per le Politiche giovanili per
favorire il dialogo tra ragazzi di differenti fedi e culture
Con decreto del
Ministro per le Politiche giovanili e per le attività sportive di concerto con
il Ministro dell´Interno, è stata istituita il 15 dicembre 2006 la Consulta
giovanile per le questioni relative al pluralismo culturale e religioso.
Il nuovo organismo ha il compito di elaborare studi e formulare proposte
per migliorare la conoscenza delle problematiche di integrazione delle
diverse componenti religiose e culturali presenti in Italia e per
individuare le più adeguate soluzioni per un´armonica convivenza delle stesse
nella società nazionale, nel rispetto della Costituzione e delle leggi della
Repubblica. I componenti sono individuati fra esponenti delle giovani generazioni
appartenenti alle diverse culture e religioni presenti in Italia.
L´iniziativa trae origine dalla positiva esperienza della Giornata
istituzionale di conoscenza e dialogo promossa dal ministro Melandri con una
delegazione di giovani cattolici, ebrei e musulmani; nella Giornata si è
realizzato un “simbolico pellegrinaggio”, inaugurato la mattina del 21
settembre 2006 alla Camera dei deputati, proseguito alla Sinagoga, alla Moschea
di Roma, in Vaticano con una visita alla tomba di Giovanni Paolo II e con un incontro
con il sottosegretario per i rapporti con gli Stati, e concluso con un
incontro al Viminale con il Ministro dell´Interno.
La "Giornata istituzionale di conoscenza
e dialogo", alla quale ha partecipato una delegazione di giovani
rappresentanti delle tre maggiori confessioni presenti in Italia, ha voluto
porre l'accento sull'importanza e sulla centralità del dialogo tra ragazzi di
differenti fedi e culture.
“Può essere importante – ha detto il Ministro dell'Interno Giuliano
Amato – per contribuire a quella contaminazione reciproca necessaria a
una convivenza pacifica e fruttuosa. Voi – ha spiegato rivolto ai giovani presenti
– non avete ancora avuto il tempo per accumulare risentimenti, per diventare
cattivi, perciò potete riuscire lì dove per noi che abbiamo accumulato qualche
anno in più è tutto più difficile. E magari, chissà, questa Consulta potrà
anche servire a noi come modello per analoghe iniziative”.
Negli interventi dei giovani si è sottolineata la volontà di collaborare con le
istituzioni per costruire un “modello italiano di integrazione” e per
impegnarsi nel dialogo tra le diverse religioni e le diverse culture.