III DOMENICA DI PASQUA TESTI DELLA
LITURGIA
06/04/2008
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima lettura (At 2,14.22-33)
Dagli
Atti degli Apostoli
Nel
giorno di Pentecoste, Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a
voce alta così:
"Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret - uomo
accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che
Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete - dopo che,
secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi,
voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso.
Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non
era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo
riguardo: ''Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; poiché egli sta alla
mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed
esultò la mia lingua; ed anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu
non abbandonerai l'anima mia negli inferi, né permetterai che il tuo Santo veda
la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia
con la tua presenza''.
Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che
egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi. Poiché però era
profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo
trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò:
''questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne vide corruzione''.
Questo Gesù, Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni.
Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito
Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e
udire".
Salmo responsoriale (Sal 15)
Rit.: Mostraci, Signore, il sentiero della vita.
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto a Dio: "Sei tu il mio Signore".
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio cuore mi istruisce.
Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
sta alla mia destra, non posso vacillare.
Di questo gioisce il mio cuore,
esulta la mia anima.
Anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
né lascerai che il tuo Santo veda la corruzione.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena nella tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.
Seconda lettura (1Pt 1,17-21)
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, se pregando chiamate Padre colui che senza riguardi personali
giudica ciascuno secondo le sue opere, comportatevi con timore nel tempo del
vostro pellegrinaggio.
Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l'argento e l'oro, foste
liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il
sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia.
Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma si è manifestato
negli ultimi tempi per voi. E voi per opera sua credete in Dio, che l'ha
risuscitato dai morti e gli ha dato gloria e così la vostra fede e la vostra
speranza sono fisse in Dio.
Acclamazione al Vangelo (Lc 24,32)
Alleluia, alleluia.
Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.
Alleluia.
VANGELO
Lc 24,13-35
Dal Vangelo secondo Luca
In quello stesso giorno, il primo della settimana, due dei discepoli erano in
cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome
Èmmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e
discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro
occhi erano incapaci di riconoscerlo.
Ed egli disse loro: "Che sono questi discorsi che state facendo fra voi
durante il cammino?".
Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Cleopa, gli disse:
"Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è
accaduto in questi giorni?".
Domandò: "Che cosa?". Gli risposero: "Tutto ciò che riguarda
Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a
tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per
farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui
a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose
sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al
mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di
aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo.
Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le
donne, ma lui non l'hanno visto".
Ed egli disse loro: "Stolti e tardi di cuore nel credere alla parola dei
profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare
nella sua gloria?".
E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture
ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse
andare più lontano. Ma essi insistettero: "Resta con noi perché si fa sera
e il giorno già volge al declino". Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e
lo diede loro. Ed ecco si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui
sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l'un l'altro: "Non ci ardeva
forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci
spiegava le Scritture?".
E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti
gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: "Davvero il
Signore è risorto ed è apparso a Simone".
Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto
nello spezzare il pane.