IV Domenica di Quaresima - Laetare
(Anno A)
(02/03/2008)
LITURGIA DELLA PAROLA
Prima lettura (1Sam 16,1.4.6-7.10-13)
Dal primo libro di Samuele
In quei giorni, il Signore disse a Samuele: "Riempi di olio il tuo corno e
parti. Ti ordino di andare da Iesse il Betlemmita, perché tra i suoi figli mi
sono scelto un re". Samuele fece quello che il Signore gli aveva
comandato.
Quando Iesse e i suoi figli gli furono davanti, egli osservò Eliab e chiese:
"È forse davanti al Signore il suo consacrato?". Il Signore rispose a
Samuele: "Non guardare al suo aspetto né all'imponenza della sua statura.
Io l'ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l'uomo. L'uomo guarda
l'apparenza, il Signore guarda il cuore".
Iesse presentò a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: "Il
Signore non ha scelto nessuno di questi". Samuele chiese a Iesse:
"Sono qui tutti i giovani?". Rispose Iesse: "Rimane ancora il
più piccolo che ora sta a pascolare il gregge". Samuele ordinò a Iesse:
"Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia
venuto qui". Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli
occhi e gentile di aspetto.
Disse il Signore: "Àlzati e ungilo: è lui!". Samuele prese il corno
dell'olio e lo consacrò con l'unzione in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito
del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi.
Salmo responsoriale (Sal 22)
Rit.: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.
Su pascoli erbosi il Signore mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
Seconda lettura (Ef 5,8-14)
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi
perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà,
giustizia e verità.
Cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose
delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, poiché di quanto viene
fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. Tutte queste cose che
vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello
che si manifesta è luce. Per questo sta scritto:
"Svegliati, o tu che dormi,
destati dai morti
e Cristo ti illuminerà".
Acclamazione al Vangelo (Gv 8,12)
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Io sono la luce del mondo,
dice il Signore,
chi segue me avrà la luce della vita.
Gloria a te, o Cristo, Verbo di Dio!
VANGELO
Gv 9,1-41 (forma breve: Gv 9,1.6-9.13-17.34-38)
Dal Vangelo secondo Giovanni
[In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita] e i suoi discepoli
lo interrogarono: "Rabbi, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché
egli nascesse cieco?". Rispose Gesù: "Né lui ha peccato né i suoi
genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. Dobbiamo
compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la
notte, quando nessuno può più operare. Finché sono nel mondo, sono la luce del
mondo".
Detto questo [sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango
sugli occhi del cieco e gli disse: "Va' a lavarti nella piscina di Siloe
(che significa ''Inviato'')". Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante,
dicevano: "Non è egli quello che stava seduto a chiedere
l'elemosina?". Alcuni dicevano: "È lui"; altri dicevano:
"No, ma gli assomiglia". Ed egli diceva: "Sono io!".]
Allora gli chiesero: "Come dunque ti furono aperti gli occhi?". Egli
rispose: "Quell'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato
gli occhi e mi ha detto: ''Va' a Siloe e lavati!''. Io sono andato e, dopo
essermi lavato, ho acquistato la vista". Gli dissero: "Dov'è questo
tale?". Rispose: "Non lo so".
[Intanto condussero dai farisei quello che era stato cieco: era infatti sabato
il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche
i farisei dunque gli chiesero di nuovo come avesse acquistato la vista. Ed egli
disse loro: "Mi ha posto del fango sopra gli occhi, mi sono lavato e ci
vedo".
Allora alcuni dei farisei dicevano: "Quest'uomo non viene da Dio, perché
non osserva il sabato". Altri dicevano: "Come può un peccatore
compiere tali prodigi?". E c'era dissenso tra di loro. Allora dissero di
nuovo al cieco: "Tu, che dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli
occhi?". Egli rispose: "È un profeta!".] Ma i Giudei non vollero
credere di lui che era stato cieco e aveva acquistato la vista, finché non
chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li
interrogarono: "È questo il vostro figlio, che voi dite esser nato cieco?
Come mai ora ci vede?".
I genitori risposero: "Sappiamo che questo è il nostro figlio e che è nato
cieco; come poi ora ci veda, non lo sappiamo, né sappiamo chi gli ha aperto gli
occhi; chiedetelo a lui, ha l'età, parlerà lui di se stesso". Questo
dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei
avevano già stabilito che se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse
espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: "Ha l'età,
chiedetelo a lui!".
Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero: "Da'
gloria a Dio! Noi sappiamo che questo uomo è un peccatore". Quegli
rispose: "Se sia un peccatore, non lo so; una cosa so: prima ero cieco e
ora ci vedo". Allora gli dissero di nuovo: "Che cosa ti ha fatto?
Come ti ha aperto gli occhi?". Rispose loro: "Ve l'ho già detto e non
mi avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche
voi suoi discepoli?". Allora lo insultarono e gli dissero: "Tu sei
suo discepolo, noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo infatti che a Mosè ha
parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia". Rispose loro quell'uomo:
"Proprio questo è strano, che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha
aperto gli occhi. Ora, noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno
è timorato di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo,
non s'è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se
costui non fosse da Dio, non avrebb
e potuto far nulla". [Gli replicarono: "Sei nato tutto nei
peccati e vuoi insegnare a noi?". E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori, e incontratolo gli disse: "Tu
credi nel Figlio dell'uomo?". Egli rispose: "E chi è, Signore, perché
io creda in lui?". Gli disse Gesù: "Tu l'hai visto: colui che parla
con te è proprio lui". Ed egli disse: "Io credo, Signore!". E
gli si prostrò innanzi.] Gesù allora disse: "Io sono venuto in questo
mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono
diventino ciechi". Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste
parole e gli dissero: "Siamo forse ciechi anche noi?". Gesù rispose
loro: "Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: ''Noi
vediamo'', il vostro peccato rimane".
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