III Domenica di Quaresima (Anno A)
(24/02/2008)
LITURGIA
DELLA PAROLA
Prima
lettura (Es 17,3-7) Dal libro dell'Èsodo In quei giorni, il popolo soffriva la
sete per mancanza di acqua; il popolo mormorò contro Mosè e disse: "Perché
ci hai fatti uscire dall'Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il
nostro bestiame?". Allora Mosè invocò l'aiuto del Signore, dicendo:
"Che farò io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!". Il
Signore disse a Mosè: "Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni
anziani di Israele. Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e
va'! Ecco, io starò davanti a te sulla roccia, sull'Oreb; tu batterai sulla
roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà". Mosè così fece sotto gli occhi
degli anziani d'Israele. Si chiamò quel luogo Massa e Meriba, a causa della
protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore, dicendo:
"Il Signore è in mezzo a noi sì o no?".
Salmo
responsoriale (Sal 94) Rit.: Fa' che ascoltiamo, Signore, la tua voce.
Venite,
applaudiamo al Signore, acclamiamo alla roccia della nostra salvezza. Accostiamoci
a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Venite,
prostrati adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati, Egli è il
nostro Dio, e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Ascoltate
oggi la sua voce: "Non indurite il cuore, come a Meriba, come nel giorno
di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova, pur
avendo visto le mie opere".
Seconda
lettura (Rm 5,1-2.5-8) Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani Fratelli,
giustificati per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore
nostro Gesù Cristo; per suo mezzo abbiamo anche ottenuto, mediante la fede, di
accedere a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo nella speranza
della gloria di Dio. La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato
riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Infatti,
mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito.
Ora, a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può
essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il
suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto
per noi.
Acclamazione
al Vangelo (Gv 4,42 e 15) Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria! Signore, tu
sei veramente il salvatore del mondo: dammi dell'acqua viva, perché non abbia
più sete. Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
VANGELO
Gv 4,5-42 (forma breve: Gv 4,5-15.19-26.28-29.39.40-42) Dal Vangelo secondo
Giovanni [In quel tempo, Gesù giunse ad una città della Samaria chiamata Sicar,
vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era il
pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era
verso mezzogiorno. Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le
disse Gesù: "Dammi da bere". I suoi discepoli infatti erano andati in
città a far provvista di cibi. Ma la Samaritana gli disse: "Come mai tu,
che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?". I
Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani. Gesù le rispose:
"Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: ''Dammi da
bere!'', tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua
viva". Gli disse la donna: "Signore, tu non hai un mezzo per
attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva? Sei tu
forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne
bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?". Rispose Gesù: "Chiunque
beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell'acqua che io gli darò,
non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente
di acqua che zampilla per la vita eterna". "Signore, gli disse la
donna, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire
qui ad attingere acqua".] Le disse: "Va' a chiamare tuo marito e poi
ritorna qui". Rispose la donna: "Non ho marito". Le disse Gesù:
"Hai detto bene ''non ho marito''; infatti hai avuto cinque mariti e
quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero". Gli replicò
la donna: "Signore, [vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno
adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui
bisogna adorare". Gesù le dice: "Credimi, donna, è giunto il momento
in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate
quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza
viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori
adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori.
Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e
verità". Gli rispose la donna: "So che deve venire il Messia (cioè il
Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa". Le disse Gesù:
"Sono io, che ti parlo".] In quel momento giunsero i suoi discepoli e
si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli
disse: "Che desideri?", o: "Perché parli con lei?". [La
donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: "Venite
a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il
Messia?".] Uscirono allora dalla città e andavano da lui. Intanto i
discepoli lo pregavano: "Rabbi, mangia". Ma egli rispose: "Ho da
mangiare un cibo che voi non conoscete". E i discepoli si domandavano l'un
l'altro: "Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?". Gesù disse
loro: "Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la
sua opera. Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura?
Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano
per la mietitura. E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita
eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete. Qui infatti si realizza
il detto: uno semina e uno miete. Io vi ho mandati a mietere ciò che voi non
avete lavorato; altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro
lavoro". [Molti Samaritani di quella città credettero in lui] per le
parole della donna che dichiarava: "Mi ha detto tutto quello che ho
fatto". [E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi
con loro ed egli vi rimase due giorni. Molti di più credettero per la sua
parola e dicevano alla donna: "Non è più per la tua parola che noi
crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente
il salvatore del mondo".]