20 aprile 2008
Omelia di Mons. Romero nella 5ª Domenica di Pasqua A, il 23
At 6,1-7: Scelsero
sette uomini pieni di Spirito
Sal 32,1-2.4-.18-19: La tua misericordia, Signore, venga su di noi
1Pt 2,4-9: Voi siete il tempio vivo
Gv 14,1-12: Io sono la via, la verità e la vita
Commento
Un aspetto
fondamentale della Pasqua è la progressiva e dinamica azione dello Spirito del
Risorto, che trasforma il cuore delle persone e costruisce la comunità
cristiana. Allo stesso tempo, suscita diversità di ministeri all'interno della
chiesa nascente secondo le urgenze e le necessità dei suoi membri. Così si va
configurando la chiesa missionaria, ministeriale e sacerdotale.
Questa è
l'esperienza che ci comunica oggi la comunità lucana descritta negli Atti degli
Apostoli. Gli apostoli hanno piena coscienza che non possono fare tutto e che
hanno bisogno di valersi degli altri per attendere alle necessità urgenti della
comunità, senza però disattendere il ministero della parola. Però non
s'impongono. Invitano la comunità a scegliere i propri servitori, animatori. Questa
presenta ai dodici sette persone che vengono "autorizzate" dagli
apostoli per soddisfare le necessità della comunità. Non sono servitori
subalterni. Sono persone incaricate o inviate a realizzare ministeri diversi.
Ma tutti sono impegnati nella diffusione della parola e nella crescita
quantitativa e qualitativa della comunità.
Così anche l'autore
della lettera di Pietro vuole sottolineare il ruolo di tutti i membri della
comunità credente nella costruzione del tempio vivo di Dio. Gesù è la pietra
viva, il fondamento, la base per costruire la casa di Dio. Su questa pietra
s'installano le altre pietre, i seguaci di Gesù. In questo modo non siamo solo
spettatori della costruzione. Siamo artefici e al tempo stesso materia
fondamentale per raggiungere la costruzione del grande edificio umano, elevato
sopra la roccia, Gesù Cristo, sostenuto dalla colonna dello Spirito Santo e
strutturato con l'attiva cooperazione di ciascuno dei battezzati. Il
sacerdozio, più che un onore, un privilegio, una casta… è un dinamismo animato
dallo Spirito per il servizio della comunità ecclesiale. Tutti siamo ministri,
tutti sacerdoti, tutti servitori in una densa esperienza fraterna al servizio
del Regno di Dio.
Il Vangelo di
Giovanni rivela la situazione critica che vive la comunità nascente provocata
dall'ambiente ostile e pericoloso in cui si va sviluppando. Gesù non è solo la
pietra fondamentale, ma è anche via, verità e vita. I discepoli sono confusi di
fronte alle parole di Gesù. Nei versetti precedenti Gesù ha annunciato il
tradimento di Giuda e il rinnegamento di Pietro. Questo episodio riflette la
situazione di crisi dei discepoli perché non comprendono il cammino di Gesù. Le
parole che Gesù pronuncia vogliono infondergli speranza, rafforzarli in mezzo
alle angosce, riconsegnargli un orizzonte di vita.
Gesù è via, cioè
progetto, orizzonte di vita per molti. La sua morte è piena di senso perché in
essa si manifesta l'amore di Dio per l'umanità e gli ridona la ragione di
vivere i momenti di confusione e disperazione.
Gesù è verità: la
menzogna, l'inganno, la corruzione s'impossessa nel cuore della persona umana.
La parola annunciata e testimoniata da Gesù, che è parola del padre, si
trasforma in criterio di verità, in trasparenza che ridona la luce.
Gesù è vita: di
fronte alle forze della morte che provocano terrore, Gesù da senso alla vita,
si rivela come Signore della vita e vincitore della morte. E in lui tutti
quelli che scommettono su un progetto di vita, di verità e amore come orizzonte
che può salvare l'umanità dal caos, dall'ingiustizia, dalla corruzione,
dall'esclusione e dalla malvagità.
Chi crede in Gesù
crede nel padre e sarà trasparenza del Risorto. In fondo questo significa
essere cristiani, che è un modo di essere in pienezza figli/figlie di Dio. Ma
la proposta di Gesù non è una questione meramente individuale, intimista,
spiritualista. Il progetto della sua sequela è esigente e radicale. Anche la
persona cristiana, integrata al corpo comunitario, deve essere via verità e
vita. Siamo chiamati ad essere un alternativa di vita, insieme ad altre
alternative di vita - costituite da altre persone e comunità ispirate da altre
religioni - in mezzo ad un mondo disorientato che frequentemente non trova il
senso dell'esistenza. Siamo servitori della vita anche in mezzo alla morte che
semina l'egoismo umano quando viene disattesa la sapienza che si manifesta
"per le molte vie di Dio". La disattenzione a questa sapienza divina
manifestata attraverso tante vie, si ripercuote nelle crescenti ingiustizie
sociali e guerre che pretendono di giustificarsi con appelli alla difesa della
libertà e della sicurezza o all'imposizione della democrazia o della
"libertà di commercio"… ma che in fondo nascondono meschini interessi
economici ed egemonici delle grandi potenze e colpiscono con la fame e la
miseria i popoli poveri.
La nostra missione
quindi, come cristiani, è di unirci alle molte altre persone e comunità
credenti di altre religioni per essere alternativa di vita, di resistenza e di
speranza per tutti.
In un epoca come
quella in cui viviamo, segnata dall'entrata in vigore del nuovo paradigma
pluralista, dobbiamo leggere e programmare con attenzione tanto l'espressione
di Pietro di una "stirpe eletta", come l'espressione di Giovanni, che
egli pone sul cammino di Gesù: "io sono "la" via"…
quest'ultima soprattutto non cessa d'essere un espressione propria di un
linguaggio confessionale, un linguaggio di amore e di fede, cultuale e in
questo contesto va compresa. Non bisogna perdere di vista che, in un altro
senso, sono molte le vie di Dio, i suoi sentieri che non sono i nostri sentieri
e che ci possono sempre sorprendere con la scoperta di nuovi e altri
"sentieri di Dio".
Per la revisione di
vita
Ci sono molti
sentieri di Dio, non uno solo. Non è bene considerarsi possessori dell'unico sentiero
e disprezzare gli altri sentieri. Ciò che Dio vuole e che amiamo il nostro
sentiero, quello che Egli ha posto a nostra disposizione, e che lo seguiamo
convintamene. E' il mio caso? Amo il mio sentiero? Svaluto quelli degli altri?
Per l'incontro di gruppo
- La chiesa nascente
sa far fronte alle difficoltà che incontra con autentica creatività.
Collaboriamo noi perché la chiesa trovi soluzioni più nuove ai nuovi problemi
che incontra nel mondo attuale? Accettiamo che la chiesa sia capace di
rinnovamento o pensiamo che debba sempre guardare al passato per trovale là le
soluzioni ai suoi problemi attuali?
- Giovanni elabora il suo Vangelo carico di teologia e di proclamazione della
fede. Fino a circa 70 anni fa il cristianesimo cattolico considerava le parole
poste da Giovanni in bocca a Gesù come letterariamente storiche e pronunciate
da una persona che aveva piena e assoluta coscienza di se stessa come figlio di
Dio. Oggi nessun biblista la pensa così. Dialogare in gruppo sulla
"coscienza di Gesù".
- Quando Gesù dice che Egli è la via… non vuole dire che non ci siano in
assoluto altri sentieri… Egli stesso valorizzò la fede di altre persone
credenti che non facevano parte del popolo eletto d'Israele. "Tutte le
strade portano a Dio"… Anche senza passare da Roma?
Per la preghiera dei
fedeli
- Perché tutta la
chiesa continui ad essere nel mondo quella via, verità e vita che fu ed è Gesù
per noi…
- Perché sappiamo orientare le persone, specialmente i giovani, che cercano il
loro cammino nella vita…
- Perché, con il nostro esempio di solidarietà verso i poveri e gli oppressi,
sappiamo essere luce che orienta quelli che cercano la verità…
- Perché siamo fomentatori e trasmettitori di vita tra quanti camminano
nell'ombra di morte…
- Perché con creatività e solidarietà costruiamo il tempio di pietre vive che è
la comunità…
- Perché corroboriamo sempre le nostre parole con la testimonianza viva della
nostra vita…
Orazione comunitaria
Dio, mistero incomprensibile, presenza insaziabile, amore inesprimibile, aiutaci a comprendere che la verità sta al di là delle nostre forme, che la vita sei Tu stesso e che i sentieri che conducono a Te sono infiniti. Te lo chiediamo per Gesù, tuo Figlio e Fratello nostro. Amen.
Servizio Biblico Latinoamericano