“AIUTÒ” UN PRETE: MAGGIOLINI INDAGATO - LUI: SCIOCCHEZZE

 

Da Il Giornale 14 maggio 2008, pag. 19

 

 

 

 

(omissis)

……

“Premetto che ho saputo di essere indagato perché me lo ha detto una giornalista; vorrei soltanto dire che non c’è niente di strano”.

L’accusa è  quella di  aver avvisato  don Stefanoni  nel novembre 2004 dell’esistenza dell’indagine a suo carico.

“ Non conoscevo il ragazzo che ha fatto la denuncia-dice l’ex vescovo- ed ho saputo  della notizia dell’indagine su  don Mauro da chiacchiere che giravano da qualche giorno.

Nessuno mi ha detto qualcosa di preciso, ma almeno tre persone me ne avevano parlato genericamente, senza sapere  di che cosa si trattasse.

Allora  mi sono visto con il prete, gli ho detto delle voci che giravano e gli ho chiesto direttamente  se vi fosse qualcosa di vero. Lui mi ha risposto di no.

 E a quel punto che cosa avrei dovuto  fare? Il vescovo è  come un  papà, e cosa fa, si mette lui a fare lo 007?, quando c’è già la polizia?”

 

(lettera firmata)

 

 

Lei , signor Direttore U. Lenzi,  cosa pensa di  questa  risposta? Grazie anticipate (A.P.)

 

 

Quello che appare immediatamente evidente e’ come, a similitudine di ogni potente, esclusiva, ed “ ineccepibile” organizzazione, si comporta la gerarchia. Proteggerre “paternamente” i propri membri. Le vittime contano poco o niente, anzi vanno fatte “sparire” se possibile con minacce, soldi, o altri mezzi piu’ o meno leciti.

 

Se il Vescovo fosse veramente il padre della comunita’ che dovrebbe servire, prima ancora d’interessarsi del prete accusato, s’interesserebbe delle vittime ... In una vera famiglia il padre o la madre s’interessano prima di tutto di chi e’ leso e poi del colpevole.

 

Qui e’ dove la gerarchia, tanto in America come nel resto del mondo, ha mostrato la propria identita’ ipocrita e anti-evangelica. Hanno sempre cercato di proteggere, difendere e sottrarre alla giustizia civile i membri del ceto ed evitare lo "scandalo", peraltro farisaico.

 

Anche se il papa durante il suo ultimo viaggio ha cercato di sventare questa situazione con un incontro privato di alcune vittime, gesto certamente apprezzabile, nessun Vescovo finora e’ stato pero’ punito sia ecclesiasticamente che civilmente. Il Vaticano protegge i Vescovi, specialmente dovuto al fatto che essi hanno scrupolosamente eseguito i “mandati” del vertice. Come puo’ Benedetto XVI punire coloro che hanno portato avanti gli ordini e le istruzioni che venivano dal suo Ufficio?

 

Se per caso un membro (specialmente se vescovo) della “famiglia gerarchica” rivela le deficienze dell’organizzazione ed addita correzioni necessarie viene immediatamente ostracizzato e al piu’ presto messo in condizione di non “nuocere”; si vedano recenti esempi come Hunthousen (Seattle) ed ora Robinson (Australia) e le profetiche, venerabili e martoriate schiere dei riformatori nella storia della Chiesa, come Rosmini, ecc.

 

Venerdì 16 maggio 2008

 

Umberto P. Lenzi