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GIORNATA PER RICORDARE MARTIN LUTHER
KING
4.4.1968
Nacque nella città di Atlanta, nello
Stato della Georgia, il 15 gennaio 1929. Il padre, Martin Luther King senior,
era pastore della Chiesa battista, la mamma una maestra.
Nella primissima infanzia il piccolo
Martin era solito giocare con i bambini bianchi del quartiere ma, con l'inizio
delle scuole elementari, accaddero alcuni fatti incomprensibili che
rattristarono il bambino nero: fu escluso dai giochi dei suoi vicini di casa e,
addirittura, essi ebbero il severo divieto di parlare con lui. Martin non
riusciva a farsene una ragione: non aveva fatto loro alcun dispetto, non li
aveva offesi in alcun modo, perché lo allontanavano? Invano la mamma cercò di
rasserenarlo parlandogli di cosa significasse essere di colore e vivere in uno
Stato del Sud, gli raccontò delle lontane origini africane, della lunga e
terribile schiavitù sopportata dalla sua gente, della Guerra di Secessione che
aveva dato loro, almeno formalmente, la libertà. Pochi anni dopo, mentre si recava
con il padre ad acquistare un paio di scarpe, il commesso vietò loro di entrare
dall'ingresso principale perché riservato solo "alla razza bianca" e,
con disprezzo, ordinò loro di entrare dal lato posteriore: il pastore King fece
osservare che non c'era alcuna differenza di colore tra i suoi dollari e quelli
"dei bianchi", ma preferiva andarsene, se non poteva entrare dalla
porta principale. Martin era un bambino dall'intelligenza molto vivace, tutte
queste circostanze umilianti ed incomprensibili lo portarono a formulare una
domanda a cui non trovava una risposta e che non riusciva a porre al padre che
lo intimidiva moltissimo: che cosa avevano di diverso i neri dai bianchi?
Perché erano obbligati a vivere in condizioni subalterne? Perché erano oggetto
di tanto disprezzo?
Negli anni seguenti studiò con passione,
con rabbia, in scuole rigorosamente segregate, per porre un qualsiasi rimedio a
quello stato di cose; sognava di diventare avvocato per essere di aiuto ai suoi
fratelli di colore, nell'utopistica idea di una giustizia universale. Durante
l'adolescenza, mentre frequentava il "Morehouse College" grazie ad un
insegnante, capì l'importanza della religione: solo la fede in Dio permetteva
ai fratelli neri di sopravvivere e di credere che "Lassù Qualcuno li
amava". Per il giovane questa frase fu una tale rivelazione che, dopo il
liceo, s'iscrisse al Seminario di Chester, in Pennsylvania. Completò gli studi
e, durante la preparazione della tesi di laurea (conseguita in seguito,
all'Università di Boston), conobbe una ragazza, Coretta Scott Young, che
studiava canto al New England Conservatory con la speranza di diventare
soprano. La giovane donna proveniva da una famiglia di origini modeste (il
padre era un falegname) che era stata oggetto di vessazioni da parte di alcune
sette razziste; anche Coretta aveva il sogno di poter fare qualcosa per la
gente della sua razza. I due giovani s'innamorarono e nel 1953 si sposarono a
Marion, città natale della giovane, poi si trasferirono a Montgomery (Alabama)
negli Stati del Sud, ove maggiore era l'intolleranza razziale: entrambi erano
decisi a lottare per non essere più giudicati inferiori, ma cittadini come gli
altri. Martin L. King esclamava: "…L'America è la nostra patria,
nell'esercito di George Washington, nella guerra per la nostra indipendenza,
c'erano anche cinquemila soldati neri… Perché un essere umano deve essere
disprezzato per il differente colore della sua pelle?" Il modello di lotta
che ispirava la sua teoria era quello proposto da Gandhi: la non - violenza. Le
sue prediche incominciarono a renderlo famoso tra i suoi fratelli di razza e
non solo, la sua battaglia per i diritti civili stava attirando un numero di
proseliti sempre più numerosi. Nel dicembre del 1955 un fatto, in apparenza
banale, dette una svolta alla lotta di King. Un'operaia negra salì su un
autobus per tornare a casa: aveva lavorato tutto il giorno ed essendo molto
stanca, cercava un posto per sedersi. Essendo occupati tutti i posti riservati
ai neri, si sedette su uno, tra i molti rimasti liberi, riservato ai bianchi.
Immediatamente le fu imposto di alzarsi, ma lei rifiutò, intervenne il
bigliettaio, fu chiamata la polizia e Rosa fu arrestata per essersi seduta su
un posto "per i bianchi". Fu la classica goccia che fece traboccare
il vaso: King convocò una riunione di tutti i suoi seguaci stanchi di subire
soprusi, anche peggiori di quello sofferto dall'operaia. In questa occasione fu
lanciata l'idea di boicottare tutti i mezzi pubblici: nessun nero sarebbe
salito sull'autobus fintanto che non fosse stata tolta la "spartizione dei
sedili". L'iniziativa ebbe un enorme successo: il giorno dopo le vetture
pubbliche erano completamente vuote, non solo i neri ma anche i bianchi avevano
aderito alla "Lotta non violenta".
La situazione continuò, immutata anche nei giorni seguenti, i
mezzi pubblici rimasero vuoti e le autorità non cedevano e, non sapendo come
risolvere la questione, citarono in tribunale Martin L. King per "aver
danneggiato l'azienda dei trasporti pubblici", ma, mentre stava per iniziare
il processo, arrivò la strepitosa notizia: la Suprema Corte degli Stati Uniti
d'America aveva dichiarato "illegale" la segregazione praticata negli
autobus. Fu un'enorme vittoria per King, ma il suo prezzo fu altrettanto alto:
gli fecero esplodere una carica di dinamite davanti alla casa, egli stesso fu
preso a sassate, picchiato ed aggredito dai cani della guardia nazionale; fu
inoltre arrestato una ventina di volte durante le manifestazioni per la pace e,
più di una volta, lo stesso John Kennedy, non ancora eletto presidente, pagò
personalmente la cauzione per farlo uscire dalla prigione. Nell'agosto del 1963
Martin L. King guidò un'enorme manifestazione interrazziale a Washington, ove
pronunciò un discorso (unendo i criteri della non violenza e ideali cristiani)
che iniziava con queste parole "I have a dream…", l'anno seguente gli
fu assegnato il premio Nobel per la pace e il papa Paolo VI lo ricevette in
Vaticano. Purtroppo però doveva constatare che la lentezza dei poteri pubblici,
il costante e profondo razzismo dei bianchi, non solo negli Stati del Sud,
continuava ad esasperare i neri che si rivolgevano sempre più alle soluzioni
estremiste, a lui ostili e sostenute da nuovi organismi rivoluzionari: i
seguaci musulmani di Malcom X, Black Power, Black Panthers. Nel mese di aprile
dell'anno 1968 si recò a Menphis per partecipare ad una marcia a favore degli
spazzini della città (bianchi e neri), che erano in sciopero. Mentre, sulla
veranda dell'albergo, s'intratteneva a parlare con i suoi collaboratori, dalla
casa di fronte vennero sparati alcuni colpi di fucile: Martin L. King cadde
riverso sulla ringhiera, pochi minuti dopo era morto. Approfittando dei momenti
di panico che seguirono, l'assassino si allontanò indisturbato. Erano le ore
diciannove del quattro aprile. Pochi giorni dopo, ad Atlanta, si svolsero le
esequie di King, a cui intervennero migliaia di persone, tra le quali Marlon
Brando e Nelson Rockefeller. Il killer fu arrestato a Londra circa due mesi più
tardi, si chiamava James Earl Ray ed aveva già dei precedenti per rapina,
alcolismo e spaccio di dollari falsi. Al processo fu condannato a novantanove
anni di reclusione, ma, qualche anno dopo, riuscì ad evadere. Dopo essere stato
catturato nuovamente, rivelò che non era stato lui l'uccisore di Martin Luther
King, anzi sosteneva di sapere chi fosse il vero colpevole. Nome che non poté
mai fare perché venne accoltellato la notte seguente nella cella in cui era
rinchiuso
Ancora oggi il mistero rimane insoluto,
alcuni sostengono che ci siano troppe analogie tra il caso King ed il caso
Kennedy per trattarsi solo di semplici coincidenze; comunque, il o i colpevoli
se sono ancora vivi, continuano ad essere sconosciuti.
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Alcune frasi
La chiesa non è la padrona o la serva
dello stato, ma la coscienza dello stato.
La non-violenza è la risposta ai
cruciali problemi politici e morali del nostro tempo; la necessità per l'uomo
di aver la meglio sull'oppressione e la violenza senza ricorrere
all'oppressione e alla violenza. L'uomo deve elaborare per ogni conflitto umano
un metodo che rifiuti la vendetta, l'aggressione, la rappresaglia. Il
fondamento d'un tale metodo è l'amore.
Ai nostri più accaniti oppositori noi
diciamo: Noi faremo fronte alla vostra capacità di infliggere sofferenze con la
nostra capacità di sopportare le sofferenze; andremo incontro alla vostra forza
fisica con la nostra forza d'animo.L'amore è il potere più duraturo che vi sia
al mondo.
Abbiamo conquistato il cielo come gli
uccelli e il mare come i pesci, ma dobbiamo imparare di nuovo il semplice gesto
di camminare sulla terra come fratelli.
Alla fine, ricorderemo non le parole dei
nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici.
Dobbiamo imparare a vivere insieme come
fratelli o periremo insieme come stolti.
L'ingiustizia in qualsiasi luogo è una
minaccia alla giustizia, ovunque.
La questione non è se saremo degli
estremisti, ma quale tipo di estremisti saremo.
Niente al mondo è più pericoloso di una
sincera ignoranza e di una stupidità cosciente.
Non ci può essere profonda delusione
dove non c'è un amore profondo.
Una rivolta è in fondo il linguaggio di
chi non viene ascoltato.
Quando gli uomini hanno paura non fanno
niente, rimangono soli, indifesi, spaesati, lasciandosi travolgere dagli
eventi. Ma quando si arrabbiano, allora sì che si danno da fare per cambiare le
cose.
Cerca di scoprire il disegno che sei
chiamato ad essere, poi mettiti con passione a realizzarlo nella vita.
Con la violenza puoi uccidere colui che
odia, ma non uccidi l'odio. La violenza aumenta l'odio e nient'altro.
Sii sempre il meglio di ciò che sei.
La mia libertà finisce dove comincia la
vostra.
Non è grave il clamore chiassoso dei
violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste.
Potrò essere crocifisso, potrò anche
morire, ma voglio che i miei fratelli dicano:"è morto perché io sia
libero".
Se non potete essere una via maestra,
siate un sentiero. Se non potete essere il sole, siate una stella. Cercate di
essere sempre il meglio di qualunque cosa siete.
La vigliaccheria chiede: è sicuro?
L'opportunità chiede: è conveniente? La vana gloria chiede: è popolare? Ma la
coscienza chiede: è giusto?
Non ho paura della cattiveria dei
malvagi, ma del silenzio degli onesti.
Dobbiamo imparare a vivere insieme come
fratelli o periremo insieme come stolti.
La pace non è solo un fine remoto da
raggiungere, ma un mezzo per raggiungere quel fine.
La più grande debolezza della violenza è
l'essere una spirale discendente che da' vita proprio alle cose che cerca di
distruggere. Invece di diminuire il male, lo moltiplica... Con la violenza puoi
uccidere colui che odia, ma non uccidi l'odio. Infatti la violenza aumenta
l'odio e nient'altro... Restituire violenza alla violenza moltiplica la
violenza, aggiungendo una più profonda oscurità a una notte ch'è già priva di
stelle. L'oscurità non può allontanare l'odio; solo l'amore può farlo.