Comunicato stampa
Allego il documento approvato domenica 8 giugno dall'assemblea nazionale di
"Noi Siamo Chiesa" sui rapporti Stato-Chiesa oggi in Italia
Vittorio Bellavite, portavoce
Benedetto XVI e Berlusconi
: il demoniaco connubio tra il trono e l'altare si ripete ancora una volta
nella storia della Chiesa
Nel
quasi totale e imbarazzato silenzio delle forze laiche e democratiche ed il
propagandistico plauso dei media televisivi, ci sentiamo obbligati ad alcune
considerazioni critiche sui recenti sviluppi nel rapporto Stato-Chiesa nel
nostro paese.
Il governo
Prodi è stato bersagliato per due anni dai vertici della Conferenza
episcopale e dal Vaticano e questa ostilità è stata una delle cause
principali della sua caduta. Dopo il 13 aprile il rapporto del vertice
della Chiesa con le istituzioni è immediatamente cambiato. Il Presidente della
CEI Card. Angelo Bagnasco e soprattutto Benedetto XVI, nei loro discorsi tenuti
alla recente Assemblea dei vescovi, in nome di una "sana
laicità" unilateralmente interpretata, hanno accreditato il nuovo governo,
hanno lodato la pacificazione nazionale, hanno dettato l'agenda delle cose da
fare non senza dimenticarsi di "chiedere" a proprio diretto favore.
Berlusconi è stato poi intervistato dall' Osservatore Romano e
dalla Radio vaticana ed è stato ricevuto dal Papa con grandi onori,
accompagnato da Gianni Letta, sottosegretario della Presidenza del Consiglio,
preventivamente nominato "gentiluomo di Sua Santità". Al cattolico
adulto di prima si è ora preferito un uomo quasi inviato dalla
Provvidenza.
Questa
apertura di credito è stata fatta senza alcuna cautela e senza una
valutazione di merito delle culture del nuovo governo che sono in
contraddizione evidente con la dottrina sociale della Chiesa (liberismo in
economia, estremismo sul problema dell'immigrazione, scarsa sensibilità
democratica, debole contrasto nei confronti dei poteri criminali,
disinteresse per i problemi del rapporto tra Nord e Sud del mondo, mancanza di
credibilità personale dei suoi leader ..). Il ripetuto e ben progettato
baciamano di Berlusconi a Benedetto XVI davanti alle televisioni è l'icona
stessa del servilismo del nuovo corso politico nei confronti del potere
ecclesiastico.
Come cattolici
crediamo nella laicità della Repubblica, crediamo nei grandi valori della
fraternità e della solidarietà, auspichiamo che la nostra Chiesa diventi povera
di strumenti mondani e che sappia spogliarsi dei privilegi e dei ruoli di cui
gode ora per predicare con maggiore credibilità il Vangelo. Da qui il nostro
scandalo per il pagano connubio tra il trono e l'altare che si sta
intensificando nel nostro paese e le cui responsabilità principali sono
del vescovo di Roma che ha favorito e accettato il servile atto di vassallaggio
del capo del governo. E auspichiamo che i cristiani adulti, ben presenti
a tutti i livelli nella Chiesa, aprano la bocca senza timidezze su questa
questione, rompendo la cappa di conformismo che grava sul cattolicesimo
italiano.
L'assemblea nazionale di "Noi Siamo Chiesa"
Milano, 8 giugno 2008