[ Rispondi | Avanti | Indietro | Su ]
DOTT. PAOLO
RUFFINI, MILANO,
SUL CASO CENSURA
DI GILBERTO SQUIZZATO.
Distinto Direttore
di Rai Tre dott. Paolo Ruffini,
vengo a
conoscenza, con mio grande stupore, della perdurante situazione professionale
in cui versa il regista televisivo della Vostra Rete Tre, Gilberto Squizzato,
la cui attività professionale ed impegno a favore della Vostra testata, è stato
chiaramente illustrato dalla brava giornalista Miriam Milani, (Carmillaonline.com),
con dovizia di episodi, particolari e
valutazioni non banali, tra l’altro molto condivise.
Per
me, che ho avuto l’onore di conoscerlo di persona, e di invitarlo nella mia
comunità civile e religiosa, del mio Villaggio Sereno, alla immediata periferia
della città di Brescia, si tratta di una grave forma di ingiustizia, la Vostra,
perché penalizza in maniera subdola, le qualità intellettuali e le
capacità tecniche di un regista,
chiaramente riconosciuto da critici di assodata cultura. Per questo crediamo
che la Vostra posizione sia del tutto gratuita e ingiustificata.
Ci
teniamo quindi a dichiarare con grande fermezza che siamo contro queste scelte
aziendali di Rai Tre e della Sua Direzione, dott. Paolo Ruffini, quali che
siano state e siano le Sue effettive capacità di decisione personale, fuori e
dentro il Consiglio di Amministrazione della Rete Rai Tre. Non conosciamo, al
momento attuale, tutta la produzione filmica e documentaria di Gilberto
Squizzato.
Ci
basta, al momento, avere visto piu’ volte
il suo “Uomo dell’argine”, che ora proporremo a tutte le scuole superiori
della città della Provincia, dedicato alla figura di Primo Mazzolari, e avere
compreso come alcune delle coordinate,
del successo professionale di Squizzato, siano ascrivibili e riconoscibili da noi, ma anche da tanti
altri critici, piu’ titolati di noi, alla sua: simpatia umana; onestà
intellettuale; valorizzazione delle persone; innovazioni tecniche nella
docufiction e sue varie applicazioni; tematiche di attualità; tensione morale e
intellettuale; modicità di costi di produzione.
Questa carta di presentazione, distinto Direttore, non ha bisogno di
nessuna raccomandazione, perché si commenta da sola. Per questo motivo, ritengo
ancora piu’ grave, quella sottile forma di ipocrisia, per la quale, da una
parte, continuate a stipendiare il regista e dall’altra continuate a
ostacolarlo, ad emarginarlo, boicottando praticamente i prodotti di qualità del
suo lavoro professionale, a vantaggio di altri prodotti, la cui mediocrità è
sotto gli occhi di tutti.
Ma non ho ancora
finito: lo sa che nella città di Brescia, pochi giorni dopo la proiezione della
Vostra Rete, de “L’uomo dell’argine”, di Gilberto Squizzato, hanno preso avvio
alcune iniziative culturali, di cui voglio ricordare, l’approfondita conoscenza
di alcune figure quali appunto Primo Mazzolari, Lorenzo Milani, Ernesto
Balducci, Davide Maria Turoldo, ed altri, organizzate dal Comune di Brescia? E
questo solo grazie alla pacifica provocazione del prodotto della Vostra Rete,
proiettato a Brescia per la prima volta..
Adesso cosa dovremo dire ai Bresciani? Che state facendo marcia
indietro? Che vi pentite di quello che avete prodotto? Non vogliamo ricrederci
sulla vostra onestà e trasparenza; e con il dott. Angelo Guglielmi e con Lei,
dott. Paolo Ruffini, vogliamo riabilitare pienamente Gilberto Squizzato, per la sua onestà umana, la sua tensione
intellettuale e morale, di uomo libero e ricercatore serio. In attesa di un Vostro cenno vi saluto.
(CARLO CASTELLINI)