AFFARI VATICANI, PECORELLE E BUONI PASTORI

di Francesco Pullia

Chi ha letto La questua di Curzio Maltese, scritto in collaborazione con Carlo Pontesilli e Maurizio Turco e pubblicato in questi giorni da Feltrinelli, si sarà reso conto del vertiginoso, incalcolabile, giro di denaro e di interessi, tutt’altro che spirituali, gestito dal Vaticano.

 

Grazie ai benefici e ai privilegi concessi dai vari governi, senza alcuna distinzione tra destra e sinistra (entrambe unite appassionatamente da un atteggiamento di opportunistico assoggettamento), la Chiesa cattolica ha potuto creare e detenere un impero patrimoniale la cui entità è talmente ingente e inestimabile da sfuggire, dal punto di vista quantitativo, alle stesse gerarchie ecclesiastiche.

 

Si va dal settore bancario a quello commerciale, dall’emittenza radiofonica alle proprietà immobiliari, dai possedimenti agrari e di strutture alberghiere o, comunque, ricettive gestite da “religiosi” agli introiti procurati dal cosiddetto “turismo della fede”.

 

Consigliamo caldamente l’acquisto del coraggioso e ben documentato libro di Maltese e di farlo in tempo perché è molto probabile che “stranamente”, nel giro di poco tempo, non lo si possa trovare più in vendita, così come è accaduto, ad esempio, per Finanza bianca, la chiesa, i soldi, il potere di Giancarlo Galli, edito quattro anni fa da Mondadori e letteralmente sparito dalla circolazione.

Lo Stato del Vaticano esercita la propria azione spregiudicatamente (quindi anche impunemente), comportandosi come una delle più potenti multinazionali del pianeta, se non la più agguerrita.

La sua longa manus, attraverso molteplici canali, giunge dove ci sono cospicui interessi da spartire.

 

E’ notizia di oggi di cinque ordini di custodia cautelare per associazione per delinquere, corruzione, turbativa d’asta, emessi dalla procura di Genova nei confronti del portavoce del sindaco della città ligure, di due ex consiglieri DS, di un imprenditore nonché dell’ex vicepresidente dell’ospedale Galliera e attuale presidente del Bambin Gesù di Roma.

 

Quest’ultimo in particolare è risultato molto legato a mons. Angelo Bagnasco, guida della Conferenza episcopale, ed a mons. Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano.

Nell’ordinanza, di ben seicento pagine, sono riportate numerose conversazioni avvenute tra gli arrestati sull’appalto (ventinove milioni di euro) delle mense scolastiche e si fa ripetutamente riferimento a presunte intercessioni delle due alte autorità ecclesiastiche.

 

Scusate, ma mons. Bertone non è forse colui che all’ultimo meeting di Comunione e Liberazione, rifacendosi al Salmo 71, ha affermato la necessità impegnarsi concretamente per “rendere giustizia ai poveri e salvare la vita ai miseri”?

 

In molti, Oltretevere, hanno dimenticato l’esortazione evangelica a non possedere né oro né argento, né bisaccia di viaggio, né due tuniche, sandali, bastone (Mt, 10,8 – 9).

 

Diciamocelo francamente, Gesù per il Vaticano è un relativista troppo pericoloso.

Il suo insegnamento è inapplicabile, pura teoria. Fantasia utile solo per il gregge,le pecorelle smarrite.

 

Molto meglio la versione spurgata adottata dal defunto mons. Paul Casimir

Marcinkus, il banchiere di Dio. Lui sì che è stato un buon pastore…

 

--------------------

 

Da Notizie Radicali 23 maggio