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LE NORME DI LEGGE DEVONO ESSERE APPLICATE A TUTTI I RELIGIOSI E AL CLERO

Di Tom Patterson

 Denis Riccitelli, un prete cattolico di Mesa, è stato accusato nel 2004 di aver utilizzato immobili e assegni della parrocchia per sottrarre circa 160.000 dollari.

 I superiori hanno chiamato la polizia locale. Sono state presentate le prove al grand jury che ha stabilito che ci fossero i presupposti per un processo.

 Il prete si dichiarava innocente, poiché secondo le leggi della chiesa, egli ha il diritto di spendere i fondi della parrocchia come ritiene opportuno, incluse le spese personali.

 Fin qui niente di nuovo. I preti che si comportano male, purtroppo sono deludenti, ma non sono una sorpresa. I criminali che escogitano assurde tesi di difesa sono cosa normale.

 Ma il fatto bizzarro viene dopo. Il giudice della corte distrettuale Sylvia Arellano ha sposato la tesi di difesa. Infatti, ha annullato il caso poiché l'accusa "non aveva informato il grand jury delle leggi della chiesa cattolica romana, cioè il diritto canonico".

 Sia la corte d'appello che la Suprema Corte si sono rifiutate di modificare la valutazione del giudice. Sembra siano anch'esse d'accordo con la Arellano che "le norme canoniche sono rilevanti per determinare se l'imputato ha o meno commesso il crimine di cui è accusato".

 Sebbene le stesse autorità ecclesiastiche avessero denunciato la sua attività criminosa, la legge canonica soppianta le leggi dello stato, secondo i giudici. Questo atteggiamento è un attacco all'ordinamento legislativo fondamentale dello stato. L'uguaglianza di fronte alla legge e la regolamentazione normativa tra stato e chiesa vengono fortemente minacciate.

 Creare un sistema di leggi egualitario è stato uno dei grandi successi dei nostri predecessori. Fino ad allora non si era mai applicato il concetto di uguaglianza.

 Infatti, un trattamento diseguale per coloro che godono di privilegi e potere era considerato necessario per la stabilità sociale. Inoltre, le religioni di stato dividevano le responsabilità con le autorità civili.

 Questo avveniva tempo addietro. Quindi è sconcertante apprendere che in un tribunale si sancisca che la chiesa cattolica si possa considerare "una società completa" con il diritto di "governarsi secondo le proprie leggi".

 Ironia della sorte, l'accusa dovrà "istruire" i tribunali sul diritto canonico quando non lo conoscono. Non ce n'era stato bisogno fino ad oggi.

 Ma se gli ufficiali ecclesiastici e il clero possono vivere secondo un ordinamento differente da quello dello stato, le questioni antiche dovranno riaprirsi. Il docente di giurisprudenza Stephen Saltzburg della George Washington University dichiara ironicamente "Se ci trovassimo di fronte al caso di un prete che spara a qualcuno, probabilmente sarebbe semplice". Ma lo sarebbe veramente?

 La storia della religione è costellata di crimini violenti. I nemici dell'aborto sono costretti dalle proprie convinzioni religiose ad uccidere chi pratica l'aborto.

 La chiesa fondamentalista LDS (Fundamentalist Church of Jesus Christ of Latter Day Saints) mantiene le sue proprie leggi, compresa quella che permette la poligamia. Come possiamo permettere ai cattolici di obbedire solo alle loro leggi, negando al contempo gli stessi privilegi per la chiesa fondamentalista o per i Mormoni? Non importa quale sia il crimine, la norma di legge va applicata a tutte le religioni o a nessuna.

 Questi forse sono tempi brutti in cui i principi vacillano. Le social-democrazie in Europa, con tradizioni giuridiche simili alle nostre, ricevono continue richieste da parte dei leader delle comunità musulmane, in crescente espansione, di poter essere governati dalla propria legge della Sharia. La legge della Sharia viene da Allah, il quale utilizza lo stato per eseguire la sua volontà per l'umanità. Nega il diritto alla parola ed altre libertà fondamentali. Compromesso e convivenza con gli infedeli non sembrano possibili per i seguaci.

 La legge della Sharia è particolarmente dura verso le donne. Sono costrette alle mutilazioni genitali, a portare il burka, ad accettare matrimoni forzati, non possono guidare o girare da sole in pubblico. Si pensa che almeno sette donne musulmane siano state uccise dalle proprie famiglie di recente nella sola Svezia per "aver violato l'onore".

 Ancora oggi molti occidentali mancano nel proposito di contrastare questi oltraggi, sia attraverso una falsa tolleranza religiosa sia attraverso una vera e propria codardia. L'arcivescovo di Canterbury ha affermato, con grande meraviglia di tutti, di ritenere "inevitabile" che la Sharia divenga parte dell'ordinamento britannico.

 Le nostre leggi e le nostre tradizioni permettono l'esercizio di piena libertà religiosa. Ma né i cattolici, né i musulmani, né qualunque altro gruppo possono imporre le proprie leggi allo stato. In America, perfino i preti sottostanno alla legge.

http://www.eastvalleytribune.com/story/112618

 

(Traduzione di Stefania Salomone)

 

 Subject: Patterson: Rule of law must apply to all religions, clergy Mesa, AZ

 

 Patterson: Rule of law must apply to all religions, clergy Tom Patterson  Commentary

 Denis Riccitelli, a Mesa Catholic priest, was accused in 2004 of using real estate and check-writing schemes to defraud his parish of $160,000.

 Church leaders called in the Mesa police. Evidence was presented to the grand jury, which agreed probable cause existed to bring the case to trial.

 The priest argued he was not guilty because under church law, he has the right to spend parish funds as he sees fit, including on himself.

 Nothing unusual so far. Priests behaving badly, sadly, are a disappointment but no longer a surprise. Accused criminals devising preposterous, self-serving defenses are common.

 But here's where it gets weird. District Court Judge Sylvia Arellano bought the argument. In fact, she threw out the case because prosecutors "didn't tell the grand jury about the laws of the Roman Catholic Church, known as canon law."

 The state appeals court and Supreme Court have both declined to overturn the judge's ruling. They apparently are in agreement with Arellano that "church law and policies are directly relevant in determining whether (the) defendant committed the crimes he is charged with."

 Even though church authorities were the ones who reported his fraudulent activity, canon law may supersede criminal statutes, according to the solons.

 This ruling is a broadside against foundational notions of our legal system.

 Equality before the law, the rule of law and separation of church and state are all threatened.

 It was historically a great achievement for our forefathers to create a system of laws that applied equally to all. It was unheard of until then for persons from all ranks and stations in life to be treated equally.

 In fact, unequal treatment for those with privilege and power was considered to be necessary for social stability. Furthermore, official state religions typically shared the duties of governing with civil authorities.

 That was presumably all behind us. So it's chilling to hear a prevailing notion in our courts assert that the Catholic church considers itself a "complete society" with the right to "govern itself according to its own laws."

 Ironically, prosecutors will be required to "educate" grand juries in canon law when they aren't trained in it themselves. There had been no need until now.

 But if church members and officials are allowed to live by a different code than the law of the land, questions that were once considered settled have to be reopened. Law professor Stephen Saltzburg of George Washington University blithely asserts, "If it's a case where the priest shot somebody, it would be simple." But would it?

 Religious history is replete with church-dictated violent crimes. Abortion foes feel compelled by their religious convictions to kill abortion providers.

 The Fundamentalist LDS Church maintains its own laws, including those which permit polygamy. How can we allow Catholics to obey only their own laws while denying the same privilege to fundamentalist Christians and Mormons? No matter what the crime, the rule of law must apply consistently to all religions or to none.

 This might be a bad time to go wobbly on our core principles. Social democracies across Europe, with legal traditions similar to ours, are faced with demands from the leaders of their growing Muslim communities that they be governed by their own law, Sharia law. Sharia law comes from Allah, who uses government to execute his desires for mankind. It denies free speech and other basic liberties. Compromise and accommodation with infidels are not possible for its adherents.

 Sharia law is particularly hard on women. They are forced into genital mutilation, forced into burkas, forced into marriage, not allowed to drive or appear alone in public. It is believed that at least seven Muslim women have been killed by their families recently in Sweden alone for "honor violations."

 Yet many Westerners, either through misplaced religious tolerance or cowardice, lack the moral compass to resist these outrages. The Archbishop of Canterbury famously said he believed it was "unavoidable" that Sharia law would become part of British law.

 Our law and customs allow for the free exercise of religion. But neither Catholics, Mormons, Muslims nor any other group may write their own superseding rules. In America, even priests must obey the law. http://www.eastvalleytribune.com/story/112618