La Chiesa nel mondo

 Da il TABLET

23 febbraio 2008

Il papa precisa la missione dei religiosi

Di Robert Mickens       

Gli ordini religiosi non sono immuni dagli effetti della secolarizzazione del mondo moderno, ha detto papa Benedetto ai superiori religiosi lunedì scorso, sollecitandoli a leggere i segni dei tempi. E' urgente e necessario rispondere in modo appropriato a questi segni – secolarismo, globalizzazione e una crescente spiritualità indipendente dalla chiesa o dalle istituzioni religiose – ha ribadito il papa durante l'incontro. Faceva eco alle dichiarazioni di un leader Vaticano sugli ordini religiosi, Cardinale Franc Rodé, il quale aveva tacciato i consacrati di essere "troppo borghesi" e non abbastanza obbedienti. "Il processo di secolarizzazione che sta avanzando nella cultura contemporanea non risparmia purtroppo neanche le comunità religiose", ha scritto il papa. Ma ha anche affermato che sebbene "non poche nubi" si addensino sul futuro della vita religiosa, ci sono "segni provvidenziali di risveglio" – specialmente nei nuovi ordini. "E' interessante notare l'abbondanza delle attuali vocazioni, in particolare in quelle istituzioni che hanno preservato o hanno scelto un tenore di vita austero, in ogni caso fedeli al Vangelo vissuto sine glossa (fedelmente)", ha detto il papa. L'incontro tra papa Benedetto e i rappresentanti della USG (Unione dei Superiori Generali degli ordini maschili) e della UISG (Unione delle Superiori Generali degli ordini femminili) è stato il primo in 25 anni. Undici uomini e otto donne, capi di ordini religiosi, si sono seduti intorno ad un tavolo con papa Benedetto e altri tre incaricati vaticani – Cardinale Rodé, l'Arcivescovo Gianfranco Gardin (prefetto e segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica) e il Segretario di Stato Tarcisio Bertone. I rappresentanti del Vaticano hanno chiesto espressamente ai superiori religiosi di non rivelare i dettagli della riunione di 90 minuti, tenutasi a-porte-chiuse. Ma le fonti hanno detto al The Tablet che i superiori hanno posto quattro domande a papa Benedetto, che ha risposto spontaneamente, senza riportarle per iscritto. Secondo una fonte presente all'incontro, il papa ha identificato tre "segni dei tempi" che ritiene che la chiesa e gli ordini religiosi in particolare debbano tener presenti – il secolarismo, una crescente spiritualità non legata alla chiesa o alle istituzioni religiose e la globalizzazione. Il papa sembra aver indicato che il modo più idoneo per la chiesa di rispondere a questi segni è attraverso "sacramenti, liturgia e culto", secondo quanto affermato da un partecipante. Un'altra fonte ha riferito che i superiori degli ordini hanno deciso di non porre "domande scottanti" riguardo le relazioni a volte difficoltose tra USG/UISG e Roma. Speravano infatti che l'incontro di lunedì avrebbe aiutato a creare un clima di maggiore fiducia e rispetto che avrebbe aperto la possibilità di nuovi futuri incontri. Le sensazioni a caldo dopo il meeting sono state positive per entrambe le parti. Il Vaticano lo ha descritto come un "dialogo ampio e fraterno" sugli "elementi positivi e le difficoltà" della vita religiosa. I religiosi invece lo hanno definito una pietra miliare e hanno confermato una atmosfera "amichevole e accogliente". Ma il Cardinale Rodé ha recentemente dato voce ad una preoccupazione del Vaticano sull'atteggiamento di alcuni ordini religiosi. Intervistato dall'Ansa il 14 febbraio scorso sulla crisi delle vocazioni, il Cardinale ha detto che la vita religiosa sta risentendo di un evidente "relativismo morale". "I problemi più gravi derivano dal clima di secolarizzazione presente non solo nella società occidentale, ma anche all'interno della chiesa. Gli indicatori sono una eccessiva libertà, uno scarso senso della famiglia, lo spirito mondano, la scarsa visibilità dell'abito religioso, la svalutazione della preghiera, un livello di vita comunitaria insufficiente e il mancato rispetto dell'obbedienza", ha detto il Cardinale Rodé.  da Catholica Australia

Penso onestamente che sia tempo che lo stesso Benedetto inizi a leggere "i segni dei tempi" ed esca da questo stretto cassetto del secolarismo colpevole o del "relativismo" cui associa il declino dell'influenza della chiesa. Secondo me gli ordini religiosi nel mondo sono quelli che dovremmo seguire dato che tendono ad avere un approccio più realistico verso "gli avvenimenti dell'attualità", ma anche perché la grande maggioranza ha smesso di ascoltare il volere dei leader ecclesiastici come papa Benedetto e i suoi predecessori. Cercare di riportarci alle liturgie, alle mitrie, ai paramenti clericali e alla cultura del Concilio di Trento non porta la gente verso il "paradiso" , la "salvezza" o la "pace di Cristo che supera ogni umana comprensione", la "comunione", la "resurrezione", "la vita eterna", "la verità rivelata", lo Spirito di Gesù", o comunque vogliamo definire l'obiettivo ultimo della fede e del credo. Tutto ciò che crea invece è l'incertezza dei "pazzi" e degli "insicuri" che hanno ridotto la Santa Chiesa Cattolica Romana allo stato disastroso in cui oggi versa. Forse dovrei io stesso tornare a studiare gli scritti di padre McKinno