AUGURI PASQUALI
(Credo che questi due auguri rappresentino bene quelli di tutti
noi – il webmaster)
La celebrazione della Pasqua è ormai vicina. E’ sempre
stato un momento d’incontro e di augurio. Quante volte, infatti, ci siamo fatti
gli auguri pasquali? Almeno tante volte quanti sono gli anni vissuti! Per me 68
anni.
L’augurio pasquale del 2008 lo faccio
prima di tutto a me stesso e a tutti gli amici che porto nel cuore.
Auguro che questa Pasqua sia
un’occasione d’incontro con il Maestro, lasciando che la sua Parola entri,
senza condizioni, nella nostra mente e nel nostro cuore, realizzando quel
cambiamento di mentalità che ci permetta di accogliere in pienezza quell’amore
che Dio vuole donarci, indipendentemente dai nostri meriti o comportamento,
trasformando così la nostra vita in un servizio gioioso ai fratelli.
Io sono sicuro che Dio è accanto a noi,
come luce, quando siamo nel buio. Dio è accanto a noi come gioia quando siamo
nel dolore. Dio è accanto a noi come compagnia quando ci sentiamo oppressi
dalla solitudine. Dio è accanto a noi come consolazione quando ci sentiamo
presi dallo sconforto. Dio è accanto a noi con il suo Amore, quando ci sentiamo
oggetto di odio. Dio è accanto a noi come considerazione, quando nei nostri
confronti c’è dispregio. Dio è accanto a noi come risurrezione quando ci
sentiamo crocifissi. E questo Dio è Gesù.
Buona Pasqua
da p. Giuseppe dall’Abruzzo
Goiânia, Pasqua 2008
“Sveglia, tu che dormi, alzati da in mezzo ai
morti e la luce che viene del Cristo Risorto sarà la tua luce” (antífona pasquale).
Fratelli e sorelle carissimi,
nella prossimità delle feste
pasquali, voglio dare, a ognuno/a di voi, un segno di comunione e di forte
amicizia nel cammino della risurrezione. In me, le celebrazioni pasquali hanno sempre
avuto la forza straordinaria di un fuoco che mi prende interiormente, roveto
ardente che illumina, ma non distrugge. Debbo confessare che, quando oggi prego
nel cuore e voglio testimoniare che il Cristo è risorto, questa parola ha per
me una risonanza diversa delle prime volte che ho celebrato la Pasqua, nel mio
tempo di gioventù, o anche quando, negli anni 80, ho assunto il coordinamento del
monastero di Goiás e ho adattato la veglia pasquale per celebrarla in comunione
piu visibile con le religioni e le culture di tutto il mondo.
Oggi, pare che Dio mi
impoverisca di tutte le certezze e mi chiami di nuovo a mantenermi un povero
pellegrino e a ricominciare sempre la ricerca.
Come Abramo, debbo “partire senza sapere dove andare e aspettare contro
ogni speranza”. Nel 1965, questo versetto della lettera agli ebrei fu il testo
che scelsi per la lettera di invito per la mia professione monastica. Oggi, più
di 40 anni dopo, la mia fede è adesione interiore a Dio, decisione di seguire Gesù
come maestro e modello di vita. Ma assumendo il coraggio di entrare nelle
ricerche dei teologi piu avanzati sulle questioni dogmatiche e istituzionali.
Ecco, ho aperto il cuore,
non tanto per parlare di me, ma per invitarvi a che possiamo approfondire
insieme questo pellegrinaggio ecumenico al cuore di una Pasqua cosmica e universale,
una celebrazione della risurrezione di Gesù che significa la fiducia che in ogni
essere umano fu piantata un seme di vita nuova e risurrezione.
Vivere questa Pasqua è riaffermare
la fiducia che, per l´ azione liberatrice di Dio nella storia del suo popolo e
nella risurrezione di Gesù Cristo, la vita vince la morte e la luce dell´amore
vincerà tutte le delusioni e la morte. Cerchiamo di attualizzare l’ impegno per
la vita e per l’ amore con noi stessi e nei nostri rapporti, come nella cura di
partecipare del cammino per cambiare questo mondo.
Gesù risuscitó come primizia
della risurrezione che è in corso in nòi e in tutto l’ universo. Felice Pasqua.
Un abbraccione della dimensione del mondo, dal vostro fratello Marcelo Barros