NOTA:  LE SEGUENTI LETTERE SONO IN ORDINE CRONOLOGICO DALLE PIÙ RECENTI ALLE PIÙ VECCHIE.

Mi inserisco nel dibattito sostenendo la tesi di Ausilia. Forse perchè il percorso fino a qui l'abbiamo fatto assieme, forse perchè, in Italia, passiamo ancora momenti duri...dopo esperienze non proprio gratificanti...devo dire che l'obiettivo della ricerca del dialogo, ma con qualcosa da dire, concreto, uniti UNITI, senza la ricerca di benevole concessioni, ma con la ferma intenzione di contribuire ad una riforma della chiesa, deve essere il denominatore o il minimo comune multiplo comune a tutti noi che ci occupiamo di preti e suore sposate, di donne che amano un prete e via elencando.

Sapete che non sono per i facili irenismi che non portano da nessuna parte. Ausilia si definisce Cassandra e io mi definisco Laocoonte. Nel mio libro parla di commissione PARITETICA. Permanente.

Vittorio ci relazionerà sull'incontro e allora potrò farmi un quadro più preciso della nuova CEI.

Ciao

Ernesto

September 30, 2007

 


 

Carissimi:

Preciso che le proposte gia' mandate al Dr. Vittorio Vittorie erano state circolate tra il gruppo di Chiesa in Cammino e che Esnesto Miragoli aveva collaborato ed approvato gli argomenti proposti.

Non mi aspettavo questo dialogo costruttivo e vivace.  Questo conferma una delle mie tesi: che quando qualcosa si muove la cooperazione diventa quasi automatica.

Questo mette anche in risalto la necessità di dialogo e collaborazione TRA NOI. Ecco quindi l'importanza di unificazione d'intenti e comunicazioni tra i vari movimenti ed organizzazioni che hanno certi intenti e traguardi comuni.

C'è davvero da rallegrarsi di questi sviluppi e si spera che continuino nello spirito di fraternità e sincerità cristiana.

Se desiderate, facciamo una semplice sintesi dei nostri punti e rimanderò il tutto a Vittorio. Gli spiegherò che ci sono stati ulteriori apporti, opinioni ed interventi. Credo che lui sarà recettivo e pronto a rivedere i contributi.

Chi s'impegna a farlo?

Con sinceri saluti a tutti,

Umberto


Ciao Ausilia,

ti scrivo ancora dopo aver letto lo scambio tra te e umberto per l'incontro con Bagnasco.

Scrivo a te, ma vorrei che queste riflessioni girassero anche in altri gruppi.

Io condivido molto le tue precisazioni. Dobbiamo "dialogare" e non chiedere. Loro sono quelli che hanno sempre chiesto: obbedienza, rispetto, silenzio, rinunce... Cogliamo come una novità positiva questa apertura del presidente della CEI, ma vediamo di non rovinare tutto proprio noi, andando là a pretendere questo e quello. Io, sinceramente, sarei già contento per il solo fatto che comincino a parlare con noi, a considerarci, a non ignorarci. Poi quel che verrà, verrà.

Un altra cosa. Se la commissione di NSC vorrà parlare anche a nome nostro, ci faccia sapere prima cosa intende dire.

Saluti da Mauro

 


 

Vi mando Gli elementi interessanti della corrispondenza fatta con Umberto e con alcuni altri in occasione dell'incontro con Bagnasco, all'interno di NoiSiamoChiesa. Vorrei ne prendeste nota e possibilmente vi inseriate nel discorso. Chi è disturbato dai miei aggiornamenti, me lo faccia sapere.

Grazie, Ausilia


 

ULETRIORE RISPOSTA DI AUSILIA   30/09/07

 

Caro Umberto

Liberissimo di rispondere come credi. Te lo dico con grande rispetto. Ma io confermo che il dialogo da me proposto è di lunga e larga prospettiva, e dovrebbe arrivare alle tue proposte e, anzi, a molto di più. Ma le precondizioni ci vogliono. Senza queste si fa un buco nell'acqua. Lo dico come Cassandra, che non era mai creduta, ma continuava a fare presagi di... sventura. Spero di tutto cuore che ce la facciate,

Ausilia


RISPOSTA DI UMBERTO  30/09/07

Carissima Ausilia:

Grazie per la tua schiettezza e per l'interesse che mostri.

Di consigli ne abbiamo estremo bisogno ... e direi che si deve far tesoro di tutto cio' che la vita insegna, ma specialmente di quello che ci arriva da chi ha preparazione ed esperienza diretta.

Detto questo, vorrei fare un'osservazione che credo sia essenziale.

<< Non si tratta di dibatterci per fare rivendicazioni o approfittare di generosità o condiscendenza, ma per mettere in pratica il nostro cristianesimo vissuto. Se troviamo disagio in certe situazioni e vorremmo proporre rimedi, non credo sia esclusivamente per personali vantaggi, ma per il desirerio e mandato evangelico di offrire aiuto, sollievo, e nuovi orizzonti di speranza a noi stessi ed al popolo di Dio... come fratelli e sorelle nella fede. >>

Se queste non sono le nostre motivazioni, possiamo lasciar perdere ...

Come tu giustamenti dici, aprire un dialogo, che non c'è mai stato, sarebbe già un grandissimo passo avanti. Ma il dialogo suppone argomenti e temi da trattare. Purtroppo, e noi lo sappiamo bene, il famigerato "Roma locuta, causa finita" impedisce quest'apertura. Cito qui quello che Ratzinger stesso diceva.

"La Chiesa sta divenendo per molti l'ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l'ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo".

(Joseph Ratzinger, 30 anni fa)

Grazie,

Umberto


RISPOSTA DI AUSILIA  29/09/07

 

SCUSATE, MA DICO CIO' che penso.

Vi pare umiliante e riduttivo ciò??? Ma sarebbe necessario e preliminare  trovare TRA NOI l'accordo quanto detto per essere all'altezza di un cambiamento storico circa il vulnus ecclesiale determinato dalla impraticabilità del celibato, quando si è tentati di risolvere problemi esistenziali di fondo con l'ambiguità.

Vi abbraccio fraternamente,

Ausilia 


 

 

PROPOSTA DI DIALOGO CON BAGNASCO, INVIATEMI DA UMBERTO  27/09/07

 

Come parte del "popolo di Dio" vorremo esporre alcuni nostri suggerimenti che assillano il nostro gruppo e che sono certamente importanti per l'intera comunità cristiana.

 

1. Sopprimere tutti i reclutamenti di minorenni sia per la vita religiosa che sacerdotale. Questo anche per conformarsi alle norme delle Nazioni Unite ed altre organizzazioni a riguardo dei diritti umani; ma specialmente per evitare enormi e disumani disagi agli individui che intrapprendono queste "vocazioni" senza la necessaria, ben matura e consapevole libertà. LIBERTA' CHE, FIN QUANDO I SEIMINARI MINORI CI SARANNO, ANDRA' VERIFICATA CON L'EDUCANDO DAGLI EDUCATORI. 

 

2. Allargare o rivedere la Provvisione Pastorale di Papa Paolo II che prevede l'ammisione al Sacerdozio Cattolico di (convertiti) Pastori Protestanti sposati, per includere preti cattolici che hanno o desiderano formare una famiglia.

 

3. Ripresa dell'antica ed apostolica pratica che prevede l'elezione ai vari ministeri, da parte delle comunità cristiane, di persone mature e di provata virtù.

 

4. Revisione della regola del "celibato" obbligatorio secondo il principio teologico che "un dono" non può essere legiferato (cf Libro del Dr. Heinz Vogels: "Celibato: dono, non obligo").

 

5. Dialogo con le organizzazioni di preti sposati.

Umberto Lenzi