Mi inserisco nel
dibattito sostenendo la tesi di Ausilia. Forse perchè il percorso fino a qui
l'abbiamo fatto assieme, forse perchè, in Italia, passiamo ancora momenti
duri...dopo esperienze non proprio gratificanti...devo dire che l'obiettivo
della ricerca del dialogo, ma con qualcosa da dire, concreto, uniti UNITI, senza
la ricerca di benevole concessioni, ma con la ferma intenzione di contribuire ad
una riforma della chiesa, deve essere il denominatore o il minimo comune
multiplo comune a tutti noi che ci occupiamo di preti e suore sposate, di donne
che amano un prete e via elencando.
Sapete che non sono per i facili
irenismi che non portano da nessuna parte.
Vittorio ci relazionerà
sull'incontro e allora potrò farmi un quadro più preciso della nuova CEI.
Ciao
Ernesto
September 30, 2007
Carissimi:
Non mi aspettavo
questo dialogo costruttivo e vivace. Questo conferma una delle mie tesi:
che quando qualcosa si muove la cooperazione diventa quasi automatica.
Vi mando Gli elementi interessanti
della corrispondenza fatta con Umberto e con alcuni altri in occasione
dell'incontro con Bagnasco, all'interno di NoiSiamoChiesa. Vorrei ne prendeste
nota e possibilmente vi inseriate nel discorso. Chi è disturbato dai miei
aggiornamenti, me lo faccia sapere.
ULETRIORE RISPOSTA DI AUSILIA
30/09/07
Caro Umberto
Liberissimo di rispondere come credi. Te
lo dico con grande rispetto. Ma io confermo che il dialogo da me proposto è di
lunga e larga prospettiva, e dovrebbe arrivare alle tue proposte e, anzi, a
molto di più. Ma le precondizioni ci vogliono. Senza queste si fa un buco
nell'acqua. Lo dico come Cassandra, che non era mai creduta, ma continuava a
fare presagi di... sventura. Spero di tutto cuore che ce la facciate,
Carissima
Ausilia:
Grazie per la tua schiettezza e per l'interesse che mostri.
Di consigli ne abbiamo estremo bisogno ... e direi che si deve far
tesoro di tutto cio' che la vita insegna, ma specialmente di quello che ci
arriva da chi ha preparazione ed esperienza diretta.
Detto questo, vorrei fare un'osservazione che credo sia essenziale.
<< Non si tratta di dibatterci per fare rivendicazioni o
approfittare di generosità o condiscendenza, ma per mettere in pratica il nostro
cristianesimo vissuto. Se troviamo disagio in certe situazioni e vorremmo
proporre rimedi, non credo sia esclusivamente per personali vantaggi, ma per il
desirerio e mandato evangelico di offrire aiuto, sollievo, e nuovi orizzonti di
speranza a noi stessi ed al popolo di Dio... come fratelli e sorelle nella fede.
>>
Se queste non sono le nostre motivazioni, possiamo lasciar perdere
...
Come tu giustamenti dici, aprire un dialogo, che non c'è mai stato,
sarebbe già un grandissimo passo avanti. Ma il dialogo suppone argomenti e temi
da trattare. Purtroppo, e noi lo sappiamo bene, il famigerato "Roma locuta,
causa finita" impedisce quest'apertura. Cito qui quello che Ratzinger stesso
diceva.
"La Chiesa sta divenendo per molti
l'ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che
l'ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro
pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più
ostacolare il vero spirito del cristianesimo".
(Joseph Ratzinger, 30 anni fa)
Umberto
SCUSATE, MA DICO CIO' che penso.
Vi pare
umiliante e riduttivo ciò??? Ma sarebbe necessario e preliminare trovare
TRA NOI l'accordo quanto detto per essere all'altezza di
un cambiamento storico circa il vulnus ecclesiale determinato dalla
impraticabilità del celibato, quando si è tentati di risolvere problemi
esistenziali di fondo con l'ambiguità.
Vi abbraccio
fraternamente,
Ausilia
PROPOSTA DI DIALOGO CON BAGNASCO, INVIATEMI DA UMBERTO
27/09/07
Come parte del "popolo di Dio" vorremo esporre alcuni
nostri suggerimenti che assillano il nostro gruppo e che sono certamente
importanti per l'intera comunità cristiana.
1. Sopprimere tutti i reclutamenti di minorenni sia per la
vita religiosa che sacerdotale. Questo anche per conformarsi alle norme delle
Nazioni Unite ed altre organizzazioni a riguardo dei diritti umani; ma
specialmente per evitare enormi e disumani disagi agli individui che
intrapprendono queste "vocazioni" senza la necessaria, ben matura e consapevole
libertà. LIBERTA' CHE, FIN QUANDO I SEIMINARI MINORI CI SARANNO, ANDRA'
VERIFICATA CON L'EDUCANDO DAGLI EDUCATORI.
2. Allargare o rivedere
3. Ripresa dell'antica ed apostolica pratica che prevede
l'elezione ai vari ministeri, da parte delle comunità cristiane, di persone
mature e di provata virtù.
4. Revisione
della regola del "celibato" obbligatorio secondo il principio teologico che "un
dono" non può essere legiferato (cf Libro del Dr. Heinz Vogels: "Celibato: dono,
non obligo").
5. Dialogo con
le organizzazioni di preti sposati.