Carissimo don Sante,
ho letto attentamente il
tuo scritto a proposito della tua comparsa in televisione sul tema del
celibato e vorrei, fraternamente e senza pretese, fare
una chiacchierata con te.
Di interventi in televisione di preti sposati ne
ricordo tanti in questi anni, più o meno riusciti, anche perchè si va con le idee
chiare ma poi lì ci sono gli altri con le loro regole e i loro interessi.
Il tuo intervento, di certo, spacca, apre e porta
sulle piazze un dibattito che prima rimaneva circoscritto.
Forse non era l'ambiente adatto, 'Buona Domenica'
la vedo meglio per altri dibattiti, meno colti e più gridati.
Grazie ! comunque che a nome anche dei preti
sposati di sei tuffato nella fossa dei leoni, come Daniele della Bibbia, per
portare avanti la causa. Comunque sempre meglio di Cionfoli che ha fatto una
sparata colta e non opportuna in quel momento.Se era per farsi bello, andava
bene, di certo non è stato costruttivo.
La questione del celibato opzionale va avanti, tu le
hai dato una spinta; pensa alla petizione dei preti brasiliani in questi
giorni:non è una sparata, è una domanda spontanea di preti radunati col loro
vescovi e con alcuni preti
sposati ufficilamente delegati per quel
convegno, tutti consapevoli che il 35% per cento il celibato non lo osserva.
Mi permetti un consiglio ?
Penso che tu, don Sante, debba metabolizzare
lentamente e tranquillamente il passo che hai fatto;rivedere il tutto
da solo, con la tua famiglia, con i tuoi amici
fidati. Te lo dico perchè questo è il percorso che ogni prete sposato deve fare
per recuperare fiducia e serenità.
Fatto questo, direi che bisognerebbe cercare
credibilità in tutto quello che fai perchè mi darai atto che certe cose sono
discutibili, anche per chi tifa per te ( portare il colletto da prete e il
clergyman durante la trasmissione in TV, il primo capitolo del tuo libro dove
indulgi ai gusti morbosi di certi lettori..., ecc.).
Fatto questo, prendi coscienza delle tue possibilità
e di quanto effettivamente è nelle tue mani.
Tutte queste cose non erano possibili a noi preti
sposati degli anni '60 e '70, i problemi erano più pressanti dei programmi ! A
te sarà facile fare tante belle cose curando validamente il tuo sito (
programma culturale ) e con-
ducendo una Comunità di persone in ricerca di vita
spirituale e di impegno cristiano ( programma pastorale).
Con tanti auguri e scusandomi un pò per i consigli
gratuiti. Ma ci capiamo. Ciao
Giuseppe Zanon
prete sposato
----- Original Message -----
From:
Sante Sguotti
Sent: Tuesday, March 04, 2008
5:55 PM
Subject: grazie per "Buona
Domenica"
Martedì 4 Marzo
Cari amici,
come molti di voi sanno, domenica 24 Febbraio ho
partecipato alla trasmissione "Buona Domenica" su Canale 5, verso le
ore 18.00 nel dibattito: "E' giusto che i preti si sposino?"
Assieme con me, a sostenere che è giusto che i
preti si sposino c'era la giornalista di Rai 3, Rosanna Cancellieri (è stata
formidabile), e un testimone, l'ex fra Cionfoli, che invece ha testimoniato
contro di me sostenendo che i preti si devono sposare prima dell'ordinazione e
che quindi lui sì potrà, eventualmente, essere prete sposato mentre, invece,
io, che sono già ordinato, non potrei mai e poi mai fare il prete. Il suo
ragionamento è anche giusto e ha una sua fondatezza nella storia della Chiesa e
nella prassi orientale. Tuttavia in quel momento e in quel luogo Cionfoli ha
rimediato solo una pessima figura e ha dato l'impressione di non aver capito
l'assoluta inopportunità del suo intervento. O forse era stato studiato apposta
così per darmi contro. Dall'altra parte c'erano Iva Zanicchi (che fuori onda
dichiarava di voler essere dalla mia parte) e Pietro Vigorelli, vicedirettore
del TG5, che è stato durissmo e quasi offensivo nei miei confronti (ancora una
volta a dimostrare che quando uno non ha argomentazioni comincia ad offendere).
Testimone a loro favore è intervenuto don Bruno Fasani, ex direttore del settimanale
diocesano di Verona.
Erano quindi 4 (con Cionfoli cavallo di Troia)
contro due. Ciò nonostante sono rimasto molto soddisfatto del confronto. La mia
posizione, a favore del celibato facoltativo, ha raggiunto, ad un certo punto,
addirittura il 58% dei voti.
E' assolutamente chiaro che non potevano lasciarmi
vincere, sia per non far perdere la Zanicchi che deve essere presente ogni
domenica in questi confronti di opinioni, sia perchè politicamente è chiaro che
Berlusconi, proprietario di Mediaset, come tutti gli altri politici, non ha
nessun interesse a mettersi contro il Vaticano.
Con il risultato finale del 46% a favore del
celibato facoltativo per i preti e quindi favorevole al fatto che i preti si
sposino credo sia stato raggiunto il massimo che si poteva ottenere oggi in
Italia.
Si deve tenere presente inoltre che la Zanicchi ha
vinto con la seguente posizione: "E' giusto che i preti si sposino quando
il vaticano lo permetterà" e quindi anche lei era alla fine favorevole al
fatto che i preti posssano sposarsi ma non disobbedendo come faccio io.
Ovviamente, come tutti voi, do un'importanza
relativa a tutto questo.
Per me è importante che si parli della questione,
che le eprsone comincino a ragionarci, a vedere quali sono le argomentazioni da
una parte e dall'altra, a sentirsi dire che il celibato non è un dogma, che le
altre confessioni crisitane vanno avanti benisssimo con i preti sposati, che
alla fine il celibato è solo una falsa questione di disponibilità e di tempo.
E' vero che la trasmissione di Buona Domenica è a
tratti addirittura ripugnante tanto è il vuoto di ciò che è proposto ma bisogna
ricordare che davanti ai televisori ci sono persone, cristiani che non devono
solo essere considerati vuoti fruitori di programmi spazzatura ma esseri
pensanti, intelligenti, sensibili, gregge senza pastore, pronti a reagire
posisitivamente se sentono un messaggio che li interpella, pronti a lasciarsi
stimolare da una riflessione che viene dal cuore, da un appello che va a
toccare la loro esperienza umana. Certo non tutti si lasceranno toccare dalle
parole del vangelo ma potenzialmente tutti potrebbero farlo. E' una sfida
difficile ma io mi sento di affrontarla.
D'altra parte la cosa che dà più fastidio alla
Chiesa ufficiale è che se ne parli. Se è la cosa che più le dà fastidio è
perchè è ciò che più contesta l'imposizione del suo pensiero unico. E il fatto
che un prete, che è prete da 16 anni e parroco da 8 prenda apertamente questa
posizione ha un grandissimo peso sull'opinione pubblica e una grande valenza
simbolica.
La prova del 9 sarà il fatto che io faccio il prete
mantenendomi con il mio lavoro e dedicando tempo alla mia famiglia. Tutti
pensano che la famiglia sia solo un impedimento per il prete e una palla al
piede e pochi considerano come in molti momenti la famiglia dà una mano sia
nelle cose spirituali che in quelle pratiche.
Lo scopo del mio messaggio, che voleva essere
breve, è di ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto con il voto
telefonico e anche tutti coloro che lo avrebbero voluto fare se ne avessero
avuto la possibilità.
Confermo che sono molto soddisfatto del risultato
raggiunto. Confermo che, nonostante tutti i limiti della TV, del programma
stesso, complessivamente ritengo che sia meglio partecipare che astenersene.
Accetto e valuto con apertura mentale e spirituale tutte le critiche che mi
sono state mosse in questa come in altre occasioni. Se si sono altre proposte
concrete e altre strade per smuovere il "colosso" sono pronto ad ascoltare.
Cari saluti
d.Sante