Cari amici di Chiesa in Cammino,
in questi giorni ho un po' di tempo e mi lascio prendere dalla grafomania.
Ho letto la lettera che Fausto ha scritto a mons. Fisichella, la risposta di
questi e il commento di Giuseppe Zanon.
Devo premettere che la mia esperienza di seminario minore e maggiore a Como è
stata positiva. Sono entrato in seminario a 11 anni con la voglia di fare il
prete (era il 1965) e vi sono uscito prete.
Per quanto riguarda la sessualità non posso dire di aver avuto molestie
sessuali da parte di alcuno, nè di aver fatto particolari esperienze
fuorvianti. Posso solo dire che in IV ginnasio, quando ero già maturato
sessualmente e mi ero stupito della polluzione notturna pensando d'essermi
fatto addosso la pipì, il direttore spirituale, un sant'uomo, che adesso ha 97
anni, mi chiamò per spiegarmi la sessualità maschile e femminile cominciando a
raccontarmi del gallo e della gallina. Argomento anche questo per me molto tabù
perchè essendo in città a Como, non ho mai visto come fa il gallo ad
accoppiarsi con la gallina. A fine della premessa dirò che la mia educazione
sessuale me la sono fatta in proprio.
Devo ringraziare i miei educatori perchè mi hanno dato una formazione culturale
di ottimo livello sia nel ginnasio-liceo che in teologia. Nessuno di essi mi ha
mai molestato (forse perchè non ero un bel ragazzo), nè posso dire d'aver avuto
sentore che qualcosa avvenisse con i miei compagni (ma forse io sono un inguaribile
ingenuo).
Non potrò mai ringraziarli per altre ragioni quali la mortificazione della
spontaneità, il sopimento con energici metodi disciplinari della critica e
della libertà di parola, gli indirizzi di studi ad usum Delphini soprattutto
per quanto riguarda la storia in generale, il Gesù storico e il dogma. Non
potrò mai ringraziarli per la mancata valorizzazione della mia personalità,
come quella dei miei compagni. Ma questo è un altro discorso.
Vengo alla lettera di mons. Fisichella che, devo dire, rispecchia la
personalità del soggetto che, visto solo in TV, non mi va a sangue. Mi sembra
un vescovo sorpassato, tutto gemelli ai polsi e vestiti tirati, con probabile
cameriere ed autista e tutto dedito a coltivare relazioni da un certo gradino in
su.
Gli ho già dato atto del coraggio che ebbe nel partecipare alla trasmissione di
Santoro, ma devo anche dire che ho visto in Santoro un certo servilismo verso
quest'uomo della chiesa del Potere.
Fausto narra la sua esperienza seminariale o seminaristica che non è proprio
uguale alla mia e Fisichella risponde un po' sulle difese.
Che in seminario la formazione non abbia una completa educazione alla
sessualità, è vero. Gli educatori ci raccomandavano di dormire con le braccia
incrociate. Ho poi capito il perchè. E questo, monsignore, non è un po'
sessuofobismo?
Che vi siano migliaia di preti che hanno
sacrificato anche eroicamente le loro pulsioni sessuali per essere fedeli al
ministero ricevuto, è verissimo. Ma, monsignore, perchè avrebbero dovuto farlo?
Non si è mai chiesto (se mai è stato vescovo diocesano) perchè tanti preti sono
despoti, trattano male i parrocchiani, si sentono il deus ex machina della
propria comunità parrocchiale? Scomodiamo Freud e capiremo il perchè.
Continuo: perchè, monsignore, definisce aggressioni le argomentazioni di
Marinetti? Sono esposte con accalorato argomentare, è vero, ma non sono
aggressive. Sono argomentazioni e basta. Il suo tono è quello apodittico: così
la penso, così sia. No, monsignore, scenda da cavallo, si mischi fra noi, ci
ascolti, condivida come fece il Maestro, rifletta e cammini con noi. Potremo
costruire insieme qualcosa di bello.
Con sensi di distinta stima.
Ernesto Miragoli - Como
www.webalice.it/miragoli