Molto Rev.do Monsignore,


ti ringrazio della risposta.

Ho riflettuto molto prima di riscriverti e vorrei esprimerti il mio pensiero.
Sono d'accordo che la chiesa gerarachica (di cui tu sei stato parte per moltissimi anni in quanto vescovo dapprima di Lusaka e poi cooptato la plastorale dei migrantes) ti ha chiuso le porte e quindi sono gli uomini che ti hanno abbandonato, non tu hai abbandonato la chiesa.
E' un po' il discorso che come preti sposati facciamo da anni: i Pastori non dialogano con noi. Non vogliono dialogare. Ecco perchè la tua posizione mi sembrava ottima: sei un vescovo che ha seguito, un vescovo che ha fatto parlare di sè e puoi avere canali di comunicazione in modo più facile di quanto possiamo avere noi.

Secondo me è la strada che hai scelto di percorrere che non è corretta.
Avendo bisogno di un'organizzazione ti sei affidato al gruppo del rev.do Moon.
Io penso che tu debba fare la tua strada, creando la tua organizzazione e non appoggiandoti a qualcuno che è già organizzato a livello mondiale con scopi diversi e fondamenti teologici e spirituali diversi da quelli della tradizione ecclesiale cattolica.

Penso che avresti potuto concordare con la congregazione dei vescovi, del clero e della dottrina della fede, una specie di ufficio per la pastorale dei preti sposati (come auspico in un mio libro) che non è una prelatura personale, ma un incarico ufficiale.
Forse lo puoi ancora fare.

Allora a te farebbero riferimento tutti i movimenti dei preti sposati del mondo e si comincerebbe un lavoro che può aiutare il popolo di Dio a capire la facoltatività della legge celibataria e si cominicerebbe a studiare il modo di poter lavorare con serietà a questo tipo di riforma dellachiesa.

Io penso che la grande manifestazione romana che prevedi, non sia una cosa da farsi. E' meglio il dialogo fra pochi che la manifestazione di massa.
Ho parlato con Pietro Ceroni e gli ho detto che ti incontrerei volentieri qualora tu venissi in Italia.
In ogni caso: preghiamo assieme perchè lo Spirito ci aiuti a discernere quel che è buono e retto.
Dio ci benedica.

Ernesto Miragoli - Como