Padova
11.07.2007
Caro papa,
oggi, 10
luglio 2007, compro un quotidiano della mia città, Padova, e leggo la notizia
che non mi sarei mai aspettato di leggere. Non quella che tutte le edicole
esibiscono appesa ad un cartellone, né le solite vicende di extracomunitari
alle prese con la droga e la microcriminalità. La notizia che mi sconvolge, annuncia
il tuo arrivo a Lorenzago dove
trascorrerai le ferie tra studio e preghiera, meditazione e riposo, come hai
dichiarato ai giornalisti.
Ecco, in
dettaglio, le notizie dell’illustre ospite: il tuo atterraggio all’aeroporto di
Istrana a bordo di un velivolo della flotta del presidente della Repubblica; la
tua sistemazione nella casa per ferie dei vescovi di Treviso che la Regione
Veneto, con poco meno di 500 mila euro e le offerte versate nell’ultimo mese
dai fedeli nelle chiese della diocesi, hanno contribuito a trasformare in una
piccola Castelgandolfo. Credi che tutto ciò ti faccia onore? Passi per le
offerte dei cattolici. Ma lo sai che nei 500 mila euro della Regione ci sono il
sudore di tutti i contribuenti veneti, quindi anche quelli dei relativisti,
degli omosessuali, delle coppie di fatto, di tutti coloro che tu continui a
calunniare, recriminare, mandare all’inferno? Nessuno mette in dubbio che sono
ferie ben meritate: “Il papa farà una villeggiatura monastica, si concederà
qualche passeggiata entro i 900 metri del bosco «protetto» (con rete
mascherata, illuminabile e scrutata da invisibili telecamere)”. Ma ti pare
giusto andare a meditare, pregare Dio padre, perseguitando i tuoi fratelli in
umanità, che tu vorresti “ridurre” alla ragione cattolica a tutti i costi,
ricattando perfino i politici sedicenti cattolici, perché hai il potere di
negare loro il voto dei tuoi seguaci? Prima li martirizzi, poi ti godi le ferie
“pagate” da loro? Suvvia, un minimo di coerenza!
Non si riesce
a capire se il giornalista proclami con religiosa deferenza tutti i particolari
del tuo dolce soggiorno o se ci nasconde un pizzico di ironia. Del resto, dopo
l’ultima sceneggiata per recuperare i lefevriani, è sempre più difficile non ironizzare
sul tuo conto! E l’esclusivismo dell’unica vera Chiesa? Ma tra le tue
meditazioni tra il verde e i caprioli ci sarà spazio per una “Chiesa de
poveri”? Lo sai? Anche loro ti “contempleranno” tra i pini e gli abeti, tra le
telecamere e le guardie del corpo.
Quindi è
tutto vero. Sono veri tutti quei soldi che sono stati usati per accoglierti in
modo “dignitoso”, come si addice a un monarca. Te lo dico da giovane alle prese
con la difficoltà di aprire un mutuo per comprare quattro mura di cemento.
È bello che
molta gente sia orgogliosa di avere il papa, soltanto per alcuni giorni, nella
propria terra. Chissà, magari, un giorno, a pranzo con loro. Che terra questo
“Veneto bianco” benedetto, oggi, da Benedetto XVI! Nello stesso giorno in cui,
con un documento, hai male-detto tutte le persone che credono in Cristo ma non
nella tua Chiesa cattolica. Continui a ribadire che la Chiesa cattolica
“governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui” è
l’unica che si identifica pienamente con la Chiesa istituita da Gesù Cristo su
questa terra. In poche parole stai parlando male di uomini e donne che credono
in un modo diverso dal tuo, stai giudicando il cuore di miliardi di persone.
Il nome che
porti dovrebbe spingerti a dire bene, invece stiamo assistendo a continue
denuncie e pronunciamenti che non fanno altro che dire male degli altri.
E la gente semplice
(e un po’ ignorante) ti osanna. “Si calcola che 1550 trevigiani parteciperanno
all’Angelus del 15, al castello Mirabello, circa 5 mila veneti a quello del 22
luglio, in piazza a Lorenzago”.
Quel
bambino che all’arrivo ti ha consegnato un mazzo di fiori, oso ricordarti, rappresenta
migliaia di bambini abusati dai preti cattolici in tutto il mondo.
Quella
tavola imbandita di “pasta e fagioli, polenta e soppressa, capriolo e
canederli, prosecco di Valdobbiadene” vorremmo vederla durante la pubblicità
per l’otto per mille della Chiesa cattolica italiana.
Le
bottiglie di “birra del Papa” con la tua immagine, abbinate alla “pizza del
Papa” sarebbe bello vedertele in mano mentre ti siedi alla mensa con i popoli
del sud del mondo, le coppie di fatto, i relativisti, gli omosessuali,
lesbiche, preti sposati, bambini abusati, mentre li ascolti con il cuore in
mano. Non sono gli “ultimi”, i pubblicani con i quali Gesù si metterebbe a
tavola a brinderebbe, con loro, alla salute di tutta l’umanità?
Chissà che
un giorno il papa perda la testa (e il cuore) e ci faccia vedere quello che il
Cristo farebbe al suo posto.
Buone
vacanze, caro papa!, te lo auguro con tutti coloro contro i quali continui a combattere,
invece di abbracciarli. Ricordalo: anche noi, disprezzati ed emarginati siamo
tuoi figli. Specialmente noi.
Federico
Bollettin