Carissimo Don Adelino:
sono un prete
sposato (originario di Roncegno, Valsugana) e vivo negli USA da piu' di 30
anni, dove mi sono rifatto la vita. Sono stato missionario nelle Filippine e
due cose hanno contribuito alla mia uscita dallo stato clericale: lo scandalo
della gerarchia e l'essermi innamorato di una donna.
Non ti racconto i dettagli e passo subito a quello che voglio dirti. Per me, e
per molti di noi, tu rappresenti veramente quello che Gesù ci insegna per
essere di tutti.
Credo che se
molti confratelli facessero quello che tu fai, l'apatia e l'indifferenza verso
il cristianesimo, che il papa chiama "relativismo", ma che in realtà
è rifiuto delle imposizioni ed intrusioni, si convertirebbe prima in
ammirazione e poi in risposta e partecipazione. Il bene non ha bisogno d'essere
imposto, è attraente e contagioso più del male.
Per me e per noi
tutti (più di centomila preti sposati) tu sei un vero santo, un uomo di quel
Signore che accoglie tutti e ama tutti, anche coloro che sono stati
costretti ad uscire dall'ovile per "non morire"...
Ciao, carissimo,
ti ringraziamo e vogliamo farti i nostri più grandi auguri per la tua opera
affinché infiammi molti a seguire il tuo esempio sulle tracce del "Buon
Pastore".
Umberto P. Lenzi