Lettera alla Direzione di Vita Pastorale ed al
Sig. Antonio Rizzolo
ESTRATTO DALL'ARTICOLO APPARSO SULLA VOSTRA
RIVISTA
Lunedì, 09 luglio 2007
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Tra le altre falsità vanno ricordate quelle riguardanti
l'istruzione del 1962 Crimen sollicitationis, in particolare quando si sostiene
che essa «aveva lo scopo di coprire gli abusi avvolgendoli in una coltre di
segretezza tale per cui "la pena per chi rompe il segreto è la scomunica
immediata". È precisamente il contrario: il paragrafo 16 impone alla
vittima degli abusi di "denunciarli entro un mese" [...]. Il
paragrafo 17 estende l'obbligo di denuncia a qualunque fedele cattolico che
abbia "notizia certa" degli abusi. Il paragrafo 18 precisa che chi
non ottempera all'obbligo di denuncia dei paragrafi 16 e 17 "incorre nella
scomunica". Dunque non è scomunicato chi denuncia gli abusi ma, al
contrario, chi non li denuncia».
Soltanto ignoranza e pregiudizio? Vorrei
comunque concludere con un invito fatto da padre Federico Lombardi, direttore
della Sala stampa vaticana: «È giusto che anche la società nel suo insieme si
renda conto che nel campo della difesa dei minori e della lotta alla pedofilia
ha un lungo cammino da compiere. L'esperienza della comunità ecclesiale, che
conta nella sua lunga storia incalcolabili meriti di impegno per la gioventù,
dovrà essere un elemento importante per collaborare costruttivamente in questa
direzione».
Antonio Rizzolo
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----------------- COMMENTO DI UMBERTO P. LENZI ----------------
Non so se e' per ignoranza e per
caparbia ipocrisia, ma questo e' il colmo.
A chi deve il "crimine"
essere denunciato secondo questo documento? Questa e' la vera questione. Si dice specificamente "al Vescovo" (Ordinario del luogo)
o alle autorita' ecclesiastiche e specificamente la CDF. Questo si chiama
lavare i panni sporchi in casa e non denuncia alle giustizia civile.
Mai nel documento "Crimen
Sollicitationis" si dice che il crimine deve essere denunciato alle
autorita' civili, anzi, qui sta proprio il punto, il parlarne con qualsiasi
altra persona al di fuori dell'autorita' ecclesiastica comporta la scomunica.
Questa e' la sostanza mio caro sig.
Antonio Rizzolo. E' il suo ragionamento che e' falso e non la BBC …. Il card. Ratzingher
e' stato imputato di omerta' proprio per questo e se non fosse stato eletto
papa sarebbe probabilmente ora in prigione nel Texas. A salvarlo e' stata la
sua elezione come "capo di stato" del Vaticano in vista della quale
ha ottenuto grazia dal Governo Americano.
Via, non cerchi di scusare… e' proprio inutile ed ignobile il cercar di
difendere questa criminalita' a delinquere (ignava o no) della gerarchia
cattolica. Forse potrebbe portare la scusa che la gerarchia era cosi' ignorante
da non sapere che la pedofilia non era solo un peccato, ma anche un atto
criminale … Ma anche qui la cosa fa acqua, tanto che il Card. Law ed altri
preti fuggitivi, per cavarsela, hanno dovuto rifugiarsi a Roma sotto la
protezione del Vaticano, dove tuttora risiedono in contumacia e non possono
rientrare negli Stati Uniti. Se la sua tesi potesse essere sostenuta, le
diocesi, i preti, e i Vescovi non sarebbero finiti in tribunale e non avrebbero dovuto dichiarare banca rotta per
pagare i danni alle vittime (piu' di 2 miliardi di dollari solo negli usa).
Visiti,
per cortesia, il sito Bishops Accountability e si faccia un'idea sui fatti, ma la smetta di
raccontare frottole e, se proprio vuol dir qualcosa, usi almeno un minimo di
buon senso ed onesta.
UMBERTO P. LENZI
14215
- 20TH DRIVE SE
MILL
CREEK, WA 98012
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telitor@aol.com
website:
www.chiesaincammino.org
PS - Crimen Sollecitationis - allegato degli
articoli in questione (versione inglese).
