Carissimo
Giuseppe,
ho letto il tuo messaggio. Come ho avuto occasione di dirti
altre volte, mi trovo in sostanziale sintonia con il tuo pensiero in ordine al
celibato nella nostra Chiesa. Solo la diversità di carattere, e
conseguentemente le occasioni e il diverso ambiente sociale e culturale
in cui mi vengo a trovare mi tengono lontano dal tuo modo dinamico di operare.
Comunque, anche se spesso mi è mancato il tempo e soprattutto la volontà di
espormi, non mi è mancato mai il coraggio e la chiarezza nell’affermare il mio
punto di vista su tale argomento. Approfitto dell’occasione per
riportarti parte della lettera, che ho inviato al mio vescovo a gennaio di
quest’anno, alla quale mi ha risposto “modo curiale”.
“Eccellenza, …
Anche se da 35 anni sono legittimamente sposato e con famiglia, mi
sento ancora sacerdote nell’anima e nell’amore alla Chiesa; e soffro
personalmente le difficoltà e le situazioni difficili in cui vive. Ma nello
stesso tempo mi viene da “gridare” che è necessario aiutare la Chiesa a leggere
in modo nuovo i “Segni dei tempi” che lo Spirito Santo le invia oggi, non come
occasioni che disturbano la sua ‘pace’, ma come stimoli che favoriscono la sua
santità e missione.
La mancanza di sacerdoti, a motivo anche delle defezioni e degli
scandali, non è un castigo, ma una grazia, che l’aiuta ad uscire dalla
rigidezza di formule e di leggi, non certamente evangeliche, per essere il sale
di una terra, che ormai ha una stratificazione e una infestazione, che richiede
sale nuovo.
Abbiamo sopportato in questi giorni il bombardamento e la vastissima
risonanza che ha avuto il rifiuto del Papa a presenziare a “La Sapienza” per
l’apertura dell’anno accademico. Quante voci, quanti “bla-bla”, ma non ho
sentito, da nessuna parte, una lettura alla luce della Spirito, che
costantemente guida la sua Chiesa. Siamo proprio convinti che sia stato
un fatto negativo per la “missione salvifica e spirituale” della Chiesa?
Che sia stato uno schiaffo al Pontefice, o non piuttosto un provvidenziale e
forzato invito a riflettere sul significato vero e spirituale di quella
presenza? Chi si invitava realmente a “La Sapienza”, il
Rappresentante di Cristo, ‘Unico Salvatore dell’umanità’ , o un dotto
teologo, una capo di stato, una persona umanamente influente? A noi
può sfuggire il senso di determinati eventi, ma non sfuggono certamente allo
Spirito. Chiediamogli allora, che aiuti anche noi a leggerli sotto la sua
luce.
Eccellenza, il mondo oggi ha bisogno di una Chiesa che si preoccupi di
più di Vangelo vissuto, che di Diritto canonico rispettato; di una Chiesa
che abbia anche il coraggio “di sciogliere” e non solo la fermezza per “legare
o tenere legato”; di una Chiesa che abbia il coraggio della fede nell’ampia
autorità concessale da Cristo: “di legare e sciogliere” al fine di calare
il Vangelo nel mondo attuale……”
Proprio in questi giorni, parlando con amici, siamo entrati nell’argomento della scarsità di sacerdoti e sulla gestione degli immobili parrocchiali: canoniche senza parroci. In quell’occasione sono andato ben oltre ai “Segni dei tempi”. Sono passato allo “Sciopero dello Spirito Santo”. La carenza di sacerdoti forse va interpretato proprio come lo “sciopero dello Spirito”, del Padrone della vigna, per costringere il Gestore a cambiare le regole di assunzione e il trattamento degli operai. Speriamo che la Chiesa sappia leggere questo “sciopero” e che intervenga non, come al solito, opprimendo ed estromettendo, con una carità “che fa pietà”, ma accogliendo le giuste richieste
Ciao.
Bruno Marini – Treviso
PS/ Sono in forte dubbio se venire domenica 1 giugno. Temo di
trovarmi in forte disagio.