Caro Giuseppe,
                               ho letto la tua risposta alla lettera di don Sante.
Mi sembra buona, ti proponi come prete sposato di una certa esperienza e anzianitą; non imponi, e cerchi di portarlo a riflettere.

                               Le esposizioni mediatiche di cui parlavo tempo fa, sono utili, ma ad alcune condizioni: che si abbia qualcosa di significativo da dire; che si abbia capacitą di esprimerlo in maniera efficace; e che si sia supportati e creduti da un gruppo notevole significativo di riferimento, come diceva Mauro Borghesi.


                               Il mezzo mediatico di per se' stesso, e' per natura sua ambivalente. L'altro aspetto: l'argomento non deve essere trattato come troppo legato all'individualitą ed al folclore, sia pure ecclesiastico, o al contrasto tra fedeli e gerarchia, ma al recupero di grandi tematiche della chiesa (cfr. Concilio Vaticano secondo e dintorni) ed alla cultura laica.

                               Andare in Tv solo per aumentare "audience" a favore dei preti sposati, non approfondisce le problematiche, e non aiuta il dialogo con la gerarchia, con cui, comunque, dobbiamo, o prima o poi ancora fare i conti. Lo ha gią detto altre volte con chiarezza Ernesto Miragoli.

                                Piu' importante ancora ritengo moltiplicare nelle cittą dibattiti e argomenti culturali legati a problematiche che includono la Parola di Dio, il Sacro, la Laicitą, la Natura della Chiesa, la Presenza della Donna nella Chiesa e nella Societą, il Significato del celibato oggi e la crisi del sacerdozio cattolico: facendo notare come anche la famiglia sia in crisi oltre il celibato. Sarą solo una coincidenza? Oppure vi e' qualche correlazione?

                                 Perche' tutto questo? Perche' le idee camminano sulle gambe degli uomini. Creare una cultura piu' ricca significa dare gambe alle idee e far camminare l'uomo.

                                 Da ultimo: suggerirei a Umberto, ma anche ad Ernesto e Ausilia, di aprire anche una rubrica dal titolo: "Come ci vede e ci considera la cultura laica; noi come chiesa, come istituzione, come preti sposati". Non solo intesa come statistiche, ma come riflessione scritta.

                                Dai libri che sto leggendo ma anche dalle esperienze che sto facendo con culture diverse, c'č un materiale enorme. Basta dare loro la Parola, che č di tutti, e troveremmo mille altri stimoli a metterci in discussione ma anche all'arricchimento reciproco.

                                Con amicizia. Carlo Castellini