A proposito del prete padovano con donna e figlio, che non vuole lasciare la parrocchia. Ed i fedeli sono con lui...

Cari amici,

 

ecco cosa succede a restare soli!


Anche il povero don Sante farà la solita battaglia attorno alla parrocchietta, un pò di confusione e di televisioni per alcuni giorni poi calerà il sipario inesorabile e il pretino resterà solo con mille problemi, forse, di sopravvivenza, se prima non ha cercato il modo di sopravvivere.

Dopo decenni di queste tristi storie, noi, preti sposati, non abbiamo ancora capito che un minimo di organizzazione nazionale è indispensabile per affrontare certe situazioni di emergenza dei nostri confratelli in difficoltà. Di fronte all'autoritarismo dei poteri forti ( spesso, molto poco evangelici) di Roma, della CEI, che continuerà a non voler capire, ci vuole una nostra organizzazione capace di autorevolezza e di gesti significativi!

Dobbiamo diventare interlocutori significativi,  perché non si finisca allo sbando come può capitare a qualche collega. Lo dico con immensa sofferenza nel cuore che piange...

Cari amici, facciamo di tutto, perché l'associazione o la federazione possa nascere al più presto per costruire qualcosa che possa essere interlocutrice di fronte alla prepotenza delle curie.


Convinciamoci che certi poteri capiscono solo le maniere forti, che siano efficaci, diversamente ci ridurremo alle solite commediole, che finiscono in tristi farse col ghigno beffardo dei curiali.

Cerchiamo alternative, promuoviamo gruppi del Vangelo, favoriamo la nascita di comunità di base. Lo sappiamo: per sfuggire alle maglie della repressione leguleia è sempre possibile e lecito celebrare nelle case private, oppure in e con qualche chiesa amica come quella valdese.

Franco Barbero, alla sua maniera, "docet" e anche Franco Maggiotto insegnava. Li abbiamo capiti e seguiti troppo poco, purtroppo?  Cercheremo di farlo?

Un saluto a tutti, Chino