Lettera di Sante Sguotti
Ciao.
Mi ha inviato questa lettera Sante Sguotti.
L'ho ripresa sulla home page del mio sito perchè la trovo interessante.
Se magari volete fare voi qualche commento.
Non la lascerei cadere.
ciao
Ernesto Miragoli
From: santz@libero.it
To: ;
Subject: Fw: riprendendo il contatto...
Date: Mon, 19 May 2008 10:49:29 +0200
Carissimi amici,
avevo appena sistemato computer ed indirizzi per
comunicare più frequentemente e regolarmente con tutti voi quando il 9 aprile
2008 è piombata la finanza nella sede dell'associazione e mi ha
sequestrato l'unico computer disponibile, dono di una famiglia di Monterosso.
Ora vi scrivo grazie ad un portatile prestatomi da
un carissimo amico che lo ha ricevuto in regalo per il suo compleanno e che se
ne è immediatamente privato per me.
Il mio legale ha chiesto la restituzione del
computer sequestrato. Non ha ricevuto una risposta negativa ma interlocutaria.
La procura valuterà la richiesta dopo che il perito avrà fatto le sue indagini.
Credo che il sequestro durerà ancora per parecchi mesi. Inutile chiedersi se
sia giusto oppure meno. In Italia il senso di giustizia non è per nulla diffuso.
Molti lavoratori stipendiati dallo Stato credono di essere dei padreterni e non
si chiedono quale danno arrecano a tutti gli altri cittadini. Non resta
che subire e tacere.
Ma che cosa è accaduto?
Provo ad essere sintetico anche se so che non ci riuscirò.
Da quello che posso aver capito e dagli atti
che mi sono stati sottoposti sono indagato per un contributo ricevuto dalla
Fondazione della Cassa di Risparmio (33.000 Euro) per il restauro integrale di
3 altari della Chiesa di San Bartolomeo di Monterosso e per un contributo
ricevuto dalla Regione Veneto (20.000 Euro) per la realizzazione di
gradinate per il campo sportivo parrocchiale e la sistemazione degli spazi per
accedervi.
La Fondazione della Cassa di Risparmio ha già
diffuso una nota in cui dichiara che i lavori sono stati eseguiti
regolarmente e che sono state rispettate tutte le procedure: foto prima,
durante e dopo i lavori, attestazioni del direttore dei lavori e della
Sorpintendenza di Venezia, consegna degli originali delle fatture. Il giorno
dell'inaugurazione degli altari, presente il vescovo Mattiazzo e il
Vicepresidente della Fondazione, quest'ultimo complimentandosi per i lavori
svolti ha dichiarato: "Non abbiamo mai speso così bene i nostri
soldi". Se si pensa che solo di progettazione e direzione dell'intervento
sono stati spesi quasi 10.000 Euro ad un esperto del settore risulta più che
chiaro che questo intervento supera abbondantemente i 120.000 Euro e se è stato
possibile realizzarlo con un contributo di 33.000 Euro da parte
della Fondazione è solo perchè qualcuno (il sottoscritto) ha fatto i salti
mortali e ha messo centinaia di ore di proprio duro lavoro.
Stessa cosa vale per le gradinate e per le opere di
sistemazione degli spazi esterni: lavori realizzati, visionati dagli organi
competenti e sigillati con i complimenti finali dell'Ente Contribuente.
D'altronde non si spiegherebbe perchè alla voce che
Don Sante doveva lasciare la parrocchia su un paese di 800 persone siano state
raccolte 750 firme di protesta in soli due giorni.
Inutile aggiungere che ho lasciato la parrocchia in
attivo di 60.000 e che solo negli ultimi due mesi, prima di essere rimosso
da parroco, ho commissionato e pagato lavori edili per 30.000 Euro. Inutile
dire che potrei elencare decine di motivi per cui di tutto mi si potrebbe
accusare ma non certo di aver sottratto soldi alla parrocchia.
Solo l'invidia, l'incapacità e l'odio cieco possono
arrivare a tanto.
Che cosa è accaduto in seguito?
Provare per credere. Sapevo benissimo che il
Vescovo Mattiazzo non è un padre e la Chiesa non è una famiglia, non è
neppure una buona azienda (quanto mi sono speso perchè fosse almeno una buona
azienda). La Chiesa è una pessima azienda. E che cosa succede in una pessima
azienda? Fino al giorno prima ti fanno le moine, ti elogiano, ti incensano
(così ha fatto Mattiazzo) e poi il giorno in cui non gli servi più o sei di
peso ti buttano fuori senza tanti complimenti. Ti devi autolicenziare e sperare
nella clemenza del padrone. Se non lo fai ti viene buttato addosso di tutto. E
la prima cosa che si fa è calunniare.
Mons. Brusegan, vicario episcopale per la cultura e
l'ecumenismo, nominato per la mia sostituzione, ricevette chiaramente il
compito di gettare benzina sul fuoco cercando tutto quello che poteva essere
detto contro di me e dando fiato e vigore alle accuse più infondate ed
infamanti.
In un primo momento ha percorso la strada
dell'adulterio dando adito e divulgando il più possibile (senza fare nomi e con
la faccia dolorante) tutte le dicerire sul conto mio e di Tamara e ignorando
volutamente la verità: Tamara era sposata solo legalmente (e quindi per la
Chiesa non risulta sposata), si è legalmente e consensualmente separata (è
stato il marito a voler rompere la relazione). Ha puntato il dito sul fatto che
Tamara ha abbandonato (per colpa mia) i propri figli. Anche questo è
assolutamente falso perchè al momento della separazione il figlio ventenne ha
deciso di vivere con il padre, mentre la figlia diciasettenne ha deciso di
vivere con la madre e così é. Ha cercato di mettere l'ex marito contro l'ex
moglie mentre tra i due, prima e dopo la separazione, erano sempre intercorsi
rapporti civili. In questa maniera Brusegan ha cercato di screditarmi il
più possibile agli occhi dei benpensanti, anzi di suscitare un vero e proprio
odio verso un "rovinafamiglie". Questa cosa riesce benissimo alla
Chiesa Cattolica e molti di voi lo sanno fin troppo bene.
In secondo luogo il vicario episcopale cercò di
suscitare odio nei miei confronti per il fatto che non lasciavo libero l'Uffico
parrocchiale.
In realtà al momento del suo insediamento, l'8
ottobre 2007 gli consegnai:
- tutta la documentazione della parrocchia
- tutte le risorse finanziarie
- l'accesso a tutti i locali, tranne uno
(l'ufficio)
- la disponbilità di tempo per altri tipi di
consegne (gruppi, attività, ...)
- la mia parola e più testi scritti in cui
dicharavo che avrei lasciato anche l'ufficio entro il 31 dicembre 2007
- la disponibilità a valutare soluzioni alternative
(che mai ci furono)
- la disponibilità a saldare tutti i costi a me
addebitabili (telefono, riscaldamento, ecc...)
Per farla breve, Brusegan firmò un ricorso al
Tribunale di Padova che mi fu notificato la vigilia di Natale mentre stavo
impacchettando le mie masserizie. Lasciai perdere solo perchè avevo dato la mia
parola ai parrochiani altrimenti, se fosse stato per lui, avrebbe infognato la
parrocchia in una causa lunga anche più di 5 anni (ci sono i precedenti di
situazioni simili in altre parrocchie). Anche di fronte all'uffico parrocchiale
completamente vuoto non volle ritirare il ricorso ma accettò, su pressione di
alcuni parrocchiani, di addivenire ad una transazione che a me è costata di
sole spese legali Euro 2.232,15. Questo è il modo in cui Mattiazzo e i
suoi caporali esprimono il loro "senso paterno". Ovviamente usano le
parole a vanvera.
Ma il Brusegan non si accontentò di questo.
Essendo andate completamente a vuoto le ricerche di abusi a sfondo sessuale (la
Curia è abituata a riscontrarli nei preti e sembrava impossibile che io non li
avessi commessi), Brusegan diede voce a due/tre persone che malignavano
sostenendo che io avevo sicuramente rubato soldi dalla cassa
parrocchiale, quindi andava dicendo in giro che io sono proprietario di 5 case
e che "sembra che Sante abbia rubato".
Con queste premesse è molto facile poter immaginare
che abbia messo al lavoro qualche esperto della Curia sulle carte della
parrocchia e che abbia (su qualche errore o manipolando le fatture) fatto
ricostruire un minino di sospetto per far partire una denuncia anonima
trovando magari tra il Consiglio per gli affari economici il solito
apportunista che è pronto a salire sul carro del vincitore e che di
midollo spinale ha solo il tacco delle scarpe.
Anche se la denuncia non porterà a nulla la Curia
ha già ottenuto tutto quello che voleva:
1. Titoli sui gornali locali a tutta pagina:
"Don Sante avrebbe intascato 53.000 Euro di finanziamenti pubblici",
"fatture false e ditte inventate" "sequestrati 5 computer nelle
abitazioni di don Sante" Tutte affermazioni assolutamente false ma si
sa i giornalisti devono vendere e non guardano in faccia a nessuno.
Stranamente al seguito della Finanza c'erano giornalisti e telecamere.
2. Per quanto tra 5 anni arrivi la smentita non
avrà mai la stessa importanza. La gente s'è già fatta la sua idea di comodo.
L'indagato è già colpevole e comunque qualcosa avrà pur fatto.
3. Vengono impauriti il mio Datore di Lavoro
("la Chiesa ha troppo potere e arriva dappertutto") perchè a nessuno
fa piacere vedersi arrivare la Finanza in casa; coloro che fanno parte della
mia associazione; viene bloccata e comunque pesantemente minacciata ogni mia
possibile attività futura; vengono messi in imbarazzo coloro che mi vogliono
invitare per conferenze ed interviste. Se domani dovessi cambiare lavoro chi mi
assumerebbe?
4. Vengono ulteriormente penalizzate le mie
risorse finanziarie (spese legali previste per difendersi -è obbligatorio-
10.000 Euro), dovrò perdere parecchi giorni di lavoro in tribunale e
moltissimo tempo ed energie.
5. Vengono ulteriormente spaventati i pochi preti
nella cui mente fosse balenata l'idea di appoggiarmi. La finanza irrompe nella
sede lo stesso giorno in cui il Prefetto della congregazione per il
Clero comunica al Vescovo di Padova le mie dimissioni dallo stato
clericale. Chi vuol capire capisca: "Vedete la fine che fa don Sante? La
Curia si dichiara estranea a tutto questo e afferma che è una
iniziativa autonoma della Procura. Chi mai ha dubitato infatti che la Curia
abbia bisogno di esporsi per muovere la Procura? Tutti capiscono fin troppo
bene che allo Stato fa molto comodo questa Chiesa perchè entrambi parlano la
stessa lingua, quella del potere e quindi interagiscono benissimo. Ed io
che non mi spiegavo come mai la dimissione dallo stato clericale tardava tanto
ad arrivare!
6. Sequestro del computer, di tutti i dati
dell'associazione e di tanti altri documenti. L'attività associativa viene
penalizzata e rallentata. Tutti i soci provano un sentimento di paura e di
oppressione.
Conclusioni.
1. Amarezza per quelle persone che si fanno usare e
diventano subdolo strumento della vendetta della Chiesa. Usati e poi
abbandonati.
2. Fermezza. Vogliono impaurirmi, rallentarmi,
demoralizzarmi. Sarà esattamente il contrario.
3. Consapevolezza. So che un attacco frontale alla
Chiesa ha i suoi costi sotto tutti i punti di vista. A questo mi ero preparato
e questo sto affrontando. Se qualcuno vuole comprendere ora può capire perchè
prima di uscire allo scoperto e affrontare tutto quello che sto
affrontando ho preferito mettere le basi essenziali alla mia famiglia. Ora non
sarebbe più possibile.
4. Quando diventi prete ascoltai la chiamata di Dio
(e mi dicevano che era giusto così). Ora continuo ad essere prete per la
comunità che me lo chiede ascontando sempre la volontà di Dio (ma adesso
non va più bene, dovrei ascoltare il papa). La Chiesa non ha il monopolio della
grazia e dei sacramenti. Dio concede il suo amore e il suo Spirito a tutti.
Dove c'è amore lì c'è Dio.
5. Io resto in comunione con il Vescovo e con il
Papa perchè non nutro nessun sentimento negativo nei loro confronti e desidero
che abbandonino la sete di potere per servire l'umanità secondo
lo spirito del vangelo. Mi esortano a non celebrare i sacramenti per non
rompere la comunione. Ma di che cosa è fatta la loro comunione? A me sembra che
sia solo ritorsione, prepotenza, sordità, vendetta. Che me ne faccio di questa
comunione? Preferiscano che me la tolgano al più presto. Preferisco molto di
più la loro indifferenza o il loro odio dichiarato che non la loro falsa
"comunione" (cosa cambierebbe? solo le parole: se ci pensate i fatti
sarebbero i medesimi).
Note a margine:
1. Non sono riuscito a capire perchè hanno nominato
il mio successore a parroco non dopo la mia rimozione -inappellabile-
dall'ufficio di Parroco ma solo dopo le mie forzate dimissioni dallo stato
clericale. Suppongo abbiano fatto qualcosa malamente e che
fossero bloccati dentro le loro stesse regole.
2. Con la Dimissione dallo stato clericale decadono
tutti i miei diritti i doveri di chierico tranne l'obbligo del celibato. Questa
è una vera assurdità del provvedimento e dimostra la contorsione mentale e le
turbe sessuali del legislatore. Ora per la Chiesa sono un laico ma non posso
sposarmi. Per farlo devo chiedere la dispensa dall'obbligo del celibato al
papa. Perchè? E' chiaro, perchè nel chiedere la dispensa mi fanno dichiarare
che quando sono diventato prete ero insano di mente e quindi la mia ordinazione
sacerdotale non è mai stata valida. Se sono preoccupati di ottenere questa mia
dichiarazione ciò sta a dimostrare che i sacramenti che celebro sono
illeciti ma validi.
3. E' incredibile come non si vergognino di
ammettere che le promesse di povertà, di obbedienza e di preghiera cadono senza
alcun problema mentre quella del celibato permane. Gesù ha insistito di più
sulla povertà, sull'obbedienza alla volontà di Dio, sulla preghiera o sul
celibato? Ma con questi pagani è inutile fare riferimento al vangelo. Non
sentono. Sono contento, comunque, di averli incartati nelle loro assurde
regole. Sono un laico ma mi sarebbe rimasto timbrato a fuoco non
il sacramento dell'ordine ma il celibato. Per avere una relazione
sessuale lecita devo chiedere il permesso dal papa dichiarando di essere stato
insano di mente. Ma allora che matrimonio andrei a fare se sono insano di mente?
E' difficile venirne fuori sani.
4. Durante la cerimonia di insediamento del parroco
nominato a succedermi è stata letta una lettera del Vescovo in cui si diceva,
riferendosi a me: "...finalmente sono state vinte le Forze del
Male..."
PS:
1) Poichè mi è stato requisito il computer ho perso
le mail di quel periodo e quindi coloro che mi avessero inviato mail qualche
giorno prima o dopo il 9 aprile tengano presente che non le ho ricevute o dopo
averle scaricate non ho avuto il tempo di rispondere.
2) Se notate qualcosa di sospetto, qualunque cosa,
se ricevete comunicazioni "strane" vi prego di avvisarmi
immediatamente.