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La NOSTRA posizione è nettamente in contrasto con quella
magisteriale, questo non dobbiamo scordarcelo. E non possiamo tentare di
cambiare le cose se non contrapponendoci fortemente alle ingiustizie che
esistono.
Va bene andare a parlare con Bagnasco, ma non andiamo lì come
pecorelle in cerca di una guida. La loro guida ci ha rotto le scatole. Anzi loro
non sono in grado di guidare nessuno. Io credo che Bagnasco abbia accettato un
incontro solo per ribadire le tesi ufficiali e perché ha paura che ci mettiamo
insieme a Milingo che gli fa paura. Milingo ha appoggi importanti, sia politici
che economici e sta di fatto costituendo una chiesa parallela (ordinando
vescovi e preti) e ha un seguito grandissimo in Brasile e in Africa. E' questo
che loro temono.
Sono d'accordo con ciò che state impostando, ma mi sembra che ci
sia una sottile vena di ipocrisia e un falso buonismo. Possiamo essere
costruttivi, questo si, e non distruttivi, ma dobbiamo essere fermi e questo ci
porterà necessariamente ad un contrasto. Siamo disposti a perdere le nostre
certezze, la nostra reputazione? Siamo disposti ad affrontare questa croce che
ci è stata offerta?
E' questo il punto.
Portiamo un vangelo e, accanto alle nostre proposte, citiamo la
fonte, citiamo il diritto canonico, dobbiamo essere in grado di ribattere punto
per punto, ma con cognizione di causa e con assoluta fermezza.
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Il programma mi
sembra molto buono, suggerisco:
- di considerare
quello che Don Sante ha detto ieri Buona Domenica, cioè che sta creando
un "numero verde per i preti in difficoltà". Questa può essere una
base anche per noi, possiamo collaborare con lui
- affiancare al
numero verde per i preti uno per le donne, visto che ce ne sono tante che mi
stanno chiamando, ma che non hanno il coraggio di partecipare agli incontri di
persona.
Un abbraccio.
Stefania Salomone