21 Gennaio 2007

 

Meditazione sulla lettera di Mauro B.

 

Solo in parte, quello che dice Mauro è vero, sì dobbiamo cominciare da dentro, da noi stessi, dalle nostre famiglie, amici, conoscenti, ecc.; ma per veramente fare una differenza c'è bisogno di essere apostoli, profeti secondo i nostri doni o "carismi".

 

Oggi la seconda lettura della liturgia era sull'analogia del corpo di Cristo, la Chiesa. Tutte le membra hanno una funzione. C'è chi ha il dono della profezia, chi d'essere apostolo ecc. È importante ed un dovere essere apostoli, profeti, predicatori, missionari, soccorritori, servi, e dedicati alla causa comune, ma sopra tutto nell'amore e servizio dei fratelli.

 

Nel video sul Vescovo Gumbleton, una signora si è espressa molto bene ... "la vera sfida, è incontrare Cristo nel fratello" ... bellissima espressione ...

 

Propongo di mettere un bottone sul sito dove ci aiutiamo vicendevolmente a riflettere in questa direzione, come chiamarlo? “Vangelo”? Per questo penso che i sottotitoli al video sul Vescovo Gumbleton li devo fare anche se ci vorrà tempo e pazienza. Il tutto sarà per il bene e la diffusione dell'Amore che Gesù ci ha donato e che ci ha chiamato a condividere con tutti ... anche coloro che non la vedono come noi.

 

Non condivido la rassegnazione di M., il solito “ma che differenza fa?” … il grano di senapa del Vangelo … ci deve ricordare che le piccole cose possono produrre grandi frutti …  Dodici Apostoli convinti e pieni dello Spirito hanno rivoluzionato mezzo mondo … di che abbiamo paura se siamo dalla parte del bene? Dalla parte dei poveri cristi? Dalla parte di Gesù … certo ci metteranno in croce e ci perseguiteranno … ma non è forse questa la sorte dei profeti e degli apostoli? Via dunque con lo scoraggiamento, la “falsa” prudenza, e la rassegnazione … Essere rassegnati, vuol dire aver perduto la speranza, la forza dello Spirito che ci chiama a rinnovare noi stessi ed il mondo … con tutte le forze e le capacità che abbiamo!

 

L’essere preoccupati di portare avanti i piani per rinnovamento e giustizia, non è una scelta, ma un dovere. Certo, la fretta è la madre della confusione, ma chi non fa, per paura di sbagliare, rimane sterile… tutti coloro che hanno fatto grandi cose hanno prima o poi sbagliato, ma hanno imparato dai loro errori e sono andati avanti migliorando... Per noi mortali, la perfezione non può essere uno stato, ma un traguardo, una tendenza.

 

Umberto P. Lenzi